Cosa è e come funziona il Real-Time Bidding

Alla scoperta del Real-Time Bidding, un ottimo strumento per chi si occupa di digital advertising. Proviamo a capire di cosa si parla.



Il Real-Time Bidding è una delle attività in ascesa nel mondo del digital advertising, eppure se ne parla ancora poco. Siccome stiamo parlando di uno strumento importante per i marketer, proviamo a capirne di più grazie alla guida for dummies proposta da The Marketer.

Cosa è e come funziona il Real-Time Bidding?

In sostanza, il RTB è una vendita all’asta di spazi pubblicitari online. Tramite un software sofisticato, il DSP (demand-side platform), in grado di connettersi a migliaia di siti web, l’advertiser sceglie target, budget e crea la sua campagna sul web. Il publisher vende le impression e mette a disposizione il suo spazio pubblicitario. A questo punto l’advertiser fa la sua puntata usando l’Ad exchange, un software che valuta le offerte degli advertiser e decreta i “vincitori”.

The Ad exchange fornisce un profilo anonimo della audience, oltre a informazioni sulla categoria dei siti web. Assicura Helen Miall, marketing manager di Turn Inc:

“Il DSP usa algoritmi predittivi complessi per decidere quali annunci potrebbero dare un maggior ROI per ogni campagna.”

Il RTB dà una serie di vantaggi agli advertiser:

  • Permette di comprare impression basate sulle preferenze del target;
  • Dà la possibilità di individuare con più chiarezza rispetto ad altri metodi chi vedrà l’advertisement;
  • Consente di intervenire e correggere la campagna mentre è in corso, senza attendere report finali per cambiare qualcosa;
  • Aiuta a trovare nuovi clienti e inviare messaggi ai “vecchi” clienti con proposte di cross-sell e up-sell.

Dice ancora la Miall:

“Per gli advertiser, conoscere i profili di chi vedrà gli annunci significa poter prendere una decisione consapevole: puntare su una certa impression oppure destinare il budget a spazi e profili più adatti al proprio business.” 

Real-Time Bidding, una risorsa per piccole e grandi imprese

Sempre secondo la Miall, il RTB è utile sia alle grandi che alle piccole imprese:

“I brand possono decidere il budget da stanziare e le strategie, accedere a report immediati sulle performance e, se necessario, adeguare tattiche e scelta dei canali”.

Come precisa Andy Cocker, co-founder di Infectious Media:

“il software è molto sofisticato e usa algoritmi che elaborano la massima quantità di dati possibile in tempo reale. Senza operare su larga scala non si dà ai sistemi la possibilità di ottimizzare le funzioni.”

Sembra tutto perfetto: ma c’è qualche trappola nascosta?

Sebbene il RTB sia uno strumento affidabile e redditizio, molti brand sono preoccupati dalla possibilità che i propri annunci non abbiano abbastanza visibilità. Secondo Miall e Cocker, è importante affidarsi a partner affidabili e armonizzare il RTB con la strategia complessiva di digital marketing.

Abbiamo visto in breve cosa è il Real-Time Bidding e perché può essere utile ai marketer. Ora attendiamo i vostri commenti: cosa ne pensate? Credete sia una strategia efficace?



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Scritto da

Ivano Steri

Web content writer, amo la letteratura fantasy, l'Inter e la scrittura a 360°. Nei miei interessi rientrano la musica indie, i documentari, l'universo digitale, i videogiochi, ... continua

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