Perché Hisao Tanaka, AD di Toshiba, si è dimesso?

Anche se le indagini non verranno chiuse prima della prossima settimana, l'amministratore delegato, il vice presidente Norio Sasaki e 8 membri del consiglio di amministrazione hanno presentato le proprie dimissioni

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

foto: japantimes.co.jp

Hisao Tanaka si è dimesso dal ruolo di Amministratore Delegato di Toshiba assieme a gran parte del consiglio di amministrazione, al vice presidente Norio Sasaki e al consigliere speciale Atsutoshi Nishida.

Tanaka ha presentato le sue dimissioni martedì, quando si è assunto tutte le responsabilità per aver gonfiato i bilanci per 1,125 miliardi di euro (151,8 miliardi di yen) nell’arco di sette anni, precisamente tra il tra 2008 e il 2014.

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Masashi Muromachi prende il posto di Hisao Tanaka

Masashi Muromachi, presidente di Toshiba ha assunto ad interim la guida del gruppo, sebbene per statuto il presidente non ricopra un ruolo esecutivo, e puntuali sono arrivate le scuse della società a clienti e investitori.

Ma le reazioni sui mercati non si sono fatte attendere: le dimissioni dell’AD Hisao Tanaka e di 8 membri del consiglio di amministrazione hanno provocato un picco del titolo Toshiba in borsa (+6,13%),  mentre, secondo il Financial Times, Standard & Poor’s sta valutando un possibile downgrade del rating di Toshiba (BBB) dopo la ridefinizione degli utili.

L’accusa della commissione esterna incaricata di fare luce sulla manipolazione dei conti è di una sistematica maxi falsificazione dei libri contabili, iniziata nel 2008 per coprire le ingenti perdite nel campo dei microprocessori e dei personal computer e dalla scomparsa di ogni prospettiva di sviluppo nel settore nucleare a seguito del disastro di Fukushima.

Il 2012 è infatti l’anno in cui il rigonfiamento degli utili è stato più rilevante, pari quasi alla metà del totale, un probabile tentativo di minimizzare l’impatto negativo della tragedia.

 

In base a quanto emerso dalla relazione, l’AD Hisao Tanaka e il management hanno cercato di posporre le perdite di bilancio, imponendo un clima che avrebbe impedito a chiunque, di fatto, di opporsi a questa strategia fraudolenta mirata a dilazionare la contabilizzazione delle perdite, inserendo anche voci alquanto dubbie di utili sicuri e la sottostima dei costi delle materie prime.

In sintesi, i bilanci aziendali sono stati truccati al rialzo per evidenziare il raggiungimento di target imposti con forza alle divisioni che, in realtà, non erano stati centrati.

Le dimissioni preventive di Hisao Tanaka

Anche se le indagini non verranno chiuse prima della prossima settimana, le dimissioni di gran parte dello staff sembravano necessarie.

Sempre per il Financial Times gli investigatori avrebbero interrogato oltre 200 membri dello staff Toshiba e il quadro della situazione non appare certo confortante: il comitato di avvocati e commercialisti esterni ha redatto un documento di 82 pagine in cui sottolinea la pratica “istituzionale” dell’illecito contabile con la chiara collaborazione del top management.

Ora però saranno gli organi di controllo a muoversi e sanzionare un gruppo che era stato già pesantemente punito dai mercati ad aprile, quando le notizie delle irregolarità contabile e di una rilevante finanza creativa erano trapelate, ma gli investitori sperano in una pronta risoluzione della situazione per guardare al futuro con maggiore trasparenza e sicurezza.