Tailoritaly, la filiera italiana della moda in un capo prêt-à-porter [INTERVISTA]

"Quello del made in Italy è un concetto utilizzato a volte anche in maniera impropria. Noi vogliamo invece unire il made in Italy con la personalizzazione e con l'innovazione" - Monica Calicchio, CEO & Founder di TailorItaly

Tailoritaly, la filiera italiana della moda in un capo prêt-à-porter

Affascinante e ricercato, il mondo della moda possiede una storia e una tradizione che trova difficilmente eguali in altri settori di business. La difficoltà maggiore consiste da sempre nell’individuare forme di innovazione di processo, per permettere in particolare alle donne di sentirsi bellissime nei loro capi di abbigliamento.

Fu così nel passaggio dall’haute couture al prêt-à-porter, quando emerse un sistema industriale più creativo rispetto alla confezione e più accessibile rispetto alla coutureÈ così anche oggi, in un mercato in cui la consapevolezza del consumatore lo rende attento alla qualità e la diffusione di soluzioni innovative spinge alla valutazione attenta anche dei costi.

Proprio a questo tipo di esigenze ha cercato di applicare soluzioni tecnologiche nuove Monica Calicchio, CEO & Founder di Tailoritaly, la prima piattaforma online per personalizzare e acquistare capi di abbigliamento made in Italy.

Unendo le specificità geografiche di ciascuna fase della filiera produttiva del fashion italiano con la tecnologia, Tailoritaly permette di personalizzare i capi prêt-à-porter attraverso un configuratore digitale, per riceverli direttamente a casa propria, ad un costo accessibile.

Per conoscere come è nata questa startup e gli sviluppi futuri di un progetto che vuole portare alta la bandiera del made in Italy all’estero, ho fatto qualche domanda a Monica.

Abbigliamento prêt-à-porter made in Italy, personalizzato e ad un prezzo accessibile. Come si crea questa magia?

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Con Tailoritaly abbiamo come obiettivo principale quello di portare il vero made in Italy non solo nella casa degli Italiani, ma di renderlo accessibile soprattutto all’estero, in quanto il nostro mercato di riferimento è il mercato europeo e vogliamo espanderci verso gli Stati Uniti e il mercato asiatico.

Per mesi ci siamo focalizzati sullo scegliere le giuste combinazioni tra produttori, tessuti, qualità e personalizzazioni. Quindi dietro questa magia in realtà c’è un lavoro di ottimizzazione e di creazione di un circuito di piccola e media impresa nell’ambito dell’abbigliamento made in Italy molto certosina.

Si tratta soprattutto di una ottimizzazione dei processi. Per questo spesso Tailoritaly viene definita dagli investitori come una startup che più che il prodotto in sè, cambia il processo di produzione .

La scelta del target prêt-à-porter è stata una scelta strategica molto combattuta, perché all’inizio volevamo muoverci nella direzione del cosiddetto su misura, dando la possibilità al cliente non solo di personalizzare il capo ma anche di inserire le proprie misure e creare il capo appositamente.

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Volendo creare una realtà scalabile e volendo rendere accessibile il prodotto abbiamo invece deciso orientarci sul prêt-à-porter. Il prodotto quindi semilavorato è quasi pronto e poi viene modificato a seconda delle personalizzazioni da parte del cliente.

Una imprenditrice con la passione per il fashion, da dove nasce l’idea di Tailoritaly?

Tailoritaly, la filiera italiana della moda in un capo prêt-à-porter

Ho vissuto dua anni a Sidney in Australia e un anno a Berlino, lavorando nel marketing digitale per il gruppo Rocket Internet, quello che ha lanciato per esempio Zalando.

Vivendo all’estero mi sono resa conto dei punti di forza dell’Italia. L’Italia insieme alla Cina è l’unico Paese che ha a disposizione una filiera completa nell’ambito della moda, a partire dal tessile per finire agli accessori. La differenza rispetto alla Cina, poi, sta nella qualità.

Ho guardato da un lato alle potenzialità del mio Paese, osservandolo con gli occhi degli stranieri, perché spesso quando si vive in una realtà non ci si rende conto di quelle che sono le potenzialità. Quindi ho connesso la filiera produttiva italiana con il digitale e l’online che è in continua crescita, con il trend verso la personalizzazione, che è stato molto utilizzato ad esempio nell’ambito del design di interni e che sta crescendo nella sartoria maschile.

Ho fatto una analisi di competizione di mercato e mi sono resa conto che il mercato femminile da questo punto di vista è ancora vuoto.

Ci sono solo grandi macrhi che danno questa possibilità come Chanel o Burberry, ma non c’è niente di accessibile.

Un’altra azienda che ha fatto questo ragionamento prima di noi è stata O Bag, che infatti è esplosa in un anno, dando la possibilità di giocare con le sue borse. Nell’ambito dell’abbigliamento femminile, invece, siamo ancora i primi.

L’idea quindi è nata da un’analisi molto accurata oltre che dalla mia passione.

Matera e Milano, due poli del fashion per produzione e promozione. Quanto conta l’identità italiana in un capo Tailoritaly?

Tailoritaly, la filiera italiana della moda in un capo prêt-à-porter

Questo è un aspetto fondamentale sul quale vogliamo basare il nostro branding. Anche sul sito abbiamo dedicato una sezione espressamente ai produttori. Qui raccontiamo la storia di ogni capo dalle origini, dal concetto fino alla produzione.

Vogliamo che sia tutto molto chiaro, perché il cliente deve sapere che il suo capo, anche se a un prezzo medio, è fatto con tessuti italiani, da italiani e viene sostenuto da un laboratorio delle Puglie.

La produzione del filato infatti avviene in Basilicata, mentre quella del tagliato in Puglia e lo studio del prodotto dal punto di vista tecnico viene fatto in Molise.

Il made in Italy ha sempre un grande potere evocativo nella moda, cosa differenzia la vostra vision rispetto ai competitor nel mercato globale?

Sicuramente quello del made in Italy è stato un concetto utilizzato a volte anche in maniera impropria. Noi vogliamo invece unire il made in Italy con la personalizzazione e con l’innovazione. Sicuramente da solo il made in Italy non permette di differenziarsi dai competitor.

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La nostra è innanzitutto una innovazione di processo, che ci permette di avere una qualità elevata a prezzi vantaggiosi, coniugata ad un’azione di prodotto attraverso il configuratore digitale.

Infine, anche nel concept poniamo al centro del processo di acquisto il cliente con la personalizzazione.

Ci racconti quale valore ha aggiunto alla vostra innovazione l’incubazione da parte di TIM #Wcap?

Tailoritaly, la filiera italiana della moda in un capo prêt-à-porter

TIM #WCap ci ha permesso di nascere. Più che aggiungere alla parte innovativa, ci ha permesso dal punto di vista pratico di fare il fine tuning del business model.

Un anno fa avevamo diverse idee, non eravamo al cento per cento sicuri della strada da seguire anche tecnologicamente. Avere a che fare con mentors e con altre startup ci ha permesso invece di avere una idea un po’ più chiara di quella che doveva essere anche la forma tecnologica.

Per quanto riguarda le prospettive future, naturalmente ora inizia il bello! La sfida più grande è proprio quella di farsi conoscere all’estero.

Per tutti i lettori, anzi stavolta per tutte le lettrici di Ninja Marketing, Tailoritaly ha messo a disposizione un codice sconto valido per i prossimi dieci giorni. Per utilizzarlo ti basta inserire il codice “ninja20” prima di completare il tuo acquisto online!

Non ti resta che provare l’emozione di creare il tuo capo prêt-à-porter personalizzato.