Lo strano caso delle emoji perdute

Diciamo addio a "l??anonima donna magenta?, evocativa e sofisticata, che cattura le emozioni del mondo moderno

Forse non tutti sanno che esiste, in recessi remoti, un’organizzazione internazionale, composta da pochi eletti, che si occupa di codificare e immettere sul mercato i simboli grafici che sempre più spesso vengono utilizzati per “arricchire” o semplificare lo scambio di informazioni via messaggio; il suo nome è Unicode.

Per quanto misteriosa ed esoterica possa sembrare, in realtà Unicode non è altro che un sistema di codifica che assegna un numero univoco ad ogni carattere usato per la scrittura di testi, così da rendere il linguaggio virtuale omogeneo e riconoscibile.

Ad Unicode, ad esempio, dobbiamo l’uso di quegli emoji che rendono i nostri messaggini divertenti o che enfatizzano il tono di una frase che, per iscritto, potrebbe essere frainteso o ignorato.

Purtroppo per noi, però, la quantità di nuove emoji che questa organizzazione deve codificare diviene ogni giorno più onerosa, ingolfando il lavoro dei pochi addetti che, prima di codificare, devono selezionare, tra le centinaia, quelle non offensive o volgari e scegliere una certa quantità su cui lavorare lasciando da parte importanti immagini che verranno poi sommerse e dimenticate dall’ondata successiva.

Così accade che centinaia di emoji vengano di volta in volta perdute cosicché il nostro vernacolo virtuale viene defraudato di “fondamentali” espressioni di cui ignoriamo addirittura l’esistenza.

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Non possiamo ricordarle tutte, ma ecco quelle di cui sentiremo di più la mancanza (o forse no).

“L’anonima donna magenta”, evocativa e sofisticata, cattura le emozioni del mondo moderno.

“L’omino con i palmi all’insù”, il modo più semplice per scusarsi di non aver capito o non aver fatto qualcosa

Con l’introduzione, nelle emoji del cibo, di pop corn, burrito, e taco, l’eliminazione del panino imbottito e della baguette risulta assolutamente incomprensibile.

Secondo Unicode nel set famiglia (genitori/figli) non è contemplata la donna incinta. Ora come faremo ad annunciare una gravidanza?

Iconico del mondo occidentale, il contenitore d’asporto del cibo cinese sembrerebbe proprio una di quelle emoji di cui non si può fare a meno, ciò nonostante non lo vedremo mai nei nostri messaggi e, ancora una volta viene da chiedersi il perché!

La mania del selfie dilaga in ogni angolo della terra ma pare che non potremo dire con una singola immagine: “mandami un selfie!”

Forse visto il periodo di crisi Unicode ha ritenuto meglio non inserire il tight, simbolo di benessere, per non urtare la sensibilità di chi può avere problemi a pagare per una serata elegante.

Ci sarebbero molte altre eliminazioni da mostrare di cui, però non possiamo che fare un breve elenco: i baffi, le dita incrociate, uova intere, la busta di latte, il barattolo di yogurt, il croissant, la volpe, l’aquila, il gufo, il pipistrello, la lucertola, lo squalo, la farfalla, il gambero, lo scooter, lo skateboard e molte molte altre.

Per un’intera generazione è praticamente impossibile immaginare di mandare un messaggio sprovvisto di emoji, quindi queste eliminazioni inspiegabili hanno spinto tanti ragazzi a protestare direttamente alla Unicode; dopo queste manifestazioni di scontento la stessa Unicode è intervenuta codificando alcune icone scartate. Certo non tutte potranno essere reintegrate, ma certamente non smetteremo di sperare nella comparsa dei nostri emoji preferiti.

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