VEST: il dispositivo wearable che traduce parole in vibrazioni

Da un'idea di David Eagleman e Scott Novich nasce VEST, il device ideato per i non udenti. Obiettivo? Creare un "nuovo senso dell'udito" sulla propria pelle

Nell’era in cui realtà digitale, aumentata e vita reale si confondono creando nuovi stili di vita, necessità e mancanze, la ricerca di idee innovative sembra essere inesauribile per poter far fronte, in modo inedito, a problemi di un futuro che si fa sempre più presente e di un passato sempre più ridefinito dalle potenzialità della tecnologia. Tra le pagine ninja vi abbiamo mostrato, non poche volte, quanto l’ingegno di visionari e sognatori sia in grado di creare nuove soluzioni a grattacapi, spesso, millenari, come abbattere le barriere di una relazione a distanza, ad esempio. Ma, soprattutto, qualche tempo fa, abbiamo provato a riflettere sul legame tra disabilità e tecnologia, su quanto quest’ultima sia in grado di rendere gesti quotidiani più semplici ed alla portata anche di persone diversamente abili.

É su questa scia che si colloca VEST, acronimo di  Versatile Extra-Sensory Transducer, un wearable device dedicato ai non udenti.

LEGGI ANCHE: Il futuro della tecnologia indossabile in mostra al Wearable Technology Show 2015

Cosa è e come funziona VEST?

L’idea di partenza di David Eagleman, neuroscienziato all’Università di Medicina Baylor di Houston (Texas) e del suo studente Scott Novich, è riunire le conoscenze della biologia con le potenzialità della tecnologia. Risultato? Il Versatile Extra-Sensory Transducer, un dispositivo indossabile, una sorta di canottiera da indossare sotto i vestiti. Così come indicato dai due ideatori in una TED talk a Vancouver,VEST si presenta come un device di “sostituzione sensoriale” in grado di tradurre i discorsi in percezioni tattili attraverso un algoritmo appositamente sviluppato.

VEST è uno strumento wearable che si serve di un’app in grado di catturare e registrare i suoni sui propri dispositivi mobile (tablet o smartphone) grazie ad un microfono, incorporato sul dispositivo indossato, che processa in tempo reale e trasmette, attraverso un sistema bluetooth, le tracce audio agli attuatori posizionati all’interno della canotta, trasformando i segnali in vibrazioni.

Come il soggetto comprende le parole tradotte in vibrazioni? Ad ogni parola percepita corrisponde un tipo di vibrazione differente, rilasciata dal sistema in aree differenziate del torso della persona che indossa il Versatile Extra-Sensory Transducer. Le persone che hanno testato il dispositivo hanno appreso gradualmente i significati dei segnali emessi dallo strumento, quasi riconoscendo un nuovo linguaggio, adattando il proprio corpo ad una sorta di seconda pelle sensibile agli stimoli ed abituando il proprio cervello ad elaborare le informazioni ricevute, riconoscendo le vibrazioni e, quindi, le parole associate. Non vi ricorda, in quale modo, la modalità con la quale tutti gli esseri umani apprendono a sentire, parlare e comunicare con il mondo e le persone che ci circondano?

I segnali audio sono, quindi, tradotti dal sistema in vibrazioni, consentendo ai non udenti di ascoltare i propri interlocutori “sulla propria pelle”, attraverso le stimolazioni tattili ricevute sul dispositivo indossato, definendo un nuovo modo di “sentire” le parole.

“What you’re feeling is not code for a letter or a word…you’re actually feeling a representation of the sound.”

Wearable technology al servizio dell’uomo

Eagleman e Novich dimostrano, con questo dispositivo di sostituzione sensoriale, le potenzialità dell’unione tra scienza e tecnologia, un’unione in grado di potenziare le capacità sensoriali, facendo appello alle risorse del corpo umano, anche quelle di cui è privato, donando nuove modalità d’uso, nuovi modi di sentire. VEST definisce la possibilità di intervenire su uno dei sensi danneggiati facendo ricorso ad un altro, attraverso un dispositivo discreto, non invasivo.

Dopo anni di ideazione, sperimentazione su volontari ed una campagna di promozione su Kickstarter (che ha raccolto più di 47.000$), VEST sembra diventare un’ alternativa sempre più reale per i non udenti, uno strumento che, grazie al supporto della wearable tech, restituisce ed amplifica le modalità di percezione e comunicazione. Eagleman prevede che il dispositivo, una volta immesso definitivamente sul mercato, sarà disponibile per un prezzo non superiore ai duemila dollari.

Ancora un passo in avanti della wearable tech, in barba a tutti i detrattori di quest’ultima, in particolare verso la disabilità e nuove forme di comunicazione. Cosa ne pensate?

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?