Facebook, il logout e l’importanza dell’offline [ANALISI]

I social network sono amplificatori delle relazioni costruite offline. Facebook stesso lo suggerisce con l'artwork al momento del logout.

Facebook, il logout e l’importanza dell’offline
Da fine settembre, giorno più giorno meno, quando si fa il logout su Facebook si ottiene l’immagine qui sopra. L’artwork appare decisamente differente rispetto a quelli in cui siamo soliti incappare qua e là sul social (soprattutto nell’help center), e di cui potete trovare una collezione sul canale Medium ufficiale di Facebook Design.

L’interesse però non è tanto per la resa grafica, bensì per il significato sociologico che esprime. In Facebook la ricerca sociale è tanto importante quanto quella tecnologica: nella newsroom di Zuckerberg è Chris Cox, Chief Product Officer, con il suo team, ad occuparsene. Nella versione italiana l’immagine è accompagnata dal testo “grazie per aver usato Facebook, speriamo di rivederti presto”, mentre in inglese la prima parte ha una sfumatura di significato diversa, che tradotta sarebbe come dire “grazie per essere passato”.

Facebook dunque è un luogo, digitale, nel quale ci si può fermare per qualche ora, per leggere, per guardare contenuti o semplicemente per chiacchierare. Ma Facebook, così come gli altri social network, non sostituisce il mondo offline, lo amplifica proprio con quelle chiacchiere.

Screenshot da Facebook Moments (disponibile solo in USA)

Facebook Moments (disponibile al momento solo in USA)

La continuità

Tra la strategia offline e quella online deve esserci continuità.

Come riporta Fausto Colombo all’interno del volume “Il potere socievole”, in ambienti digitali come Facebook si riscontra la dimensione “sociale”, laddove il termine, curiosamente, non richiama la complessità della società, ma una delle sue dimensioni, quella che Simmel (sociologo a cavallo tra Ottocento e Novecento) definisce della socievolezza, tipica delle occasioni di amicizia, di incontro salottiero, di gossip.

La socievolezza simmeliana rimanda al piacere tutto umano di stare insieme senza obiettivi determinati e funzionali, al di fuori del contesto produttivo. Dunque una buona strategia di comunicazione integrata deve saper sfruttare la dimensione della socievolezza per ciò che è, ovvero un ambiente in cui la parola e la chiacchiera diventano veicolo di un messaggio, che grazie al passaparola – il famoso WOM word of mouth – si può potenzialmente espandere in modo logaritmico.

Ma se non hai nulla da dire, nulla di concreto su cui modellare quelle chiacchiere, perché dovresti usare i social al fine di comunicare il tuo brand (e quello per cui lavori)?

Facebook, il logout e l’importanza dell’offline
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Offline, online, poi ancora offline

Innanzitutto quando si parla di offline non ci si riferisce solo a media più tradizionali, come TV e giornali, in cui attuare strategie di comunicazione e marketing. Con offline si intende il rapporto umano, il door-to-door, l’evento, la conferenza, e così via. Ricordiamoci inoltre che in Italia, oggi, una gran parte dei cittadini non è nemmeno digitalizzata. Secondo gli ultimi dati Istat la popolazione italiana supera di poco i 60 milioni, e di questi 41 milioni hanno la possibilità di accedere a Internet, dati Audiweb. Sempre secondo Audiweb, una media di circa 29 milioni di utenti accede a Internet almeno una volta al mese, dunque, meno della metà della popolazione.

Un esempio di “prodotto” che ha bisogno di una comunicazione offline capillare ed efficace è quello politico: un candidato non può fare a meno di una strategia di comunicazione incentrata sull’offline. I social network servono come cassa di risonanza e come follow up per mantenere attiva la community e ri-mobilitarla nell’offline. Questo meccanismo è replicabile per qualsiasi altro prodotto, delle più disparate categorie merceologiche.

Facebook, il logout e l’importanza dell’offline

Espandi il tuo network

Spostandoci ora verso il personal branding, il rapporto tra online e offline rimane fondamentale. Tra i due ambienti deve esserci continuità di immagine, ossia come decidi di comunicarti online dovrà rispecchiare il tuo modo di essere offline: la verosimiglianza paga (un margine di menzogna c’è, ma senza esagerare), la verità ancora di più. Immagina di camminare su una corda sospesa nel vuoto tra due estremità: devi restare in equilibrio. Quando saprai comunicare te stesso (usa il personal branding canvas, può aiutarti), potrai dedicarti agli altri: sii disponibile, sia online che offline, senza aspettarti nulla in cambio. Espandi il tuo network, in questo modo sarà più semplice ottenere occasioni, lavoro e possibilità.



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