Le dieci frasi che un ottimo speaker non dice mai

Non sempre è facile domare una folla e quando l'imprevisto ti mette in difficoltà conquistare il pubblico diventa ancora più difficile

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist


Quanto è difficile domare una folla? Beh, per gli uomini comuni è un’impresa ardua perché spesso subentra l’ansia da prestazione o più banalmente la mancanza di salivazione.

È pur vero che molti noti speaker di grandi aziende sembrano contemporanei Jimmy Hendrix; non che diano fuoco agli appunti per sbalordire la folla come faceva Hendrix con la chitarra, ma sanno come gestire al meglio le emozioni e tutte le altre problematiche che ci si può trovare ad affrontare durante uno speech. Nascondono ogni contrattempo e ogni problema dell’ultimo minuto per mostrarsi sicuri di loro di fronte al proprio pubblico, in modo che nessuno possa immaginare i retroscena della loro performance.

Hai mai pensato a quello che gli speaker non dicono? Ecco le dieci frasi che un ottimo speaker non pronuncia mai.

Mai ammettere di essere stanchi

Le dieci frasi che un ottimo speaker non dice mai

Ebbene sì, anche i più grandi speaker possono alzare un po’ il gomito a volte, ma in fondo come biasimarli? Gli uomini di affari, che viaggiano da continente a continente, possono prendersi una serata di svago, anche loro sono umani. Che la stanchezza derivi da un bicchiere di troppo o dal jet lag, il pubblico vorrà sempre e comunque che il suo speaker dia il massimo durante una presentazione o una conferenza. Il consiglio a questo punto è di non esagerare e cercare di ricavarsi i propri spazi di riposo, ma se proprio non è possibile, mai ammettere “sono stanco”, piuttosto è preferibile cancellare la presentazione e riposarsi.

Ehi laggiù, riuscite a sentirmi?

Uno dei problemi più frequenti che uno speaker può trovarsi a fronteggiare è quello dell’impianto audio della location. Gli speaker meno brillanti, per esser sicuri che tutto funzioni alla perfezione, hanno il malsano vizio di battere tre volte sul microfono, o peggio, soffiarci sopra e pronunciare la famosa parola magica un paio di volte: “prova, prova”.

Al contrario uno speaker esperto riconosce che l’impianto è funzionante, e anche qualora non lo fosse ricorda: non è lui il tecnico audio.

Non riesco a vedervi

Quando si è sul palco le luci sono accecanti quasi sempre, ma perché farlo sapere a tutti? Un ottimo speaker sa che basta guardare nel buio, sorridere spesso e comportarsi normalmente, anche quando il faro puntato dritto in faccia non gli permette di distinguere nessun volto nel pubblico.

Se tra il pubblico qualcuno alza la mano per fare una domanda, l’importante è non andare nel panico e soprattutto evitare di coprire gli occhi come per scrutare l’orizzonte. Basterà chiedere educatamente di accendere le luci in sala ed il gioco sarà fatto.

Risponderò alle domande più avanti

Se ti capitasse di inciampare in un pubblico desideroso di conoscenza, mai pronunciare una frase simile. Anzi, goditi questo momento e lascia interagire il pubblico.

Non rimandare mai le domande, al contrario invita il resto del pubblico a fare lo stesso.

Riuscite a leggere il testo?

Le dieci frasi che un ottimo speaker non dice mai

La regola comune è: la dimensione del testo sulle diapositive deve essere il doppio dell’eta media del pubblico. Questo significa che, se l’età media del pubblico è di 40 anni, il carattere deve avere la dimensione di 80 punti. Da notare che non è mai consigliabile inserire troppo testo su una diapositiva, questo ci porta alla frase successiva.

Permettetemi di leggervi la diapositiva ad alta voce

Mai e poi mai inserire su una diapositiva un testo troppo lungo, e se proprio fosse necessario non leggere il contenuto ad alta voce. Questo infatti è il modo migliore per perdere l’attenzione del pubblico. Ecco che cosa accadrà: il pubblico inizierà a leggere il testo e non ascolterà più.

Il consiglio, invece, è quello di utilizzare solo titoli brevi e memorizzare il testo che si desidera comunicare al pubblico.

Per favore spegnete i vostri smartphone


Alcuni anni fa era uso comune chiedere al pubblico di spegnere i propri dispositivi durante una conferenza. Oggi non lo è più.

Il pubblico è desideroso di raccontare le sue impressioni sulla conferenza via Twitter o prendere appunti sul proprio tablet; molto meglio chiedere di inserire la modalità silenzioso. In realtà il segreto sta nello stimolare il proprio pubblico con discorsi interessanti, in questo modo avranno occhi e orecchie solo per te.

Non serve prendere appunti, la presentazione sarà online più tardi

La possibilità di scaricare la presentazione è veramente molto cool, anche se per molte persone l’atto di scrivere è un modo semplice per memorizzare ciò che ascoltano. In sostanza, permetti alle persone di fare ciò che vogliono durante la presentazione, nei limiti della decenza.

Permettetemi di rispondere a questa domanda

Niente di più giusto, se non fosse che il pubblico non ha sentito ciò che è stato chiesto. Chissà quante volte ti sarà capitato? Il consiglio è: ripeti la domanda al microfono così da avere anche più tempo per pensare ad una risposta consona per impressionare il tuo pubblico.

Sarò breve

Le dieci frasi che un ottimo speaker non dice mai

Questa è una di quelle promesse che nessuno mantiene, diciamoci la verità. Pensandoci bene, un sacco di presentazioni iniziano in questo modo. Al pubblico non importa della durata della conferenza, considerando che ha deciso in modo del tutto volontario, o almeno si spera, di investire il proprio tempo per ascoltarti.

Un consiglio bonus, per non sprecare il tempo del tuo pubblico, la scelta migliore è sempre e comunque una sola: essere seri, preparati e soprattutto se stessi.



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