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Digital Magics a Palermo e Bari: l’innovazione si fa al Sud

Le due nuove sedi dell'incubatore sono il primo passo di un sistema completo che punta a creare un ambiente più favorevole per la crescita delle startup digitali italiane

Ha lasciato idee molto chiare in proposito Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics, che poco prima della sua scomparsa, con il White Paper aveva annunciato di voler costruire un nuovo ambiente per le startup in Italia, attraverso una proposta in otto punti per promuovere il sistema dell’innovazione con un’azione politica concreta.

E i primi risultati di questa volontà iniziano già a realizzarsi: due nuove sedi per Digital Magics.

La prima appena inaugurata a Palermo, in collaborazione con la siciliana Factory Accademia. La seconda, già pianificata, a Bari, in collaborazione con la società Augmentum, partner per lo sviluppo e la gestione del nuovo programma di incubazione, mentre sono già iniziati i lavori per la costruzione del campus Talent Garden pugliese.

Il più grande hub di innovazione italiano per lo sviluppo e l’accelerazione di startup digitali

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Questo lo scopo di Digital Magics, ripartendo dal Mezzogiorno, anche grazie al programma GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network). Un network privilegiato che coinvolgerà i propri membri in un percorso di informazione e formazione disruptive, per fornire gli strumenti e i supporti necessari ad affrontare la sfida della “quarta rivoluzione industriale” e per avvicinare il mondo dell’impresa italiana all’ecosistema delle startup innovative.

LEGGI ANCHE: Il White Paper di Digital Magics e il futuro delle startup in Italia

GIOIN: incubazione e Open Innovation targate Digital Magics

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

Il lancio del network Gioin e dei programmi di incubazione in Sicilia e in Puglia fanno parte del ben più ampio piano strategico di Digital Magics, avviata in collaborazione con Talent Garden e Tamburi Investment. L’obiettivo è quello di aprire 50 nuovi campus di co-working Tag per supportare le startup che faranno parte della rete e contribuire alla trasformazione digitale delle imprese italiane, grazie ai programmi di Open Innovation.

Digital Magics, quotata all’AIM Italia, il mercato alternativo del capitale di Borsa Italiana per la quotazione delle PMI, punta a “ricavi aggregati delle aziende in portafoglio a 100 milioni di euro”, come ha dichiarato Alberto Fioravanti, presidente esecutivo.

Riguardo ai progetti della società per il biennio 2016-2017, l’incubatore punta ad avere 100 startup e 50 campus Tag in Italia e in Europa, per poi passare dall’Aim Italia all’MTA, il mercato azionario principale.

La Sicilia dà buoni frutti per le startup

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

La scelta di Palermo per la nuova sede non è casuale e non è legata solo ad una motivazione geografica. Sono infatti 246 le startup siciliane iscritte al registro nazionale, ossia il 4,8% del totale nazionale.

Con 84 startup innovative (34% del totale regionale) Catania è la provincia leader nella regione e precede Palermo che ne ha 71 (29%). Più distanziate le province di Messina con 33 startup (13%) e Agrigento con 18 (7%), mentre sono poco più di una decina quelle presenti a Caltanissetta e Trapani (12 ciascuno, 5%), e Siracusa (11 – 4%). In coda Enna e Ragusa dove sono attive rispettivamente 3 (1%) e 2 (0,8%) startup.

A Catania e Palermo, dove si concentrano più della metà delle startup siciliane, le aziende innovative si occupano in particolare di produzione di software e consulenza informatica, ma in provincia di Palermo (17,2%) ci sono in percentuale più startup nel settore della ricerca scientifica e sviluppo che a Catania (14,1%).

Fra le startup anche diversi studi di architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche.

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

Secondo l’analisi di Digital Magics, la maggior parte delle startup siciliane ha una capitalizzazione non superiore ai 10 mila euro di media, mentre sono meno le startup palermitane con capitale da 10 a 50 mila Euro (quasi il 10% del totale), ma sono di più (8%) quelle da 50 a 250 mila euro. L’unica startup siciliana che supera i 5 milioni di capitale sociale è nel ragusano e opera nel comparto energetico.

Un dato simbolico riguarda poi la prima startup dell’isola, nata a Palermo nel 2009 e accelerata nel 2013. Il vero boom di iscrizioni nel Registro delle Imprese Innovative si è rilevato però nel 2014, con 84 iscrizioni in tutta la Sicilia, mentre il 2015 ha visto rallentare leggermente il trend.

Secondo l’analisi di Digital Magics, infine, sul versante economico-finanziario grazie al fondo di garanzia per le startup del Ministero dello Sviluppo Economico, fino all’agosto dello scorso anno, in Sicilia sono arrivati quasi 6,5 milioni di euro, mentre nel 2014 su 297 operazioni di Venture Capital solo cinque riguardavano l’isola contro le 13 della Campania.

Ma questo è solo il punto di partenza: come ha dichiarato Marco Gay, vicepresidente di Digital Magics, ora è necessario “puntare sull’innovazione come fatto reale perché creando startup si crea il valore aggiunto di cui il Made in Italy ha bisogno”.