Lane Bryant vs Victoria's Secret: non siamo tutte angeli

Davvero tutte le donne possono essere i futuri angeli di Victoria's secret?

Maria Vittoria Tinti

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

Quante di voi non hanno mai provato un pizzico d’invidia davanti alle immagini delle modelle di Victoria’s Secret.

E quante di noi, una volta oltreoceano, non si sono chiuse nei camerini per sentirsi “un angelo” per qualche minuto?

Dopo le aspre critiche per la campagna di comunicazione, The Perfect Body, non c’è pace per il brand americano: Lane Bryant, una note marca di abbigliamento per taglie forti, conosciuta a livello internazionale, ha lanciato la sfida agli angeli di Victoria con #imnoangel.

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Una campagna dai contenuti dirompenti, che punta sulla bellezza moderna e sulla rivincita delle modelle curvy, il target è la nuova vera innovazione della comunicazione nel mondo dell’abbigliamento, intimo e non, femminile.

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L’hashtag #imnoangel è stata lanciato con un video, che evidenzia, già dalla sua struttura comunicativa, come queste giovani donne puntino su un nuovo punto di forza. Che non è la bellezza mozzafiato ma la semplicità e la sicurezza in se stesse.

“The Lane Bryant #IMNOANGEL initiative celebrates women of all shapes and sizes by redefining society’s traditional notion of sexy with a powerful core message: ALL women are sexy”

Il successo di Lane Bryant è dovuto soprattutto alla potenza comunicativa che ha ancora il tema della femminilità. Il brand invita infatti a postare un selfie su Instagram, scrivendo con un rossetto su uno specchio l’hashtag per mostrare al mondo la bellezza reale e autentica e innescare una “rivoluzione curvy”.

Chi, infatti, dopo essersi provata un capo di Victoria’s Secret, non si è sentita insicura di fronte alle immagini di modelle statuarie? Lane Bryant ha puntato proprio su questo momento di debolezza, per convincere ogni donna che non è la taglia a renderla unica.

Osserviamo ora la campagna da un punto di vista marketing: gli elementi per il successo ci sono tutti. I contenuti fanno leva su un’emozione condivisa, l’insicurezza riguardante la bellezza, sviluppano l’idea attraverso uno strumento virabile, il video, lanciando una campagna di comunicazione su Instagram, social media con i più elevati tassi di crescita.

Lane Bryant rafforza inoltre l’immagine del brand, come autentico ed eversivo nei confronti degli stereotipi femminili. Il passo ulteriore sarebbe dunque quello di reclutare nuovi target.
In questo caso questo obiettivo è ancora da sviluppare, dal momento che è affermato che la bellezza sia una tema molto a cuore delle donne, ma non tutte cambieranno idea nei confronti degli “angeli” accettando i propri difetti.

Victoria’s Secret, dal suo lato, ha continuato con la sua strategia, rafforzando sempre di più il concetto di bellezza irraggiungibile. Forse è proprio questo che porta successo al marchio.

La parola “Angel” fa capire alle consumatrici come la bellezza promessa dal brand sia quasi irraggiungibile. E forse Victoria’s Secret ha trovato la chiave del suo successo nei suoi angeli.

Lane Bryant ha fatto un passo in avanti: ha rischiato, risvegliando le donne e i loro valori. La migliore strategia di marketing sarebbe quello di continuare su questa strada, diventando il brand punta delle donne curvy, ma soprattutto, delle donne reali e autentiche nella loro semplicità.

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