Levante, dalla Salumeria della Musica al SXSW [INTERVISTA]

Comunicare con il cuore può far realizzare i sogni e portare lontano, in Texas ad esempio


Ok, lo so, il titolo potrebbe essere fuorviante, ma è così che ho intitolato il messaggio privato che ho scritto a Levante per chiederle disponibilità per un’intervista, non appena ho scoperto che era stata invitata tramite il progetto Beck’s Unacademy a cantare durante il festival Texano numero uno al mondo SXSW.

Ma in effetti è lì che l’ho sentita cantare per la prima volta, in questo locale milanese che si chiama appunto “La Salumeria della Musica”.

Per chi non la conoscesse, Levante si chiama Claudia, è una cantautrice, Catanese, emigrata a Torino, suona la chitarra e la trovate su tutti i social come Levante Canta o Levante Official, dove racconta la sua vita e il suo lavoro.

Io più o meno la seguo dai tempi di Alfonso (che vita di m.), il pezzo che l’ha fatta conoscere anche per gli explicit content del ritornello.

Oltre ad Alfonso, contenuto nel primo album di Levante “Manuale distruzione, è appena uscito “Abbi cura di te” dai cui il video del primo singolo “Ciao per sempre” qui sotto.

Online trovate un sacco di interviste e riferimenti al suo essere partita da un bar, dove lavorava come barista, per poi essere arrivata a suonare sul palco con i Negramaro o Max Gazzè, ma è una storia già trita e ritrita, e non la rende più speciale del tipico studente che ha lavorato in un bar o in un ristorante.

Ciò che rende speciale Claudia è il suo modo di essere e di comunicare, ed è proprio da questa sua caratteristica che inizia la mia intervista, per capire come il cuore e la sincerità l’hanno portata davvero lontano, oltreoceano. 

Come mai hai scelto di essere te stessa e non un personaggio in cerca d’autore, come direbbe il tuo conterraneo Pirandello?

Non è stata propriamente una scelta, fondamentalmente non saprei fare diversamente. Diverse persone mi hanno contattata per avermi citata e per aver scritto tesi sul mio modo di comunicare online, mi rendo conto che possa destare reazioni contrastanti. Un’arma a doppio taglio, però davvero non saprei fare diversamente, esprimo anche le mie debolezze, divento facilmente attaccabile e non sempre le persone vogliono vedere le debolezze altrui.

Ma fortunatamente anche se appaio fragile sono un leoncino da combattimento che ha imparato fin da piccola a difendersi.

Quindi i tuoi account social li gestisci direttamente tu?

Assolutamente sì, tranne alcuni post programmati sulla promozione del nuovo album, che comunque scrivo io, ma vengono impaginati e programmati dai social media manager. Per tutto il resto sono io.

Oggi ad esempio ho pubblicato un video mentre canto nel gabinetto.

Sono ancora io.Non facevo una cosa del genere da… Tanti anni.Non ridete!!Non aggiungo altro….Ps. Ma l’anteprima video?AhahahahhahaahL.

Posted by Levante on Mercoledì 22 aprile 2015

L’essere sempre sincera sui social mi avvicina tanto alle persone ed è il motivo per cui ho iniziato a fare musica, mi fa tantissimo piacere parlare con le persone, avevo l’esigenza di raccontare un problema e condividerlo.

Un episodio particolare con i tuoi fan?

L’altro giorno ero a Torino, passeggiavo con il mio fidanzato, appena usciti da ristorante giapponese, e una ragazza mi è venuta incontro ha urlato “Levanteeee”, e mi ha sfiorato il braccio. Le persone quando mi incontrano mi abbracciano, come un ragazzo a Roma l’altra settimana mi ha fermata e mi ha proprio chiesto se mi poteva abbracciare. Oppure incontrare un catanese a New York per caso per strada.

Nessuno invece ti ha criticata per questo tuo modo di essere?

Sì assolutamente, ci sono anche diverse persone che mi scrivono segnalandomi che non apprezzano questo mio modo di fare, che alcuni definiscono “alla Barbara D’Urso”, buonista e dolce, ma io sono così.

È un tipo di comunicazione favolosa che ad alcuni dà molto fastidio. Ammetto che mi è successo di perdere dei fan che mi hanno accusata di essere egocentrica, un ragazzo che qualche mese prima aveva concluso un messaggio privato con “fan -1”, mi ha riscritto questa mattina entusiasta del nuovo album.

Riguardo al SXSW, com’è andata quando ti hanno contattata? Sei svenuta?

Io mediamente non impazzisco, tutte le cose che mi sono successe le vivo con una sorta di esorcismo dell’entusiasmo. Quando mi hanno detto la prima volta che Radio Deejay avrebbe passato Alfonso, ho detto ok. Idem quando ho aperto il concerto di Gazzè, dei Negramaro e il primo maggio.

Ho avuto la stessa reazione, o non reazione, quando mi hanno detto che sarai andata ad Austin per il SXSW, confrontandomi con professionisti internazionali.

Era la tua prima volta in Texas ?

A novembre ero stata ad Austin, ma durante il SXSW è completamente un’altra città, si passa dai super conservatori texani, ad una città cosmopolita che quando c’è il festival si trasforma totalmente. Il bello è dato dalla molteplicità di generi musicali.

È un continente talmente grande che ci si confronta con davvero tanti talenti, è stato bellissimo confrontarmi con band internazionali. A novembre sono stata anche a New York e Los Angeles, lì la gente veniva per me perché mi conosceva, ma siamo riusciti ad attrarre anche un pubblico di amercani, pur continuando ad eseguire solo pezzi in italiano.

Mai pensato di tradurre i tuoi bravi in un’altra lingua?

Io volutamente preferisco non cantare in inglese. L’italiano e il made in Italy attirano talmente tanto l’interesse degli stranieri, che pur non capendo il testo sono estasiati della melodia e dal sound esotico, come per noi sentire parlare un Brasiliano in Portoghese.

Ci amano in tutto il mondo, ci imitano, vorrebbero cucinare come noi, vestirsi come noi, cantare come noi. Quando ai concerti dico “Hi, I’m Levante from Italy” boato dal pubblico.

Fondamentalmente essendo una cantautrice non riesco ad esprimermi in inglese, abbiamo una lingua così ricca di sfumature che non ne vale la pena. Ho anche provato a tradurre un mio brano ad un cantautore inglese, ma il risultato è banale, non coglie le sfumature della lingua italiana.

Perchè Levante su Ninja Business? (rispondo io)

Perché il bello di Levante è il suo essere sincera, non è storytelling, ma un vero e sincero racconto della realtà che la circonda senza filtri e senza censure.

Levante è una startup perché il successo ottenuto ad oggi è grazie al suo impegno personale, alla sua costanza, e allo straordinario modo che ha di parlare al suo pubblico. Insieme a lei lavorano i ragazzi di Metatron che ci hanno concesso questa intervista.