Ecco come Apple sta cambiando il paradigma dell'Internet of Things

Durante la WWDC, Apple ha dimostrato la propria vision riguardo ad Internet of Things, con Apple Watch e CarPlay in primo piano. Scopriamola insieme!

Andrea Pitturru

Digital Marketing and Communication @Magneti Marelli

La WWDC 2015 è terminata da qualche settimana, e l’eco delle novità introdotte da Apple è ancora nell’aria: in questi giorni una menzione speciale se la sta ritagliando, forse suo malgrado, Apple Music, il nuovo servizio di streaming musicale made in Cupertino, a causa dello scambio di tweet fra Taylor Swift ed Apple stessa. La “polemica” è legata al mancato pagamento delle royalties ai musicisti durante il periodo di prova di tre mesi: Apple ha poi fatto marcia indietro.

Ma, oltre ad Apple Music, le informazioni introdotte durante la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori sono particolarmente interessanti perchè mostrano in pieno la vision di Apple per il futuro di Internet Of Things.

Andiamo a scoprire insieme qual è!

Che cosa ha introdotto Apple per l’IoT?

watchOS 2

Apple Watch è in dirittura di arrivo negli Apple Store di tutto il mondo, ma per Settembre è già stata annunciata la seconda generazione del sistema operativo dedicato allo smartwatch Apple. Al suo interno, è presente il nuovo Framework denominato “WatchKit“, che permetterà agli sviluppatori di scrivere per la prima volta app native, e non più semplici mirror di quello che accade su iPhone: questo permetterà di utilizzare direttamente tutti i sensori presenti sull’orologio, in maniera ottimizzata e specifica.

Watchkit include una perfetta integrazione con HomeKit (il framework che consente l’accesso agli smart devices domestici), HealthKit (che consente l’accesso ai dati relativi alla salute) e ClockKit (framework per la gestione delle “complicazioni”).

CarPlay

Carplay è il protocollo dedicato all’automobile, che i costruttori stanno integrando progressivamente nelle auto. Da ora in poi, anche questo sistema supporterà la creazione di app dedicate alla vettura, con le quali interagire in maniera diretta con controlli nativi per quanto riguarda i vari parametri di bordo.

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Cosa significa tutto questo per l’IoT?

Le due novità nei sistemi operativi sono quindi strategiche, perchè rendono finalmente matura la base, nella vision di Apple, per la creazione di un ambiente di oggetti tra loro connessi ed intelligenti. Ma questo, come si rifletterà sugli utilizzatori?

Un’esperienza personale

L’attenzione dei marketers nel prossimo futuro sarà rivolta alla creazione di una soddisfacente Customer Experience: questo può accadere allargando il concetto di User Experience ai consumatori, mettendoli al centro delle proprie strategie di business.

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Nel mondo della tecnologia, questo potrà avvenire tramite la raccolta di dati personalizzati. Più i devices saranno in grado di raccoglierne e più l’esperienza potrà essere “cucita” su ciascun consumatore. Ovviamente, ci sono due elementi chiave che possono essere decisivi: il “form factor” degli oggetti e l’infrastruttura informatica di programmazione.

Il form factor influenza infatti moltissimo l’esperienza dei consumatori: Apple Watch, ad esempio, si appresta ad essere uno strumento indossato durante tutta la giornata, quindi ad essere ancora più personale rispetto allo smartphone.

L’infrastruttura informatica di programmazione è ovviamente a supporto, per permettere agli sviluppatori di accedere nel miglior modo possibile ad una mole di dati molto vasta, visualizzando informazioni prima non tracciabili (ad esempio, il battito cardiaco o altri parametri vitali, non evidenziabili con PC o tablet).

Moltissimi device connessi ed intelligenti

L’ecosistema smart si sta sempre più popolando di devices connessi ed in grado di interagire con la rete. Apple sta reagendo in due modi differenti a questa espansione.

Da un lato infatti, sta aggiungendo funzionalità tipiche di iOS ai prodotti che utilizzano watchOS e CarPlay (come la risposta diretta alle notifiche e alle mail, la condivisione delle proprie informazioni di fitness sui social, il tutto senza passare dallo smartphone o da un altro device). Dall’altro lato, sta sviluppando numerose ottimizzazioni alla piattaforma cloud, con l’obiettivo di essere meglio connessi in modo più efficiente. Con le nuove specifiche di HomeKit infatti, chi utilizza un device intelligente potrà effettuare moltissime operazioni da remoto (come aprire una porta, accendere o spegnere le luci).

Inoltre Apple non sta limitando il proprio ecosistema ai device iOS, probabilmente per applicare al meglio la legge di Metcalfe al mondo IoT: questa legge afferma che il valore di una rete cresce con il numero degli utenti presenti.  Dal punto di vista IoT questo è traducibile come la crescita del valore di un dispositivo all’aumentare dell’ecosistema di elementi connessi.

Implicazioni tecniche: i Big Data

Collegato all’aumento dei devices, ci sarà una crescita esponenziale, oltre che di indirizzi IP, anche delle informazioni presenti in rete: i cosiddetti Big Data.

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Tutti i sistemi connessi infatti generano un ammontare di informazioni crescente nel corso del tempo. Per questo, la sfida nel processare questi dati nella maniera migliore possibile, per adattarli agli utenti in maniera personalizzata, sarà sempre più importante.

Social Implications

Legato direttamente ai Big Data, anche il panorama della privacy è destinato a cambiare radicalmente, con implicazioni sempre maggiori (molto più di quelle attuali, con Google ed i social networks a farla da padrone per quanto riguarda le informazioni immesse dagli utenti per usufruire di un servizio).

Recentemente, su questo tema Tim Cook si è espresso con un attacco diretto nei confronti di Google, rea di non rispettare la privacy degli utenti (con riferimento all’app Foto, recentemente ridisegnata dall’azienda di Mountain View e che permette l’upload illimitato e gratuito delle foto, fino a 16 megapixel di risoluzione). La vision dichiarata da Apple è infatti quella di conservare i dati in maniera differente, facendo spesso pagare i propri consumatori, con la garanzia che i dati sono appartenenti agli utenti e solo a loro (nello specifico, per caricare le fotografie su iCloud, Apple chiede il pagamento di una fee mensile, che aumenta all’aumentare dello spazio disponibile).

Due vision diametralmente opposte, che però hanno in comune l’obiettivo di utilizzare i dati per renderli utili, velocemente a disposizione e personalizzati, ognuno per i propri consumatori.

Noi siamo sicuri che di Internet of Things ed del mercato connesso si sentirà sempre più spesso parlare, con i giganti della tecnologia in primo piano per garantirsi crescenti fette di mercato.

Voi, Ninjas, cosa ne pensate? Scriveteci come sempre nei commenti!



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