Meet the Mentor: Guido Giordano, TIM Wcap Roma [NINJA GUEST]

??Quello che state facendo, in questo momento storico, in questo preciso istante, non lo ha mai fatto nessuno. La cosa importante è andare più veloce che potete?

startup

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su wcap.tim.it ed è stato scritto dallo staff di TIM #Wcap.

Fare startup è diventato ormai come fare la rockstar. Ma io voglio musicisti e non rockstar. Tutti vedono il lato sex & rock, lo sballo, le groupie… la parte figa, insomma. Ma pochi hanno capito che bisogna prima imparare a suonare la chitarra.

Sono appassionato da sempre d’imprenditoria, di qualsiasi tipo. Tanto che al primo anno di laurea specialistica ho aperto un negozio di abiti da sposa.

All’università c’era un corso sul venture capital. Sapevo cos’era, ma non avevo approfondito. Sono entrato in fissa con l’argomento e durante le lezioni mi sono comportato come il classico secchione che siede sempre in prima fila, interviene su tutto, legge dei paper extra.

Tempo dopo, un amico mi ha segnalato un lavoro per il fondo d’investimento Lventure. Ho mandato il cv, ho fatto dei colloqui e mi hanno preso. Stavo ancora all’università e il mio compito era quello di studiare i programmi di accelerazione nel mondo, perché in Italia non c’era ancora molto.

Dopo la laurea, nel 2011, ho deciso di andare in Canada. Avevo un’idea imprenditoriale ben precisa: comprare una barca, metterla su un fiume e farci andare sopra i bambini per giocare ai pirati. Ma poi il progetto è naufragato, metaforicamente… Tuttavia non mi ero posto il problema del visto lavoro (non avevo né visto né lavoro). Quindi, seguendo la mia passione per l’impresa e l’hi-tech, mi sono messo a cercare un acceleratore in cui trovare un’occupazione. Mi metto in contatto con Scott Annan e ci faccio un colloquio telefonico. Mi dà appuntamento il giorno dopo in ufficio alle 23.30. “Scott, ma sei sicuro?”. Lo era.

Inverno canadese, meno trenta gradi con tormenta di neve. Scott esordisce: Volevo lanciare un acceleratore, ma non ho tempo perché mi sto dedicando alla mia startup. Ho finanziatori per 5 milioni e alcune startup”. Poi mi manda a parlare con le startup. Vado bene e mi dice: “Da oggi dovrai incontrare tutte le startup di Ottawa.”

Da quel momento Scott mi lancia, scrive post in cui invita tutti i team di Ottawa a prendete un caffè con me: Coffee with Guido, un vero e proprio format per conoscere le realtà imprenditoriali della città. In due mesi avrò preso quattrocento caffè. Arrivavo a fine serata tremante, così sono passato al the.

In Canada ho seguito molte startup, ho fatto esperienza. Con Mercury Grove abbiamo avuto un exit in meno di un anno e creato due leader mondiali nei settori vegan e health. Ma a un certo punto mi sono fissato con l’idea di fare anch’io la mia startup. Tanto, mi dico, so come si fa, e decido di tornare in Italia.

Primavera 2013, sono di nuovo in Italia e mi metto a lavorare come un pazzo sul mio progetto. Ma non riesco a costituire il team tecnico. Solo così ho capito veramente che fare startup significa prima di tutto fare impresa.

Mi aspetto che le startup 2015 siano in grado di capire quali sono i driver importanti e di perseguirli. Non si pensa ai fondamentali, non si pensa che bisogna fare un’impresa. Le entrate devono essere maggiori delle uscite. Ma soprattutto non si capisce il senso del capitale di rischio. Non è un regalo, è un anticipo su un business che qualcuno pensa possa funzionare. È una specie di “prestito”, non è assistenzialismo.

I migliori founder che ho visto sono quelli “cattivi”. Quelli che sanno dove devono andare. Scegliete un numero, quel numero è tutto ciò su cui vi dovete concentrare. I subscriber, per esempio, o altro. C’è un driver e uno solo che ha senso. Tutto il resto non conta. Facebook sapeva di dover fare massa, tutto il resto non contava. Una cosa, una sola, ma fatta davvero bene.

Le startup vengono da me e mi chiedono cosa devono fare per andare avanti. Io dico loro: Quello che state facendo, in questo momento storico, in questo preciso istante, non lo ha mai fatto nessuno. La cosa importante è andare più veloce che potete.”