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La ripresa economica inizia dall’arte italiana

Il 2015 è stato l'anno dell'arte e della cultura italiana: ecco perché ci sono ottime opportunità per nuove forme di business

Sentiamo spesso dire che il nostro Paese potrebbe vivere e prosperare di sola arte, ma quanto c’è di vero dietro questo modo di dire sull’arte italiana? È davvero così? Oppure è il solito luogo comune?

Di certo possiamo dire che sì, è vero, il nostro Paese spesso e volentieri rappresenta un museo a cielo aperto. Se una passeggiata nei meandri della capitale romana può catapultarti nell’antica Roma, una sessione di jogging nel centro di Firenze può farti risvegliare nel Rinascimento fiorentino, tra musei e artisti di spessore.

Potrei andare avanti per ore, ma perderei tra le mie fantasie il nocciolo della questione. Il dato importante da evidenziare è che il 2015 è stato un anno molto importante per l’Italia in termini di fruizione di contenuti culturali, artistici e museali.

Arte italiana: numeri confortanti dal 2015

La ripresa economica inizia dall'arte italiana

Secondo i dati riportati dall’ANSA l’anno 2015 ha visto il nostro Paese protagonista assoluto nel settore del turismo: numeri confortanti arrivano dal Colosseo, da Pompei e dagli Uffizi che sono stati invasi dai turisti di tutto il mondo come mai accaduto prima.

Sono ben 7,5 i milioni di visitatori in più rispetto allo scorso anno, turisti questi, che permettono al nostro paese di fare un balzo importante nel comparto turistico legato all’arte, un frangente che da molto tempo aveva proprio bisogno di una bella sferzata in termini di consensi.

Non parliamo solo delle grandi città, anche realtà più piccole come Paestum e Castel del Monte di Andria riportano numeri interessanti.

L’ANSA parla di altri risultati eccellenti: nell’ultimo anno, fa notare il ministro alla cultura Franceschini, i visitatori dei musei italiani “sono aumentati del 6% (2,5 milioni di persone in più), gli incassi del 14% (+20 milioni) gli ingressi gratuiti del 4% (+ 900mila)”.

L’arte italiana in ripresa, un piccolo segnale che può dare una grande scossa

La ripresa economica inizia dall'arte italiana

Tutto questo può veramente far bene alla ricrescita economica del nostro Paese, tanti sono gli incassi che possono arrivare da questo settore. Una gallina dalle uova d’oro, che troppo spesso scordiamo di avere proprio sotto i nostri occhi. I risultati sono ottimi, ma quelli di una sola annata possono creare false speranze, diventa opportuno in questo caso realizzare dei successi duraturi nel tempo.

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È in questo caso che gli strumenti che abbiamo a disposizione possono donare tante nuove opportunità.

Nuove forme di business per l’arte italiana

La ripresa economica inizia dall'arte italiana

Una strada in discesa, può trasformarsi in salita se non sappiamo cogliere i segnali importanti. L’anno nuovo non ha portato solamente belle notizie, ma anche qualche problema da cui dover ripartire.

Se i risultati delle visite sono incoraggianti, non sempre lo sono quelli inerenti ai servizi di accoglienza: le grandi città italiane spesso sono meno preparate rispetto alle grandi capitali europee in questo senso. Non di rado capita di leggere come le maggiori città italiane siano carenti nei servizi messi a disposizione dei cittadini.

Qui la soluzione potrebbe partire dallo Stato italiano: servizi di accoglienza, centri di ristoro, caffetterie, ristoranti e uno sguardo verso il futuro. Una possibilità è prendere esempio dalla Francia, dove il Salon International des musée, da poco aperto a Parigi, offre 150 stand futuristici di cui 25 dedicati a startup per rendere più attraenti le visite.

Un visita in questo museo potrà mostrarvi occhiali 3D, smartwatch tecnologici e videogiochi avveniristici.

Offrire la possibilità ai giovani e alle startup di aprirsi a un settore come quello museale può essere anche la possibilità giusta per sviluppare idee vincenti nei nuovi settori legati al business culturale.

Scritto da

Andrea Bono

Nasce a Roma in quartiere poco noto ai più. Per metà è calabrese, ma di mediterraneo ha preso solo la testa dura e la caparbietà. Marketing communication Specialist di ... continua

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