No fear! Ovvero, come la Digital Transformation rivoluzionerà il business nel XXI secolo

"Siamo entrati in una fase caratterizzata da quella che con clienti e colleghi chiamo di ??collaborative disruption? che sta ridisegnando in profondità le modalità di co-creare valore, di costruire organizzazioni e relazioni e, sostanzialmente, di fare business nel XXI secolo"

Rosario Sica

Questo articolo è stato scritto da Rosario Sica, chairman del Social Business Forum

Embrace digital disruption: no, non è il nome di una toppa posta sui giubbotto cyberpunk dei personaggi di William Gibson.

Si tratta piuttosto di una sfida, che si sta trasformando nel tempo in un vero imperativo strategico. Termini come social collaboration, digital workplace, open leadership, social CEO, collaborative economy, connected consumers si stanno sedimentando con forza nel vocabolario aziendale. Al di là dell’aspetto puramente terminologico, ciò che mi preme sottolineare è la dimensione sostanziale comune di tali paradigmi: ovvero, che le logiche social e le tecnologie digitali da alcuni anni stanno rivoluzionando il tradizionale agire organizzativo.

Le gerarchie si verticalizzano, i silos tra le diverse funzioni vengono abbattuti, le nette distinzioni tra stakeholder aziendali – in particolare consumatori, collaboratori e business partner – sfumano; d’altronde, il nuovo pensiero che si spinge oltre le distinzioni più ortodosse tra B2B e il B2C sottolinea come alla base vi siano sempre dinamiche human-to-human.

Siamo entrati in una fase caratterizzata da quella che con clienti e colleghi chiamo di “collaborative disruption” (tra persone e persone, tra persone e cose, tra cose e cose) che sta ridisegnando in profondità le modalità di co-creare valore, di costruire organizzazioni e relazioni e, sostanzialmente, di fare business nel XXI secolo.

In tale contesto, cosa dovrebbero fare le stesse aziende, indipendentemente dall’industry e dalle dimensioni? Appunto, embrace digital disruption. Iniziare a studiare e analizzare i trend in essere, al fine di potersi organizzare al meglio per non subirli più solo direttamente, ma piuttosto per affrontarli e gestirli con un approccio proattivo, consapevole e coraggioso.

Oggi conosciamo Google prevalentemente per il ricco portafoglio di servizi digitali efficaci e innovativi offerti, ma presto (molto presto!) questo colosso comincerà a diventare un diretto competitor di tutti i player dell’automotive. E lo farà contando su una mole impressionante di dati e di competenze tecnologiche, attraverso un modello di business che fa dei Big Data una leva competitiva di fondamentale importanza. Ancora, oggi Facebook è un social network – per molti un semplice passatempo da utilizzare in metropolitana per passare i minuti. Ma sta diventando in realtà una media company impressionante, con un “magazzino digitale” di contenuti user-generated multimediale di dimensioni enormi. Presto inizierà a competere direttamente con i grandi colossi dell’entertainment, ancora una volta con un set di peculiarità che la rendono una realtà aziendale unica e di forte appeal.

Non badare fin da ora a queste dinamiche di rottura, renderà quasi impossibile correre ai ripari in un secondo momento. Anche perché il mobile e gli altri media e device tecnologici forzano a ripensare completamente il concetto di “secondo momento”, rendendolo imminente. Basti pensare che realtà come Google, Facebook, Twitter, così radicate nella mente e nella quotidianità delle persone, non hanno che pochi anni di vita aziendale. Nulla in confronto ai cicli di vita organizzativi più tradizionali di 10, 20, 50, 100 anni. Quanto tempo hanno impiegato General Electric, Coca-Cola e Burberry prima di diventare ciò che sono diventate? Eppure, stando ai vari rapporti di Interbrand e di altri osservatori, il divario in termini di brand equity tra i due gruppi di organizzazioni è praticamente più azzerato, se non sproporzionato a favore del primo cluster.

Embrace digital disruption: no, non è il nome di una toppa posta sui giubbotto cyberpunk dei personaggi di William Gibson. E no, non è un caso che sia il payoff dell’ottava edizione del Social Business Forum. Spero di incontrarvi tutti all’Hotel Marriott di Milano, il 7 e 8 Luglio 2015: insieme ai tanti ospiti di respiro nazionale e internazionale e attraverso case study e testimonianze aziendali cercheremo di esplorare le molteplici forme di social e digital disruption che stanno ridisegnando i modelli di business e organizzativi. Interessati non solo alle mattinate gratuite, ma anche ai pomeriggi premium? Utilizzate il codice ninjacademysbf15 nel form di registrazione per avere diritto al 15% di riduzione. See you there.