Guardare Games of Thrones con Periscope. E l'abbonamento TV?

Alcuni utenti hanno trasmesso la prima puntata della quinta stagione di Games of Thrones su Periscope, permettendo la visione anche a coloro che non hanno un abbonamento HBO. Quali sono i limiti legali e morali della tecnologia?

Come tutti oramai sanno, il 12 aprile è andata in onda la prima puntata della quinta stagione di GOT, Games of Thrones.

La première sul canale via cavo HBO, ha fatto segnalare numeri record: 8 milioni di spettatori, 1.16 milioni in più rispetto all’apertura della stagione precedente (che si traducono con il 21% in più di share).

Un numero enorme, considerato il leak dei primi 4 episodi, avvenuto poche ore prima della messa in onda dell’episodio The Wars to Come e diffusosi a macchia d’olio in rete (come riporta Torrentfreak.com più di 193.000 persone hanno condiviso una copia delle puntate piratate la sera stessa del furto e all’incirca 1.5 milioni di utenti hanno scaricato i 4 episodi nelle prime 24 ore).

Da record anche il picco di commenti, citazioni e hashtag relativi alla serie tv!

Come si può leggere su Adweek.com, la società di statistiche Synthesio ha spulciato tra i milioni di tweet inerenti allo show e ha incoronato il personaggio di Jon Snow come il più chiacchierato (con il 21,6%).

Ecco la top ten dei più commentati:

  1. Jon Snow (21.6%)
  2. Tyrion Lannister (18.2%)
  3. Daenerys Targaryen (16.3%)
  4. Cersei Lannister (15.1%)
  5. Jaime Lannister (10.1%)
  6. Brienne of Tarth (5.7%)
  7. Arya Stark (4.9%)
  8. Sensa Stark (4.2%)
  9. Jorah Mormont (2.8%)
  10. Theon Greyjoy (1.0%)

Altre statistiche riportate da Synthesio segnalano come gli Stati Uniti siano lo stato che ha twittato di più (con il 21,7%) – e questo è un dato ampiamente prevedibile anche da chi non fa ricerche di lavoro – , New York la città più attiva (con  l’1,5%) e che il 58% del pubblico di GOT sia di sesso maschile.

Ma gli 8 milioni di abbonati HBO non sono stati i soli a godersi l’apertura di stagione di questa serie dei record.

Secondo Mumbrella.com infatti, una dozzina di persone hanno realizzato una diretta live dell’episodio con Periscope, l’app del momento, nota per registrare e condividere eventi in tempo reale.

Di questo ottimo servizio di divulgazione – seppur in bassa qualità – si sono avvantaggiati soprattutto tutti coloro che non hanno un abbonamento HBO negli States e gli appassionati della saga fantasy dell’Australia, che non hanno un contratto con Foxtel.

Come ha reagito Twitter, proprietaria di Periscope, a questa iniziativa?

Con un cartellino giallo all’indirizzo degli indisciplinati: ha minacciato di sospendere gli account di chi ha indossato le vesti del Robin Hood dell’etere e ha fatto sapere che, alla prossima occasione, saranno espulsi.

E come ha reagito HBO nei confronti di Twitter? In nessun modo.

Come infatti Twitter ci ha tenuto subito a segnalare, “la compagnia rispetta la proprietà intellettuale e si aspetta che anche gli utenti lo facciano”.

Si legge poi, sulle pagine di Mashable.com, che Twitter ci tiene a precisare che tutti i contenuti pubblicati sull’app sono di sola responsabilità degli utenti, che Twitter non è responsabile di ciò che viene mostrato, né che è immaginabile un continuo e repentino controllo di tutto ciò che viene messo on line.

Insomma, chi ha davvero avuto un danno, HBO, non può prendersela con nessuno.

Si dirà che il “pur che se ne parli” sia comunque un’ottima pubblicità allo show e che il record d’ascolti avrà comunque addolcito la pillola a quelli di HBO.

Ma il punto non è questo e toccherà sedersi a tavolino e capire che direzione prendere con Periscope.

I confini tra ciò che è ammissibile e ciò che non lo è, sono già chiari, ma si riuscirà a farli rispettare?

Siamo a un concerto e, anziché fare un video per conservare un ricordo personale, decidiamo di fare un video e lo condividiamo con Periscope.

Dobbiamo aspettarci di essere bloccati da qualche steward nel mondo reale e poi espulsi da Periscope? E il cantante in quel momento sul palco, potrà rivalersi in qualche modo con noi, perché abbiamo diffuso gratuitamente parte di un evento a pagamento?

Se il rischio di essere puniti crescerà, Periscope sarà destinato a mostrarci solo scene di vita privata – spesso molto noiose – oppure scene rubate alla vita privata dei VIP, scivolando così a un livello pornografico, più vicino al mondo dei paparazzi.

Che fare, dunque?

Molto probabilmente, si continuerà a camminare sul sottile filo tra legale e illegale, in attesa che una gigantesca causa tra tycoon a livello mondiale, ridefiniscano le regole del gioco.

Sia chiaro che qui non si vuole né legalizzare l’illecito, né proibire la diffusione di un nuovo strumento tecnologico, ma solo capire come porci nei confronti di questo nuovo e importante strumento di condivisione.

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