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Il futuro del travel? Mobile, app e big data

Una rivoluzione digitale che ruota intorno all'utente e alle sue necessità

Lo diciamo e sentiamo dire spesso, spessissimo, di quanto i social ed il digitale in generale abbiano cambiato radicalmente molti settori, modificando comunicazione, promozione, processo d’acquisto, addirittura l’esperienza dell’utente. Una vera rivoluzione che ha costretto utenti ed addetti ai lavori ad un vero e proprio cambio di percezione. È innegabile come una semplice azione come un acquisto sia oggi profondamente diversa da anche solo 6/7 anni fa: maggiori informazioni, review su siti di settori, blog, ci permettono di affrontarla come prima non avremmo mai fatto.

Il travel è senza dubbio uno degli ambiti che hanno più risentito di questa evoluzione e che tutt’ora vede una continua crescita in questa direzione. Se inizialmente sono stati i portali ed i siti di review come Tripadvisor i principali fattori di impatto a livello digitale nel mondo del turismo, questi anni stanno portando ad una sempre maggiore rilevanza del mobile e delle app. Già fondamentali a livello comunicativo e ampiamente usate sia chiaro, ma nel prossimo futuro probabilmente con un ruolo ancor più primario.

La domanda però è sempre quella: come sfruttarle al meglio in ambito travel? Ecco alcuni consigli in pieno stile Ninja!

Servizi sempre più mobile e interconnessi

travel e app

Sembrerà ovvio ormai, ma è sempre meglio ribadirlo. La fruizione del digitale ormai passa quasi totalmente da smartphone, social compresi. Basti pensare che nel solo mese di agosto un miliardo di persone si sono connesse a su Facebook in un solo giorno, e circa il 84% di loro lo facevano da mobile. Non poca cosa.

Per questo è fondamentale per le strutture ragionare in tal senso e soprattutto riuscire a centralizzare i servizi il più possibile, così che l’utente riesca comodamente ed in pochi clic a fruirne al massimo. I viaggiatori vogliono essere in grado di rispondere ai messaggi, guardare le offerte speciali, o scaricare i loro biglietti senza dover saltare da una app all’altra. Centralizzare, ecco la parola d’ordine.

Altro elemento fondamentale è la capacità degli operatori di interagire e coinvolgere gli utenti. Un’interazione vera, personale e fatta su misura. Le interazioni con i clienti non devono essere solo all’insegna della promozione, ma verso un dialogo continuo, perché solo con il dialogo si creano relazioni e quindi risultati.

Gli smartphone cambiano la fase di intrattenimento

Sempre il mobile e le potenzialità dei nuovi device stanno riscrivendo la storia dei servizi di intrattenimento delle strutture. Se prima queste erano uno dei plus più ricercati dai clienti ed una grande fetta di guadagno per gli hotel, oggi tutto è radicalmente cambiato. Nessuno utilizza più il telefono dell’hotel o accede ai contenuti di Pay TV, oggi basta il proprio smartphone.

Ma non solo. Molti altri servizi prima ad appannaggio esclusivo degli hotel oggi sono offerti da un terzo su un dispositivo mobile. Servizio in camera? Meglio ordinare da asporto da un ristorante locale. Palestra? Scelgo online la più vicina senza dovermi accontentare della limitatezza di quella interna alla struttura ricettiva in cui dormo. Per questo i servizi offerti devono essere esclusivi e di altissima qualità per distinguersi e vincere la concorrenza di quelli “esterni”, ma ancor di più devono essere a portata di touch. Le app in questo sono davvero indispensabili.

App a dimensione del cliente (e delle sue esigenze)

Ma come dev’essere una buona app per il travel? Sono 3 i punti chiave, punti che ricalcano pienamente le principali esigenze dell’utente:

  1. Essere collegati: gli utenti vogliono aver un canale preferenziale per poter comunicare al meglio e rapidamente con le strutture o le realtà del travel business;
  2. Customizzazione: l’abitudine è ormai questa, una totale personalizzazione, perché l’app si adatti al meglio sulle caratteristiche, i gusti e le necessità del singolo;
  3. Semplicità: resta uno degli elementi più ricercati. Sul cellulare la gente si aspetta che le cose siano facili. Devono poter raggiungere il loro obiettivo con pochi clic.

Prima di pensare alle funzionalità o a plus mirabolanti sono queste le esigenze a cui una buona app deve rispondere.  Non è infatti tanto il “quante cose fa”, quanto il farne anche solo una, ma bene. Facebook ne è l’esempio. Partito come piattaforma multiuso anche su mobile a poi virato sul dar vita a tante singole app, così che la gente potesse raggiungere i propri obiettivi in ​​modo rapido e semplice.

Capire il contesto digitale e sfruttare le informazioni dei big data

travel e big data

Tante realtà odierne del mondo travel nascono come digitali ed è quindi per loro semplice capirne andamenti e dinamiche. Ma non per tutti e così. Ci sono tante agenzie e strutture che vengono da lontano e che quindi si trovano di fronte un mondo “nuovo”, spesso affrontato con l’approccio usato da loro fin qui nel offline.

Ascoltare gli utenti, magari con attività di web listening, diventa una risorsa vitale per comprendere al meglio come muoversi. Un’opportunità che il web propone e che è troppo rilevante per non essere sfruttata. Il valore dei dati, i cosidetti big data, in grado di darci una quantità di informazioni incredibili e di poter settare al meglio le nostre attività digitali. Molto del futuro del travel passa certamente da qui. Conoscere significa infatti poter semplificare, personalizzare, rendersi utili e quindi migliori.

Una prassi che se fino a qualche anno fa era immensamente costosa e quindi fruibile solo dai grandi player, oggi è accessibile anche da realtà più piccole, in molti casi persino le singole strutture. Le tecnologie sono enormemente migliorate ed i costi ridotti. Proposte come ad esempio come l’italianissima Travel Appeal rappresentano risorse interessanti per rendere più performante la propria presenza web e social.

Perché non basta solo esserci.