L'Oréal rivoluziona i test dermatologici su pelle stampata in 3D

Il potenziale che questo nuovo campo della tecnologia e della ricerca possono portare non ha limiti

Eufemia Scannapieco

Digital& Social Media Strategist


Dimenticate giocattoli, prototipi architettonici, gioielli: l’ultima frontiera della stampa 3D riguarda i tessuti umani e la ricerca biomedica. Ne sa qualcosa l‘Oréal che sta lavorando ad una straordinaria rivoluzione tecnologica, in partnership con la società di bioprinting Organovo, per avviare test cosmetici su pelle stampata in 3D. Sì, avete letto bene, tessuto umano stampato in 3d.

LOréal e la storica innovazione

LOréal, gruppo industriale francese specializzato nei prodotti di cosmetici e bellezza, ha sempre basato la attività sull’innovazione, con l’obiettivo di fornire al cliente il massimo della qualità per i suoi articoli.
Grazie ad una minuziosa ricerca scientifica e ad un lavoro costantemente alla ricerca di un’efficacia per la cura del corpo, la storica azienda opera nel mondo del make up fornendo il meglio dei trattamenti per la pelle e i capelli sin dal 1907, quando Eugène Schueller, giovane chimico francese originario dell’Alsazia, mise a punto una formula di sintesi che permetteva di tingere i capelli, battezzata Auréole.

La denominazione per l’azienda “L’Oréal”arrivò nel 1939 e sin da subito la storica società si mosse con questa filosofia: valorizzare ogni individuo (“Perché voi valete”), sostenendolo in ogni passaggio della propria vita e difendendone il diritto alla cura e alla bellezza.

La partnership con Organovo per produrre pelle umana artificiale stampata in 3d

Dopo aver rinunciato del tutto alla sperimentazione animale nel 2013, la filiale statunitense di una delle società leader nel settore dei cosmetici, ha inaugurato una collaborazione con la start-up Organovo per avviare una produzione di pelle umana artificiale attraverso l’utilizzo di stampanti 3D.

L’Oréal, che normalmente sperimenta la propria merce su tessuti ricavati in laboratorio grazie alle donazioni di pazienti sottoposti a chirurgia plastica nel centro lionese Episkin, sta avviando la sperimentazione del nuovo metodo con una procedura molto precisa: i campioni di pelle vengono tagliati in parti molto sottili e suddivisi in celle. Quindi vengono adagiati in speciali vassoi e nutriti attraverso una specifica dieta e sottoposti a segnali biologici che risultano un’imitazione della pelle reale.

Creiamo un ambiente che è il più vicino possibile ad essere il corpo di qualcuno”, afferma Guive Balooch, vice presidente del settore innovazione de L’Oreal come riportato nell’articolo del sito BBC.

La sua dichiarazione continua spiegando il vantaggio di stampare in 3d la pelle umana: “La nostra partnership non solo porterà nuovi metodi  in vitro per la valutazione della sicurezza e le prestazioni del prodotto, ma il potenziale che questo nuovo campo della tecnologia e della ricerca possono portarci non ha limiti”.

Organovo utilizza un metodo che consente l’assemblaggio diretto dei tessuti 3D. Il prototipo per eccellenza di bio-stampante 3D, spiega in quest’articolo Elena Gammella, post-doc all’Università degli studi di Milano, si chiama Novogen MMX Bioprinter ed è di Gabor Forgacs, uno dei fondatori di Organovo e professore all’Università del Missouri. La Novogen Bioprinter dispone di due ugelli molto precisi controllati roboticamente, uno per le cellule e l’altro per una matrice di supporto chiamato idrogel. Come per un progetto di stampa 3D tradizionale, il computer ha bisogno di un disegno tridimensionale del tessuto che si vuole realizzare. Il “bio-ink” composto da cellule staminali o da materiale organico raccolto nelle biopsie viene poi dispensato dalla bio-stampante utilizzando un approccio layer-by-layer a cui si aggiunge l’idrogel bio-inerte usato come supporto.

Organovo è una delle prime aziende al mondo ad offrire organi umani stampati in 3D in commercio. L’anno scorso, infatti, ha annunciato che il suo tessuto epatico stampato in 3D  era disponibile in commercio, anche se alcuni esperti sono stati molto cauti su quello che aveva raggiunto. “E ‘stato poco chiaro come fossero restituite le strutture del fegato”, ha sostenuto Alan Faulkner-Jones, uno scienziato di ricerca bioingegneria presso Heriot Watt University. “La stampa della pelle potrebbe però essere una proposta molto più realizzabile in quanto la pelle è abbastanza facile da stampare, perché si tratta di una struttura a strati” si legge nel già citato articolo alla BBC.

L’accordo prevederebbe tre fasi: sviluppo, convalida e avvio commerciale

Nonostante i dettagli dell’accordo non siano ancora stati resi pubblici, sembrerebbe che il contratto stabilisca che l’Oréal avrà il diritto esclusivo di utilizzare i modelli di tessuto cutaneo per sviluppo, produzione, collaudo, valutazione e vendita di cosmetici, prodotti di bellezza, dermatologia e la cura della pelle e integratori non soggetti a prescrizione medica. Organovo potrà invece commercializzare i propri tessuti cutanei per l’utilizzo in trapianti chirurgici, test e prove di efficacia farmacologiche.

Una svolta innovativa

L’utilizzo nel settore della cosmesi, è un’ulteriore dimostrazione di come la stampa 3D sia una tecnologia innovativa e allo stesso tempo sostenibile. La collaborazione di grandi aziende e l’investimento nella ricerca aprono a nuovi e svariati utilizzi di questa tipologia di stampa che potrebbe apportare cambiamenti irreversibili nella qualità della vita. Quali saranno secondo voi, amici Ninja, i nuovi sviluppi?

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