Ecco 5 cose che Steve Jobs non approverebbe tra le ultime novità di Apple

Che fine ha fatto quel "quid" che faceva la differenza durante le presentazioni dei nuovi prodotti Apple?

Non prendiamoci in giro: non dev’essere semplice seguire realmente le orme di Steve Jobs. Amato da molti, criticato da tanti, è sicuramente colui che non soltanto ha tracciato la strada della gloria ad Apple, ma ha indicato la strada – piaccia o meno – a molti competitors di Cupertino che hanno preso ispirazione dalla vision dello stesso Jobs. Il suo successore, Tim Cook, ne ha di certo ereditato la grinta e la tenacia: Apple è ancora un fortissimo punto di riferimento.

Eppure, soffermandoci sulle ultime novità presentate la scorsa settimana, alcune di esse non sono state del tutto convincenti. Partiamo, infatti, dalle osservazioni riportate in questo articolo di Shortlist e capiamo perché probabilmente non avrebbero convinto neanche Jobs!  

LEGGI ANCHE: IPhone 6S, iPad Pro, Apple Watch e Apple TV: tutto quello che devi sapere sulle novità Apple

1. L’Apple Pencil

È lecito cambiare idea di tanto in tanto. Ma era soltanto il 2007 quando al Macworld, la domanda “Who wants a Stylus?” sconvolgeva la platea della sala mentre Jobs stava per presentare ciò che avrebbe rivoluzionato il panorama tecnologico: non un Mac, non un iPod, bensì un telefono cellulare, l’iPhone, descritto come l’unione di un iPod widescreen, un telefono rivoluzionario e un dispositivo Internet innovativo. “Come faremo a comunicare con questo? – chiedeva Jobs–  Non certamente tramite un mouse.  O una stilo, vero?”

Pensando alla sua ironica domanda “Perché una penna, quando abbiamo il dito?”, Pencil, la stilo a bassa latenza e ad alta precisione per iPad Pro, utile sicuramente tanto per i creativi che per i business menappare un piccolo azzardo e un rischiosissimo passo indietro.

2. Batteria ridotta dell’iPhone 6s

L’ormai datato iPhone 6 ha una batteria di 1810 mAh (Milliampere/hour è la scala di misurazione delle batterie), ma con il 6s ci troviamo una riduzione di potenza della stessa: 1715 mAh.
Con schermo più potente e 3D Touch, come può una batteria ridotta durare a sufficienza? Come possono bastare 1715 mAh a reggere tutte le novità – molto interessanti – introdotte con l’iPhone 6s?

3. Apple TV limitata

Tra le tante, questa è probabilmente la novità più sbalorditiva. L’interazione con Siri è fantastica, e tutte le nuove funzioni sembrano esaltanti. Ma aspettate ad esultare all’idea di giocare ai vostri games preferiti, comodamente sul divano, grazie alla nuova Apple TV: le App che potranno interagire con il device non potranno superare i 200 mb.
Dimenticate pure Infinity Blade III (1.93GB) o Heartstone (868MB): per i giochi conviene continuare a usare iPad. Ecco, Steve Jobs avrebbe mai permesso un errore così grossolano?

4. Microsoft ci sa fare meglio?

Nel 1997 Apple invitava Bill Gates al Macworld, con l’intento preciso di ufficializzare la pace tra i due colossi: “Seguiamo due strade diverse, ma lavoriamo entrambi per offrire agli utenti gli strumenti di cui hanno bisogno” questo era il messaggio. Una scelta di classe considerati i numeri che Apple faceva negli anni novanta.

All’ultimo Macworld, invece, nel tentativo di rispondere a quanti avessero preso in giro Apple’s Smart Keyboard descrivendola come la copia di Microsoft Surface, il risultato è stato quello di aver dato esattamente conferma di una superiorità tecnica di Microsoft, la cui inclusione sarebbe dovuta servire invece a dimostrare le funzioni multitasking dell’iPad Pro. Un errore strategico forse, uno scivolone che in tanti anni, a Steve Jobs non era mai capitato di fare, neanche in casi di inferiorità tecnica ancora più lampante.

5. Che fine ha fatto quel quid che faceva la differenza?

Non è unicamente una questione di dettagli tecnici ciò che crea perplessità circa la presentazione del 9 settembre. D’altronde Apple non ha mai giocato sull’indiscutibile superiorità tecnica di alcun prodotto, né ha giocato, e questo è chiaro a tutti, sul rapporto qualità/prezzo.

Quel quid, il “fattore killer”, che ad ogni Macworld presentato da Steve Jobs, portava la platea a non riuscire a staccare gli occhi dai prodotti Apple, era lo spirito un po’ naive con cui Jobs raccontava le sue storie: non erano presentazioni di prodotti, erano storie.
E senza la capacità di raccontare storie uniche, Apple così come l’abbiamo conosciuta continuerà ad esistere e a stupirci?

Cosa ne pensate amici Ninja?

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?