Google Fortunetelling: il browser predice il futuro ed è subito virale

La trovata della UNHCR per mettere in luce il problema dei rifugiati attraverso una falsa pagina Google

GOOGLE_FORTUNE_TELLING_il_browser_predice_il_futuro_e_e_subito_virale4Quanti di noi non vorrebbero sapere che cosa ci aspetta nei prossimi minuti, mesi, anni? Nemmeno un giovanissimo Max Pezzali nel lontano 1993 aveva resistito al fascino di una zingara che per qualche moneta in nord sud ovest est si proponeva di svelargli quale sarebbe stato il suo destino.

Oggi sulle bacheche Facebook di molti di noi è comparso il link ad un nuovo curioso browser, il Google Fortunetellieng, che si propone come la versione tecnologica ai vecchi indovini: barra di ricerca firmata Google dove poter inserire la nostra domanda, un click su “predici il mio futuro” e il gioco è fatto!

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Quello che, però, non ci si aspetta è che non appena si inizia a scrivere la propria domanda, tra quelle suggerite compaiono:
Dove posso trovare un posto sicuro?
Ritroverò la mia famiglia?
Gli uomini smetteranno di combattere?

È proprio in questo momento che cominci a sentirti piccolo piccolo con i tuoi stupidi desideri che riguardano il ragazzo che vive di fronte a dove lavori, la possibilità di viaggiare, avere una promozione, una casa più grande. Ma è difficile pensare a qualcosa che non ci tocca in prima persona, no?
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Ecco che la schermata cambia:
è ovvio che non possiamo predire il tuo futuro! Questa frase ti colpisce in pieno volto ed è proprio in questo momento che ti rendi conto che non avevi capito proprio nulla. Già perché mentre noi ci preoccupiamo di che vestito indossare per uscire a ballare questa sera, 60 milioni di rifugiati ogni singolo giorno si chiedono se mai ce l’avranno un futuro.

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Un numero di persone più o meno pari a quelle del nostro bel Paese si trovano costrette ad abbandonare le loro cose, le case di famiglia costruite con il sudore dei propri avi e partire, partire per cercare in qualche modo di darsi una possibilità: possibilità che a volte finisce faccia in giù sulle spiaggie di Bodrum.

Il messaggio è chiaro: “Abbiamo utilizzato un falso sito Google per attirare la tua attenzione visto che apparentemente sei interessato di quello che sarà il tuo futuro. Per favore prenditi un momento per pensare anche al loro”.

Ognuno di noi potrebbe essere nato nel lato del mondo “sbagliato” e si sarebbe potuto ritrovare da un giorno all’altro senza casa, senza vestiti puliti, senza nemmeno la possibilità di fare una doccia, mangiare un piatto caldo o bere dell’acqua pulita.

fotografia di Osmar Sagirli

fotografia di Osmar Sagirli

Noi che siamo qui ora davanti a questo articolo invece, probabilmente, un tetto sopra la testa ce l’abbiamo, quando partiamo per le vacanze ci dobbiamo sedere sulle valigie per riuscir a chiuderle e il nostro cestino dell’umido viene svuotato ogni due giorni di quello che abbiamo dimenticato per troppo tempo in frigorifero.

Dietro il Google Fortunetelling c’è l’agenzia BrainMedia che con questa campagna, oltre a invitare tutti alla riflessione, aiuta a raccogliere donazioni alla UNHCR, associazione delle nazioni unite che è sensibile, appunto, al problema dei rifugiati.

La campagna sta avendo un ottimo successo in tutto il mondo; è incredibile. Siamo davvero molto felici che la gente si preoccupi di questo problema e decida di condividerlo creando consapevolezza. Jort Boot, owner of BrainMedia.

Il messaggio si sta effettivamente diffondendo a macchia d’olio sui social media; in 24ore Google Fortunetelling è stato nominato in 731 tweet e i numeri sono in costante aumento.

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Questa campagna ci invita a riflettere, a dar un’occhiata alle iniziative sociali vicino a noi che si occupano dei rifugiati, di donare il nostro tempo, o i nostri soldi o anche semplicemente il nostro amore per diffondere il messaggio.

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