Consigli per startupper da chi ce l'ha fatta: Davide Dattoli [INTERVISTA]

"Bisogna aver ben chiaro perché lo si fa, come si deve fare e dove si vuole andare. Se c??è disaccordo non può funzionare "

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Digital Strategist, innovatore e imprenditore, ma soprattutto co-creatore di Talent Garden, il network di co-working space che portato in Italia un nuovo modo di lavorare. Davide Dattoli sarà giurato dello Startup Pitch Lab, il Percorso Premium a numero chiuso in aula, 100% learning by doing della Ninja Academy.

Per l’occasione gli abbiamo fatto qualche domanda su come presentare un’idea innovativa e sulla sua esperienza da imprenditore di successo.

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1. Ricordi il tuo primo pitch? Quali consigli ti daresti per migliorarlo?

Il mio primo pitch è stato al primo Startup Weeekend in Italia. Quando ho cominciato non si parlava quasi di startup, pitch, presentazioni, investitori. Non c’erano neanche tutti questi corsi che ci sono ora per imparare a fare l’imprenditore. Chi comincia ora è molto avvantaggiato sotto questo punto di vista. Lo migliorerei soprattutto nei contenuti, più diretti e brevi.

2. In questi anni avrai sentito decine e decine di idee innovative. Quali sono gli errori più comuni che si tendono a fare nei pitch?

Gli errori più comuni sono la grafica poco chiara, troppe parole per pagina e la tendenza a dimenticarsi che è il cliente al centro del pitch e non il nostro prodotto. Deve essere tutto relazionato al vantaggio che possiamo offrire a chi ci ascolta e non a quanto potenzialmente possa essere innovativa la nostra idea.

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3. Hai una scrivania riservata in ognuno dei 14 TAG presenti al mondo? 😀 Scherzi a parte, quale credi sia il motivo che debba spingere un innovatore a condividere il proprio spazio di lavoro?

Non ho una scrivania riservata neanche in quello di Milano dove vivo di base! :) La cosa positiva dei TAG è proprio la flessibilità di poter andare dove si vuole e sapere di avere una base. Così è anche per i talenti che vengono da noi.

Condividere lo spazio ti dà la possibilità non solo di entrare in contatto con persone che possono far crescere il tuo business, ma ha il vantaggio di poter essere il più dinamico possibile, sia per allargare il proprio team sia per quanto riguarda la mobililtà tra i campus. Privacy, proprio ufficio, spazio di lavoro chiuso sono concetti ormai sorpassati!

4. Ritieni la tua prima società, Viral Farm, un fallimento poiché “tra i soci fondatori non c’era accordo su nulla”. Quanto conta il feeling del team nel successo di un’impresa?

E’ una parte fondamentale. Bisogna aver ben chiaro perché lo si fa, come si deve fare e dove si vuole andare. Se c’è disaccordo non può funzionare. Nel mio caso ma anche in tanti altri non eravamo allineati sulla visione della società o del prodotto che stavamo creando, questo crea frizioni che in una sfida complessa come quella di creare un impresa non possono resistere.

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5. A 25 anni hai già aperto (e chiuso) un’agenzia, ideato un’app e creato la rete di co-working più famosa in Italia. Quali sono i tuoi progetti per il prossimo lustro?

Al momento stiamo crescendo tantissimo come Talent Garden e abbiamo grandi progetti per il futuro, vogliamo passare da 12 campus attuali in Europa a 50 nel mondo aggregando sempre più founder di talento. Stiamo poi allargando il nostro business in settori come gli eventi e la formazione quindi per il prossimo lustro abbiamo parecchio da fare!

6. Ci aggiorni sulle prossime attività dei TAG da non perdere?

La più importante è sicuramente il CodeMaster, un percorso di 12 settimane che porterà i ragazzi ad imparare a programmare e a diventare junior web developer per essere pronti per andare sul mercato del lavoro. E’ un grande progetto capitanato da Alessandro Rimassa e ha l’obiettivo di formare i giovani sulle nuove professioni richieste dalle aziende.