Quanto conta il design della tua startup? I consigli di Doctor Brand [INTERVISTA]

"Moltissimi epic fail quotidiani sarebbero facilmente evitabili con un po' più di attenzione e di professionalità" - Jacopo Pasquini

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“Dottore, dottore, ho un problema…” Quante volte ci siamo rivolti al nostro medico di fiducia per farci controllare un raffreddore che non passava o una tonsilla infiammata che ci infastidiva, proprio con queste parole?

Ma quando, invece, è il nostro sito internet a non star bene, a chi rivolgersi?

Jacopo Pasquini ormai da alcuni anni veste i panni di Doctor Brand, un professionista specializzato in UX design e user experience per quanto riguarda app e siti internet. Sarà uno dei docenti del Corso Online in Startup Management e dello Startup Pitch Lab di Ninja Academy che partirà il prossimo giugno.

Come è nata l’idea di vestire il camice bianco ed occuparti di siti ammalati?

Mi occupo di comunicazione dai tempi dell’università – correva l’anno 1997 – ed è stata una naturale conseguenza quella di aprire un blog, circa sei anni fa, per poter divulgare i miei pensieri sulle tematiche digitali. Il brand name “Doctor Brand” è nato in maniera spontanea e immediata. Per fortuna continuo ancora oggi a gravitare, come consulente e come formatore, intorno ai due mondi professionali che amo: Web Marketing e UX Design. Sinceramente nella vita non potrei fare altro; anzi, forse sì, potrei fare l’istruttore di surf… :)

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Qual è l’errore in cui una startup inciampa più spesso quando realizza un sito internet o un profilo social?

L’errore più frequente nella realizzazione dei siti è approcciare il progetto concentrandosi solo sulla grafica: il Web Design, la visual identity e tutta la componente di Art Direction sono elementi decisivi per una piacevole esperienza online ma vanno concretizzati alla fine, dopo un lungo processo di analisi del sistema e degli utenti, di prototipazione del concept e di valutazione dell’interfaccia.

Nei profili social media noto, purtroppo anche in alcuni grandi brand, sottostima del canale in termini di crisis management e di boomerang relazionali. Insomma, moltissimi epic fail quotidiani sarebbero facilmente evitabili con un po’ più di attenzione e di professionalità.

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Sul tuo blog abbiamo letto che il famoso “Very Bello”, che qualche mese fa ha scosso un po’ il web, proprio non ti piace. Ma quindi, che cos’è very bello per te?

In estrema sintesi apprezzo tutti gli artefatti web e mobile (siti, blog, ecommerce, app e così via) che abbinano come per magia tecnologia, comunicazione e design. Tuttavia, teniamo sempre a mente che senza una feroce e maniacale usability focalizzata sul contesto d’uso e sui bisogni delle persone non si va molto lontano.

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Come si fa a valutare se l’esperto che ci segue nella realizzazione nel nostro sito internet, nella nostra app o nel nostro profilo social è davvero competente? Consigliaci tre domande per testare la sua preparazione.

Bella domanda, difficile risposta. Tre domande secche a bruciapelo che un Cliente dovrebbe fare al Consulente?

  1. Qual è stato il tuo progetto migliore e perché?
  2. Come mai, a parità di prezzo, dovrei ingaggiare te e non un altro?
  3. Con quali parametri concreti misurerò il risultato del tuo lavoro?<

Più in generale, boh, di solito diffido da chi propone collaborazioni basate solo su singole azioni tattiche (tipo “Apriamo la pagina Facebook” o “Facciamo una landing page”) invece che sul corretto disegno di una strategia completa cucita sulle reali esigenze del Cliente.