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Le 5 cose che ci siamo portati a casa dal TechCrunch Distrupt di Londra

Luca Mastroianni
Luca Mastroianni

Country Manager Italia PrestaShop

    Il 7 e 8 Dicembre stiamo stati a Londra per il TechCrunch Disrupt, la competizione di startup diventata un punto di riferimento per tutti coloro che operano nel settore. Sul palco del Copper Box Arena si sono alternati pitch delle startup partecipanti alla battlefield, interviste a founder e panel tematici.

    Ecco le 5 cose che ci siamo portati a casa dal TechCrunch Distrupt di Londra:

    Il Machine Learning può essere applicato anche al campo della musica

    Ce lo dimostra JukeDeck, la startup britannica vincitrice della competizione. I due founder si sono proposti di risolvere un problema molto sentito da tutti i videomaker: la disponibilità di tracce audio libere da diritti di autore in maniera tale da evitare il video venga bloccato su piattaforme come YouTube.

    Il mercato di riferimento ha un valore di circa 2 miliardi di dollari e la soluzione escogitata è davvero brillante. Selezionando un genere, un mood e la durata, la traccia audio viene generata in pochi secondi. L’idea di base dei fondatori, musicisti e coders, è che esistano delle melodie di base che caratterizzano i diversi generi e che possono pertanto diventare archetipi di riferimento per la creazione “automatica” di soundtrack unici e liberi da diritti di autore.

    Techcrunch Disrupt

    Il food sarà il principale segmento dell’eCommerce

    Ne è convinto Fred Destin di Accel Partner, tra i principali investitori di Deliveroo, la startup che ha recentemente lanciato anche a Milano il suo servizio di food delivery. Il venture capitalist si è soffermato sull’enorme opportunità rappresentata da un settore come quello del cibo ancora caratterizzato da una bassa penetrazione dell’eCommerce.

    Tra le cause principali vi è senza dubbio la logistica e le difficoltà di consegna tipiche dei beni deperibili, problemi che Deliveroo risolve attraverso i propri fattorini in bicicletta o motorino che consegnano in massimo 30 minuti i piatti di ristoranti situati entro un determinato raggio dal domicilio del cliente.

    Il modello di business adottato è diverso dai marketplace, come ad esempio JustEat, che si limitano a connettere domanda e offerta di ristoranti che già offrono il proprio servizio di consegna a domicilio. Deliveroo e i suoi competitor (Foodora, Foodinho…) offrono invece una soluzione logistica ai ristoranti che non hanno un servizio di delivery mettendo a disposizione del consumatore una più ampia scelta e di migliore qualità.

    Techcrunch disrupt london

    L’idea imprenditoriale è solo il punto di partenza, la capacità di realizzarla fa la differenza

    È quello che sostiene Oliver Samwer,  fondatore di Rocket Internet, il più grande incubatole di startup (es. Zalando, Zalora…), incalzato da Mike Butcher, editor di TechCrunch, che sottolineava come di fatto il loro modello di business non fosse altro che un “copycat” ovvero la replica di aziende di successo in nazioni dove queste ancora non sono presenti. L’investitore tedesco ha sottolineato invece come la capacità di execution in geografie con culture, risorse e infrastrutture completamente diverse sia di fatto una componente essenziale dell’imprenditorialità.

    L’Internet of Things non ha limiti e può entrare anche nel nostro caffè.

    È il caso di Spinn, una macchina del caffè alquanto originale. Attraverso un’app è possibile monitorare la quantità residua di caffè e, prima che venga esaurita, riordinarla in pochi clic tramite un marketplace dove dono disponibili tantissime varietà offerte da produttori indipendenti.

    L’innovazione tecnologica non è un fenomeno solo per geek

    Comincia ad attrarre anche personaggi dello sport e dello spettacolo affascinati dalle nuove opportunità di interazione diretta con i propri fan. Due esempi:
    – Thierry Henry, noto calciatore francese, che decide di investire in Grabyo, la startup britannica di video editing e sharing per piattaforme social e mobile studiata per il mondo dello sport.
    – Imogen Heap, cantautrice britannica convinta che il blockchain (la tecnologia alla base dei bitcoin) possa rappresentare un’incredibile opportunità per gli artisti di gestire l’utilizzo della propria musica.

    Scritto da

    Luca Mastroianni

    Country Manager Italia PrestaShop

    Luca Mastroianni è Country Manager Italia di PrestaShop. Ha lavorato per Expedia, leader mondiale del turismo online, in consulenza strategica per Roland Berger e ha curato lo ... continua

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