Coca-Cola: il brand più noto al mondo in 7 mosse

Basta fare una buona bevanda per essere Coca-Cola? Ovviamente no. Che siano forse state sette strepitose strategie di design e marketing?

Andrea Favarin

Unconventional communication strategist

Lo sapevi che ogni giorno 1,9 miliardi di persone bevono una Coca-Cola? Il minimo sindacale per un logo rosso e bianco riconosciuto dal 94% degli abitanti del pianeta, non trovi?
Ma basta fare una buona bevanda per avere un successo planetario? Ovviamente no. Fortuna? Nemmeno quella.

Che siano forse state sette strepitose strategie di design e marketing? Secondo David Butler potrebbe essere così. Scopriamone i segreti

1. Un’unica ricetta testata sul campo

John Pemberton sviluppa una cola con alcol e cocaina, come epoca richiedeva. Peccato che nel 1886 Atlanta approva leggi proibizioniste e quindi ciao ciao alcol dalle bevande.

Così Pemberton spedisce suo nipote Lewis Newman in una farmacia, dove le persone si fermavano a bere queste prime versioni di soda. Entro la fine dell’anno, Pemberton ha una ricetta su misura per i gusti dei clienti.  Oggi custodita e sorvegliata costantemente ad Atlanta, in Georgia.

Via l’alcol e dopo via anche la cocaina, rimossa nel 1903. La ricetta è rimasta invariata da allora. Questo ha permesso alla Coca-Cola di non perdere tempo nel cercare di adattare il gusto ai mercati regionali in tutto il mondo.

2. Un font senza tempo

Lo Spencerian script. Scelto per differenziarsi dai competitors di allora, il logo è stato standardizzato nel 1923. Mentre le confezioni si adattavano ai tempi, il logo invece è rimasto invariato.
Avere ben cento anni per imprimere un logo fedele a se stesso nella mente dei clienti non è affatto male.

3. La bottiglia? Rigorosamente proprietaria


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Come differenziarsi dai concorrenti? Ma ovvio, lanciando un contest per progettare una bottiglia diversa da tutte le altre. E siamo nel 1915.
La Root Glass Company in Indiana decide di accettare le sfida, e cercando “coca” nel dizionario (eh no, niente Google ai tempi) trovano “cocoa” (il frutto del cacao), che ben poco centra con la coca, ma la strana forma del frutto è curiosa e ispira così la forma della nuova bottiglia. Da allora la bottiglia unica di Coca-Cola è diventata una icona, è lo è ancora oggi nonostante le bottiglie siano per la maggior parte diventate di plastica.

4. Non a una temperatura qualunque, rivenditori avvertiti

Il team Coca-Cola decide che la sua bevanda va servita a 36 gradi fahrenheit (circa 2,2 gradi celsius). Così i venditori vanno dai distributori e li istruiscono su questa condizione: mai sopra i 40 gradi fahrenheit. Sciocco? Può sembrare. Ma rende il brand Coca-Cola un marchio di qualità date le attenzioni che il prodotto richiede.

5. Prezzo fisso giusto per settant’anni

Che ci crediate o no, dal 1886 al 1959 una bottiglia di Coca-Cola è sempre e solo costata 5 centesimi.

6. Pionieri del brand

Secondo Butler, Coca-Cola è stata pioniera nel pubblicizzare il brand slegato dal prodotto, fornendo ai suoi rivenditori: poster, festoni, orologi e calendari per i clienti. Inoltre è stata fatta una massiccia campagna di distribuzione di coupon, per ben 33 anni, al fine di rendere conosciuto il marchio.

7. Un modello di franchising

“La Coca-Cola non è una azienda gigante, è un sistema di piccole aziende”, ci dice Butler.
Infatti nel 1899 Coca-Cola cede i diritti di imbottigliamento della sua bevanda per solo un dollaro, così in poco tempo molte aziende iniziano a imbottigliare, e quindi diffondere, Coca-Cola.

Questo ha permesso, invece di avere una sola enorme macchina di produzione del prodotto, di avere tante imprese indipendenti, aumentando in pochissimo tempo la produzione della bevanda.
Questo è stato l’inizio di ciò che ora è noto come il Coca-Cola System.

Che dire, che piaccia o non piaccia la bevanda più conosciuta al mondo, è indubbio che nell’arco del tempo le trovate geniali della bottiglia a forma di cacao siano state assolutamente azzeccate.
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