Come creare un pitch perfetto a prova di investitore? [INTERVISTA]

"Ogni elevator pitch è uno storytelling ed è fondamentale sviluppare buone capacità narrative: parlare a metà tra "recitazione" e spontaneità richiede molta pratica!"

corso startup management

In attesa di incontrarla al Corso Online in Startup Management e allo Startup Pitch Lab, Adele Savarese ci svela qualche piccolo trucco per preparare al meglio il pitch per un investitore. Come ci racconta, la prima impressione è decisamente determinante, quindi vediamo di non iniziare subito con il piede sbagliato!

Adele è oggi editor-in-chief di Ninja Marketing ma vanta un passato ricco di esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione, di vita in Paesi diversi, nonché uno sguardo aperto verso il mondo e il futuro. Durante il master ci racconterà le sue esperienze e condividerà con noi quello che ha imparato. Intanto un piccolo assaggio di quello ci regalerà.

Come trasmetterai la tua esperienza ai partecipanti del Lab?

Proverò a trasmettere l’importanza del branding e del posizionamento della propria startup: non si ha una seconda occasione per fare una buona prima impressione! Il mio obiettivo sarà quello di insegnare a comunicare un valore chiaro e distintivo sin dalle prime slide, in maniera tale da catturare l’audience e non annoiarla mai.

La mia attività di fine tuning si concentrerà su elementi quali loghi, naming, impatto visivo del pitch deck, comunicazione non verbale… ma anche sulla strategia go-to-market, sulla campagna marketing e di disseminazione sul mercato. Sarà doveroso poi passare in rassegna i migliori elevator pitch di startup reali, per comprendere i fattori imprescindibili di successo.

Ogni elevator pitch è uno storytelling ed è fondamentale sviluppare buone capacità narrative: parlare a metà tra “recitazione” e spontaneità richiede molta pratica!

elevator pitch

Allo Startup Pitch Lab insegnerai il metodo “Pitch Anything”. Vuol dire che dopo la tua lezione saremo in grado di vendere ghiaccio agli eschimesi?

Meglio, sarai in grado di parlare agli eschimesi come un eschimese :)

Il mio intervento attinge agli insegnamenti di Oren Klaff, uno dei più abili “pitcher” e fundraiser del mondo. Affronteremo l’importanza del controllo sui frame conversazionali, la psicologia della persuasione ed il principio della rarità di risorse, la creazione di “intrigo”, la gestione ottimale dei tempi – soprattutto per quanto riguarda la chiusura di un elevator pitch.

Gli eschimesi hanno molte parole diverse per esprimere il concetto di neve, perché è qualcosa che conoscono molto bene: ad ogni sfumatura di bianco corrisponde un termine diverso. Allo stesso modo, angel investor e VC conoscono molto bene il mercato nel quale le startup vogliono cimentarsi: una minima sbavatura del pitch ed hai perso interesse e curiosità del tuo interlocutore per sempre!

pitch startup

Le occasioni per un vero e proprio colloquio con un investitore sono sempre più rare e spesso bisogna ritagliarsi qualche minuto agli eventi, magari durante un cocktail party o in ascensore. Qual è il tuo consiglio per catturare l’attenzione e convincere il nostro interlocutore a dedicarci più tempo?

Ne ho molti di consigli anche perché sono stata fortunata a riceverne io parecchi. Ne sintetizzo qualcuno qui in attesa di condividerli dal vivo al Lab.

Sempre sempre sempre avere una demo del prodotto/sito/app a portata di mano – è la cosa più utile e concreta per coinvolgere chi ti sta da avanti e contagiarlo di entusiasmo: me l’ha insegnato il co-founder di Square Jim McKelvey proprio ad un cocktail party.
Eppure, dovrai comunque tenerti pronto ad improvvisare su due piedi un pitch senza slide né demo: non sai mai da dove può sbucarti di fronte Mike Butcher e l’occasione non può andare sprecata!

L’elevator pitch richiede una semplicità ed efficacia di comunicazione pazzesca: l’investor è tua nonna ed è pure sorda, parola di Anne-Marie Russo di MailUp. 

Infine, bisogna sempre dimostrare la passione nel voler cambiare il mondo per il meglio grazie alla propria startup: molti investor amano trovare quella stessa scintila che avevano loro quando hanno iniziato a lavorare.

Oltre al business model è importante mostrare quella forza di volontà che ti fa sempre rialzare, come mi ha raccontato il co-founder di Skype Morten Lund.

Avrai assistito a centinaia di pitch: qual è l’errore che vedi fare più spesso dagli startupper alla ricerca di investimenti?

Sapevi che è sbagliatissimo concludere un pitch con “Se avete domande…”? Credo che gli errori maggiori risiedano nella poca pratica di presentazione in pubblico, il che spesso si traduce nell’impressione di assistere a pitch improvvisati, poco curati.

Incredibile a dirsi, ho visto pitch con refusi e slide sformattate, pitch che durano 30 minuti o che si concludono troppo presto, presentazioni senza roadmap o con team di 30 persone su una sola slide!