Oliviero Toscani e il valore dell'anticonformismo [INTERVISTA]

"La fotografia non è solo un mezzo per essere un bravo fotografo, bisogna essere bravi autori, usare la fotografia per raccontare quello che si vede, non quello che si guarda"

oliviero toscani

Oliviero Toscani non ha certo bisogno di presentazioni. Fotografo brillante e anticonformista, nel corso della sua carriera ha firmato celebri campagne pubblicitarie che lo hanno reso uno degli autori più conosciuti dal grande pubblico e uno tra i più premiati: quattro Leoni d’Oro al Festival internazionale della pubblicità di Cannes, il Gran Premio dell’UNESCO, due volte il Gran Premio d’Affichage, l’Infinity Awards per la Applied Photography del 1992 e numerosi premi degli Art Directors Club di New York, Tokyo e Milano.

Con un intervento dal titolo “La rivoluzione comincia dalle immagini“, Oliviero Toscani il prossimo 21 novembre sarà tra i relatori del Forum delle Eccellenze, uno degli eventi business più attesi dell’anno organizzato da Performance Strategies.

La vita ha senso solo se si vive “contro”. Il conformismo uccide la creatività e finisce per annientare l’uomo.

In questa citazione dello stesso Toscani si racchiude la visione di uno dei fotografi più creativi e anticonformisti della storia dell’arte e della pubblicità. Proprio di questi temi abbiamo parlato con il grande artista.

oliviero toscani forum delle eccellenze

Intervista a cura di Martina Podetti ed Elena Silvi Marchini.

Come vede il futuro dell’advertising e della comunicazione da qui a 10 anni?

Non conosco tanto l’advertising, non lavoro con agenzie di pubblicità. Personalmente faccio fotografie che vengono usate nel mondo della produzione e del consumo, ma non è che io segua le regole dell’advertising.
Per ora non vedo un grande futuro per queste agenzie e organizzazioni di pubblicità, con direttori artistici, art director, direttori marketing che non fanno altro che far lievitare i costi dei prodotti. Diventeremo tutti più intelligenti, perché saremo provocati a diventare più sensibili e civili, quindi avremo molto meno bisogno di tutte le bugie che la pubblicità ci racconta.

Quello che si immagina quindi è un futuro che darà meno importanza al marketing e più ai valori essenziali?

Quanto accaduto a Volkswagen ne è un esempio. Guardi quanto marketing ha speso per fallire. Das auto, no, Gas auto, cambiare la d con la g. Questo dovevano avere il coraggio di fare, invece hanno raccontato bugie, e il mondo non ne ha bisogno.

Oggi che la fotografia è tecnologicamente alla portata di tutti e la replicabilità si estende anche alla creatività, cosa significa andare contro corrente? Qual è secondo lei il limite tra creatività e censura?

La fotografia è alla portata di tutti ma anche la scrittura è alla portata di tutti: ormai tutti sappiamo scrivere e leggere, ma non per questo aumenta il numero degli autori e dei poeti. Bisogna domandarsi chi sono gli autori, chi sono coloro che servono a essere testimoni della condizione umana e interpretarla.

Quando poi qualcosa viene fatto in modo nuovo, quindi creativo, tante volte chiaramente può andare contro i sistemi del politicamente corretto e quindi può avere problemi con la censura. Ma la censura col tempo si è sempre dimostrata un’azione stupida, inutile e perniciosa.

Oggi siamo sottoposti a mille stimoli dal punto di vista visivo e informativo, e diventa fondamentale distinguersi. Secondo lei, in questo senso, è più efficace l’utilizzo dell’iconicità o dello storytelling?

Bisogna usare qualcosa che sorprenda e commuova. Personalmente penso che l’immagine singola, ferma, sia la cosa più forte, poiché ci vuole essenzialità, sintesi.

Secondo lei per essere un bravo fotografo è più importante avere talento o passione?

Sono entrambi importanti. La fotografia non è solo un mezzo per essere un bravo fotografo, bisogna essere bravi autori, usare la fotografia per raccontare quello che si vede, non quello che si guarda. La fotografia è un modo per raccontare, come lo è anche la scrittura. Non si fa lo scrittore perché si è capaci ad utilizzare la penna stilografica, la matita o la biro, ma perché si deve scrivere qualcosa di interessante.

Ringraziamo Oliviero Toscani per la disponibilità e… ci vediamo al Forum delle Eccellenze 2015!