Forza delle idee, ispirazione e connessione: di cosa ha parlato Tim Cook in Bocconi

«Il mondo è come un grande Stato, voi siete i cittadini»

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«Non siete solo cittadini italiani, siete cittadini del mondo e oggi potete fare sentire la vostra voce oltre ogni confine. Nessuna generazione ha avuto questa opportunità dunque usatela, alzate la voce!»

Dal più sognante «Stay hungry stay foolish» di Steve Jobs all’Università di Stanford, Tim Cook fa un passo avanti e pronuncia un imperioso «Speak up!». Nella giornata di ieri, il CEO di Apple ha presenziato alla cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico 2015/20016 dell’Università Bocconi di Milano. È il suo primo intervento pubblico in Italia, il primo in una università europea e fuori dagli Stati Uniti. Come tema ha scelto “Business That Serves the Public Good”, il business al servizio del bene pubblico.

Ha introdotto l’evento Mario Monti, presidente della Bocconi «neanche per una rockstar o un campione sportivo avremmo avuto un simile intasamento del nostro sito nel giorno dell’annuncio della sua presenza qui da noi»; strappando un sorriso a Tim Cook. «Non era affatto ineluttabile che accettasse il nostro invito e siamo onorati che abbia scelto noi per prendere la prima volta la parola in Italia e in una Università fuori dagli Stati Uniti»

Tim Cook e i valori guida

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L’inizio dell’intervento è stato dedicato all’Italia.

«l’Italia è un Paese che ha sempre dimostrato grande attenzione al design e ai dettagli. Ha dimostrato che l’eccellenza vuol dire fare la cosa migliore e non per forza produrre di più. Qui con me c’è Luca Maestri, il CFO di Apple, che è molto contento di essere nel suo Paese. Vale lo stesso per me»

ma subito passa a raccontare di Apple e quali sono i valori che l’hanno guidato.

«Ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che ha i miei stessi valori, che non è solo una fonte di reddito, ma vuole guidare il mondo. È il motivo per cui ci alziamo la mattina e andiamo a lavoro. Vogliamo cambiarlo attraverso i nostri prodotti, connettendo le persone e permettendo loro di condividere momenti importanti della loro vita. Vogliamo rivoluzionare il mondo con prodotti che aiutino le persone ad essere più creative e produttive. In grado di cambiare tutto»

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Un intervento in tipico stile Apple, dove Tim Cook riesce a dimostrare che non solo è riuscito ad uscire dall’ombra di Steve Jobs ma anche a conservarne i valori fondamentali, quel “Think Different” che la Mela ci ha saputo raccontare da vent’anni. Proprio la diversità per Cook è un valore in cui non solo credere, ma nel quale si esplica parte della sua vita se pensiamo al pubblico coming out di un anno fa. «Noi di Apple – dice – accogliamo tutti, senza differenze di credo, religione, orientamento sessuale. La diversità è un valore per un’azienda come Apple».

Cook si sofferma a lungo sull’importanza del lavoro di squadra. Racconta di aver incontrato, nel primo giorno alla Duke University, cinque persone con cui è in contatto ancora adesso. «Diversa provenienza, studi differenti. Capii presto che non era importante solo la competizione. Lavorando insieme, abbiamo usato le nostre differenze per diventare più forti, insieme abbiamo capito che nessuno poteva superarci».

Il messaggio ai giovani

Soltanto sul finale del suo speech Tim Cook si rivolge direttamente agli studenti della Bocconi e scandisce le parole: «speak up!».

«Spingete, andate oltre, portate più in là le frontiere. Usate la vostra voce per parlare con i diversi continenti. Il mondo è come un grande Stato, voi siete i cittadini»

Il messaggio è a tutti i giovani che ha davanti e non solo. Punta sullo sfruttamento del mondo e delle possibilità che offre, sulla possibilità di fare rete e sulla forza delle connessioni: «Se lo farete, riuscirete a creare un mondo migliore di quello che avete trovato».

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