Startup e proprietà intellettuale, alcuni consigli utili

Come proteggere e valorizzare la proprietà intellettuale di una startup

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist

corso startup

Quanto è importante garantire la proprietà intellettuale per una startup?

La risposta è: moltissimo. La globalizzazione del mercato ha reso fondamentale proteggere la creatività delle imprese e considerato che il sistema aziendale italiano non può prescindere dalle grandi intuizioni, queste vanno tutelate al meglio possibile.

Quali strumenti possiamo utilizzare per proteggere e valorizzare la proprietà intellettuale delle startup?

Accordi di non divulgazione

Uno dei rimedi più semplici che qualsiasi azienda può adottare per assicurarsi la protezione della proprietà intellettuale è quello di richiedere a tutti i fondatori, dipendenti e fornitori di siglare un accordo di non divulgazione.

Questi accordi sono brevi, semplici e di solito contengono clausole di restrizione sulla divulgazione di informazioni riservate della società e sui divieti di utilizzo per scopi personali.

Nonostante la loro facilità d’uso e di accessibilità generale, molte aziende non riescono a ottenerli. Il mancato ottenimento di questi accordi può generare grosse difficoltà di protezione, in alcuni casi limite, può minacciare anche la redditività dell’azienda, quindi perseverate.

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Registrare ogni forma di proprietà intellettuale

Un secondo passo da non tralasciare assolutamente è quello di registrare tutto ciò che concerne la proprietà intellettuale di una società, questa strategia ci eviterà di dover correre ai ripari durante il periodo di progettazione o, peggio, di produzione, quando i tempi sono molto serrati.

Le aziende dovrebbero inoltre registrare nomi dei domini internet, i nomi degli account dei social media per rafforzare il marchio e monitorare al meglio l’uso che ne viene fatto.

Protezione dei sistemi informatici

Oltre ad assicurare la proprietà intellettuale attraverso le registrazioni, le aziende dovrebbero evitare gli accessi non autorizzati all’interno dei propri sistemi informatici.

È consigliabile utilizzare applicazioni di cloud storage sicuri e criptati, e-mail e trasferimento di file a pagamento (molti dei servizi gratuiti non danno alcuna sicurezza), richiedere ed utilizzare password adeguate sui computer e sui dispositivi e infine adottare e rispettare un criterio sicuro di conservazione dei documenti. Molte aziende, startup in particolare, non riescono a prendere le misure adeguate per proteggere i loro sistemi informatici, credendo erroneamente che i costi per questi semplici strumenti siano proibitivi. Quasi tutte le operazioni sopra descritte in realtà costano molto poco.

Accordi con ex dipendenti e proprietà intellettuale

Uno dei modi migliori per proteggere la proprietà intellettuale è quello di garantire che i migliori dipendenti continuino a lavorare in azienda; è chiaro che costringere i lavoratori a restare con una società è impossibile, ma attraverso un approccio equo e ragionevole e la creazione di un ambiente di lavoro positivo, metà del lavoro è stato fatto.

Tuttavia può succedere che un ex dipendente faccia un uso improprio delle informazioni apprese in azienda; quest’ultima deve cercare di ottenere da parte dei dipendenti un accordo di non concorrenza e di non divulgazione nel periodo successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, nella misura consentita della legge.

Tutti questi suggerimenti sono inutili se un’azienda non riesce a inculcare ai propri dipendenti il valore e l’importanza della proprietà intellettuale. Uno dei modi più semplice è quello di adottare politiche aziendali mirate a promuovere il valore culturale attraverso la formazione del personale, soprattutto nei neoassunti.



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