Funky Prize 2015, vince Open BioMedical Initiative

Il digitale è connessione, scambio e cooperazione, deve migliorare la vita delle persone e generare innovazione, cioè un uso creativo di ciò che esiste già

Funky Prize 2015, vince Open BioMedical Initiative

Si chiama Open BioMedical Initiative il vincitore del Funky Prize 2015, il premio in memoria di Marco Zamperini destinato al miglior progetto per la diffusione della Rete nel nostro Paese.

In Open BioMedical Initiative la giuria ha identificato “tutto il pensiero del Funky Prize 2015”: il digitale, che è connessione, scambio e cooperazione, deve migliorare la vita delle persone e generare innovazione, cioè un uso creativo di ciò che esiste già.

Perché il digitale è qui e ora.

La lezione di Marco Zamperini nel motto di Open BioMedical Initiative: “We Help”

Funky Prize 2015, vince Open BioMedical Initiative

Quella di Marco Zamperini era una vera e propria missione, per la diffusione di internet nella società, per un utilizzo diffuso, maturo e consapevole della Rete in Italia e soprattutto per lo sviluppo delle sue potenzialità come strumento di innovazione. E per innovazione il Funky Professor intendeva miglioramento della qualità della vita e creazione di nuove forme di partecipazione.

Open BioMedical Initiative si è presentata al Funky Prize 2015 con un motto, “We Help”, che rappresenta esattamente la sua missione e il suo approccio all’innovazione: un’iniziativa non-profit globale di supporto alla Biomedica tradizionale, impegnata nello sviluppo collaborativo e nella distribuzione di tecnologie e dispositivi biomedicali in chiave low-cost, open source e stampabili in 3D.

OBM, superare i limiti geografici con il digitale

Funky Prize 2015, vince Open BioMedical Initiative

Open BioMedical Initiative è una community operativa, sostenuta e affiancata da un’associazione ONLUS; l’organizzazione e i progetti sono il frutto del lavoro della community di volontari da ogni parte del mondo (ingegneri, biotecnologi, medici, makers, etc..) che, superando limiti geografici e sociali, vogliono “creare una rete di supporto biomedicale innovativa accessibile a tutti, ovunque”.

Il digitale sembra esprimere il proprio migliore potenziale nell’ambito medico e sanitario in generale e OBM ne è un esempio lampante.

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Abbassando il costo di tecnologie mediche come protesi, microscopi o macchine per elettrocardiogramma e portandolo quasi al costo di produzione, il progetto vuole consentire alla gente, agli ospedali, ai centri medici e alle organizzazioni umanitarie di utilizzare tecnologie biomediche quando non ci sono alternative disponibili.

Low cost, Open Source, 3D printable: i progetti di Open BioMedical Initiative

Funky Prize 2015, vince Open BioMedical Initiative

L’approccio Open Source fornisce informazioni dettagliate su come sono costruite queste tecnologie, anche per migliorarne la sicurezza. Molti dei progetti, infine, sono stampabili e quindi riproducibili in 3D, per rendere disponibili i dispositivi biomedici in luoghi di difficile accesso, eliminando così tutti i limiti geografici.

Una infografica interattiva mostra con chiarezza le dinamiche di sviluppo e i progetti in fase di sviluppo, sul sito di Open BioMedical Initiative.

Tra i progetti attualmente sviluppati da OBM, tre idee ambiziose quanto utili nella prospettiva dell’Open Source di cui l’iniziativa non-profit si fa portatrice.

WIL è una protesi meccanica che ha lo scopo di sopperire alla mancanza dell’arto grazie ad un azionamento gestito dal movimento del polso e da un sistema di tiranti. L’intera documentazione è consultabile online ed è costituita da materiali facilmente reperibili ed a basso costo come ABS e PLA. Tutte le parti sono completamente riproducibili tramite qualsiasi modello di stampante 3D, dalla meno alla più avanzata.

FABLE è una protesi elettromeccanica, destinata a chi ha subito un’amputazione o è affetto da una malformazione congenita. La precisione dei movimenti delle dita è la caratteristica principale di questo dispositivo, azionato da un sistema elettronico, a basso costo e completamente reingegnerizzata per essere riproducibile ovunque.

BOB è un’incubatrice neonatale che sposa la filosofia dell’OBM Initiative: costo dei componenti molto contenuto, riproducibile ovunque tramite istruzioni di realizzazione liberamente consultabili online e stampabile in 3D.
Tra le diverse cause di morti neonatali, è stimato che circa il 75% avviene entro la prima settimana di vita ed è spesso dovuto a mancanza di apparecchiature biomedicali, troppo costose o di difficile gestione. Pensare a questa esigenza significa permettere di salvare centinaia di bambini ovunque.

Il FunkyPrize darà così una mano, contribuendo con il fondo del premio, a un progetto ambizioso, ma che ha la caratteristica essenziale di ricordare la filosofia che Marco Zamperini cercava di trasferire in ogni suo post, talk o lezione: la portata della rivoluzione digitale che stiamo già a tutti gli effetti vivendo.