Social blogging: tre alternative al blog tradizionale

Non serve avere un blog per definirsi un blogger. L??importante è avere una storia da raccontare e uno strumento che ti consenta di farlo

Da qualche giorno la community dei blogger si sta adoperando per affrontare l’imminente problema relativo ai cookie, che impone a tutti i possessori di un blog di adeguarsi alle normative vigenti, entro e non oltre il prossimo 2 giugno.
Molti hanno pubblicato post su come risolvere la questione, ma i dubbi rimangono, soprattutto per quelli che utilizzano la piattaforma WordPress, che pare non essersi ancora adeguata.

Come spesso accade, ogni novità porta con sé ansie e paure, a volte giustificate, altre eccessive, e sono in molti ad aver annunciato di rinunciare all’utilizzo di banner pubblicitari e servizi di affiliazione, o addirittura di chiudere definitivamente il blog.

Fermo restando che la questione dei cookie è seria e va affrontata correttamente, pena il rischio di multe anche molto salate, pensare di mandare all’aria capra e cavoli non è la soluzione migliore, perché esistono comunque dei sistemi alternativi al blog proprietario per poter diffondere i propri post.

Stiamo parlando del social blogging, che trova applicazione su alcuni social network, offrendo funzioni molto simili a quelle di piattaforme di blogging tradizionale come WordPress, ad esempio.

Nel post di oggi vedremo tre soluzioni, legate ad altrettanti social network: Medium, Linkedin Pulse e Google Plus.

Medium

Creato dagli sviluppatori di Twitter, Medium è un social network dedicato ai blogger ed ai web writer, ai quali offre un editor molto simile a quello di WordPress, con la possibilità di inserire elementi multimediali o codici embed.

Grazie al suo layout molto pulito, con sfondo bianco e un font leggibile e sufficientemente grande, Medium consente una gradevolissima fruizione dei contenuti pubblicati dagli utenti.
Ogni post può essere condiviso direttamente su Twitter, Facebook e via email tramite il pulsante dedicato, e avendo una Url personalizzata, anche sugli altri social senza problemi. È possibile, inoltre, lasciare un apprezzamento, tramite il pulsante Raccomanda e un commento.

In coda ad ogni tuo post vengono visualizzati quelli pubblicati in precedenza, consentendo a chi lo legge di poter trovare altri tuoi contenuti.

Medium è disponibile anche tramite un’app molto ben fatta, perfetta per leggere le altre storie pubblicate e suggerite dal sistema, ma anche per salvare delle bozze da completare poi da pc.

LinkedIn Pulse

Da quando LinkedIn ha acquisito Pulse, il social network dedicato ai professionisti si è riempito di contenuti, alcuni anche molto interessanti, soprattutto quando a scriverli sono i CEO di grandi aziende americane, che offrono analisi o breaking news da non perdere.

Purtroppo, ad oggi risulta ancora disponibile solo per i profili in lingua inglese, ma il limite è facilmente superabile, semplicemente cambiando la lingua nelle impostazioni. Impostando, infatti, Inglese al posto di Italiano, si attiverà in automatico la funzione Pulse, che consente la scrittura e pubblicazione di post.

Come Medium, anche Pulse ha un layout molto pulito, con un font leggibilissimo, ed un editor che non ha nulla da invidiare a quelli delle piattaforme di blogging più diffuse; H1, H2, elementi multimediali, video da YouTube, quote, link, e così via, non manca proprio niente.

In ogni post vengono inseriti di default i pulsanti di condivisione social, nello specifico Twitter – che addirittura contiene anche la menzione al tuo account – Facebook, Google + e LinkedIn, è possibile lasciare dei commenti e “consigliarli” tramite il pulsante con il pollice in su. Inoltre, viene mostrato il numero di visualizzazione ottenute dal post e un sistema di dati e statistiche ben fatto.

Il principale vantaggio di utilizzare Pulse è il fatto che, ogni volta che pubblichi un post, tutte le persone alle quali sei collegato ricevono una notifica che li informa del nuovo contenuto: questo vuol dire che potenzialmente potrebbero leggerlo tutti. Infine, attivando Pulse, gli utenti possono seguire la tua attività di blogging senza dover essere collegati a te, semplicemente cliccando su Follow. Questo aumenta considerevolmente la tua platea.

Google Plus

Non tutti ne sono a conoscenza, ma Google + consente di editare il testo, inserendo grassetto, corsivo e barrato. Farlo è molto semplice, basta seguire le indicazioni nell’immagine inserita di seguito.

Molti utenti del social network di Google sfruttano la quasi illimitata disponibilità di caratteri inseribili in un post per scrivere quelli che sono più dei blogpost che degli aggiornamenti di stato, nonostante i limiti evidenti, come l’impossibilità di inserire elementi esterni in determinati punti del testo – fatta eccezione per i link – ma solo come allegati.

Però, con l’avvento delle Raccolte, nuova funzione di Google + che consente di raggruppare post in appositi contenitori, si ampliano le possibilità di sfruttare il social per fare blogging e content curation.

Infatti, archiviando i post in una raccolta, i tuoi follower potranno trovare i tuoi contenuti più facilmente, andando direttamente in quella dedicata al topic che più lo interessa. Inoltre, avendo una Url dedicata, è possibile condividerla sui social senza difficoltà, così come è possibile farlo anche per ogni singolo post, semplicemente andando sulla freccetta in alto a destra e cliccando su Crea un Link al post.

È evidente che avere un blog proprietario, ospitato da un hosting con determinate caratteristiche, sia preferibile, perché ti consente di avere tutto sotto controllo, poter installare dei plugin esterni e, se fai tantissime visite, monetizzare in maniera diretta, ma è importante sottolineare un punto:

Non serve avere un blog per definirsi un blogger. L’importante è avere una storia da raccontare e uno strumento che ti consenta di farlo.