Startup: come promuovere la propria app?

"Il mercato mondiale del mobile marketing varrà fino a 300 miliardi di dollari nel 2020. Ma soprattutto gli utenti che apriranno il loro smartphone duecento e passa volte al giorno saranno tra pochi anni cinque miliardi. Vale la pena di perdere questo treno?" - Lorenzo Viscanti

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Questo articolo è stato scritto da Lorenzo Viscanti, docente Ninja Academy e founder di Mapendo, che in swahili vuol dire grande amore. Vuole costruire in Italia un’azienda leader sulla mobile technology.

Checky è una app che da qualche mese ho installato sul mio cellulare. Ogni giorno mi ricorda quante volte accendo il mio cellulare. Ieri fino a sera l’ho usato 213 volte, poi finalmente mi sono messo a letto. Una volta spenta la luce, ho controllato per la duecentoquattordicesima volta lo smartphone.

Se facciamo marketing non possiamo evitare di essere presenti su una piattaforma che è così utilizzata dalle persone, più di qualsiasi altro dispositivo o media. Questo vale per una startup ma anche per una attività consolidata, una azienda o anche la pizzeria sotto casa. Ed essere su mobile vuol dire avere una app (per il momento, almeno).

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Ecco cinque consigli per una strategia vincente.

1. Come farsi trovare e quanto costa

Esistono oltre due milioni di mobile app. Come in ogni mercato chi arriva prima o spende di più ha la posizione migliore ed è estremamente avvantaggiato. Il marketing delle app ha un costo, che si basa sul CPI, il cost per install, la cifra che siamo disposti a pagare per un utente che installa la nostra app. In Italia, il costo di una installazione può arrivare a oltre 2€. Quindi le attività di marketing possono richiedere un investimento notevole.

Dando per scontato che una buona parte delle installazioni arriverà tramite canali a pagamento, dobbiamo capire come rendere efficiente il budget speso.

2. Da dove inizio?

Pochi lo sanno ma è grazie alle installazioni di app che Facebook guadagna. Gli annunci per le app rappresentano circa la metà degli introiti per il social network. Si tratta di un ottimo strumento per portare i primi utenti sulla app, anche grazie agli strumenti di profilazione che offre. Lanciare una campagna su Facebook è semplice, con un po’ di esperienza si può arrivare ad ottimi risultati, sia in termini di costi che in termini di installazioni.

Twitter è un’altra fonte di installazioni di qualità.

3. Trattenere gli utenti

Circa l’80% delle app installate vengono aperte meno di tre volte. Nuovi utenti che utilizzano a lungo e spesso la app determinano la qualità dell’azione di marketing. Naturalmente molto dipende dalla app stessa, che deve piacere all’utente.

Bisogna stimolare l’utente ad utilizzare la app, fargli vedere cosa c’è di nuovo e abituarlo pian piano all’utilizzo. Insomma, una sorta di gamification. Possiamo imparare dalle app più note, come il sistema delle notifiche di Facebook, oppure le email con i contenuti più interessanti che da poco Instagram invia quando smettiamo di usare la app.

4. Il word of mouth

Far installare e far utilizzare la app ha un costo, di marketing, di progetto e di sviluppo tecnologico.

Il passaparola e le attività di digital PR, ci permettono di migliorare e amplificare i risultati delle attività di marketing a pagamento. In questa categoria includo gli articoli che parlano della app, il traffico naturale generato tramite i motori di ricerca e i social network, ma anche il rating e le recensioni sugli store. In particolare il rating ha un impatto sui tassi di conversione delle campagne a pagamento, e contribuisce ad abbassare il costo medio per installazione.

Queste attività non sono gratis e comportano un investimento per chi si occupa della app.

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5. Misurare ogni attività

Ogni attività che abbiamo descritto sopra si divide in una fase di investimento (tecnologico o di marketing) e in una di misurazione. Che strumenti abbiamo a disposizione per capire come si sta comportando la nostra app, e soprattutto come si comportano gli utenti quando la usano?

Come per i siti web, possiamo iniziare con Google Analytics.

Quando si tratta però di misurare l’efficacia di campagne di marketing che impiegano budget di una certa entità è opportuno usare prodotti specifici.

Possiamo così analizzare i diversi canali di acquisizione, anche quelli gratuiti come il word of mouth, e stabilire per ciascuno di questi l’efficienza in termini di costo e qualità.

Così vediamo se la app funziona bene e soprattutto possiamo ottimizzare l’allocazione del budget (e del nostro tempo) tra più sorgenti. I più diffusi tra questi servizi sono appsflyer e adjust.

Il mercato mondiale del mobile marketing varrà fino a 300 miliardi di dollari nel 2020. Ma soprattutto gli utenti che apriranno il loro smartphone duecento e passa volte al giorno saranno tra pochi anni cinque miliardi. Vale la pena di perdere questo treno?