Content Delivery: la scelta del giusto contenitore [TERZA PARTE]

Strategia, produzione e delivery: i tre passi per fare content marketing in modo efficace

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Questo articolo è stato scritto da Erik Fiorello e Marco Sorrentino, Digital Content Marketers.

Ricordate i nostri due precedenti articoli sul content marketing? Per rinfrescarvi la memoria: nel primo, parlavamo di ricette (la strategia), nel secondo di preparazione (la produzione) ed ora arriviamo alla parte finale del processo, ossia l’assaggio, con tanto di invito a cena di amici e colleghi: la delivery dei contenuti.

Ci stiamo forse dimenticando di qualcosa? Eh sì, del vino (la pubblicità). Ma andiamo con ordine.

Una volta definita la strategia di content marketing e realizzati i contenuti multimediali dovremo necessariamente occuparci della delivery. Non avremo fatto tutti questi sforzi per poi gettare il piatto nel cestino senza nemmeno assaggiarlo?

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Ogni contenuto nel giusto contenitore

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Dove pubblicheremo i nostri contenuti? La risposta esatta e’ che ad ogni contenuto bisogna associare la giusta piattaforma digitale.

Come analizzavamo nel precedente articolo vi sono almeno 3 diverse tipologie di contenuto: serp oriented, trend oriented e engagement oriented.

SERP ORIENTED: tale tipologia di contenuti svolgono generalmente un ruolo informativo e rispondono a specifiche keywords di ricerca. Per questo motivo sara’ cruciale pubblicarli sul sito corporate, portali di blogger/influencer e youtube.

TREND ORIENTED: questi contenuti si differenziano dai precedenti in quanto cavalcano un’onda emotiva e un’esigenza informativa temporanea. In questo caso sara’ fondamentale presidiare i principali social network, oltre alla produzione di contenuti multimediali sul sito corporate e blog di settore.

ENGAGEMENT ORIENTED: per quest’ultima linea editoriale i canali social risultano lo strumento più efficace. Senza dimenticarsi pero’ di orientare sempre il traffico verso il sito corporate in caso di progetti continuativi.

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E il vino?

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Ed eccoci alla scelta del vino: non possiamo pensare che i contenuti creati raggiungano gli obiettivi sperati senza un boost pubblicitario. Produrre un contenuto virale che raggiunga il target in modo organico e’ spesso un’utopia.

Stando con i piedi per terra chiederemo aiuto a native advertisingSEO e SEA, influencer, Facebook ads affiché la nostra voce si faccia sentire nel marasma complessivo della rete.

Non può mancare il dolce

Ops, dimenticavamo il dolce. Vi rubiamo ancora poche righe per porre l’attenzione sui contenuti video: oggi accanto al colosso Youtube si sta posizionando con forza Facebook.

Come ci dovremo comportare? Contenuti video dedicati che rispondano a strategie con obiettivi differenti. Una cosa e’ certa: ne sentiremo parlare molto nei prossimi meeting con clienti ed agenzie.