McDonald's e la sostenibile leggerezza dell'essere all'EXPO

McDonald's sarà presente all'Expo con il suo padiglione, dove le filiere italiane saranno protagoniste col Fattore Futuro

Rocco Iannalfo

Web Marketing & Social Media Manager, Blogger

McDonald's e la sostenibile leggerezza dell'essere all'EXPO

Molti brand stanno lavorando su come prendere parte al grande circo mediatico dell’Expo 2015 di Milano: la scorsa settimana parlavamo dell’iniziativa di Ebay per promuovere il food Made in Italy sulla propria piattaforma, oggi ci soffermiamo sulla partnership di McDonald’s con la manifestazione.

Il colosso del fast food è diventato infatti sponsor ufficiale di Expo e sarà presente con un proprio padiglione dedicato alle filiere agricole italiane sue partner.

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McDonald’s e il Fattore Futuro

D’accordo con il Ministero delle Politiche Agricole 20 imprenditori agricoli italiani under 40 avranno l’opportunità di diventare fornitori per tre anni dei ristoranti McDonald’s grazie all’iniziativa Fattore Futuro.

I nuovi fornitori della catena food saranno scelti in base ai progetti di innovazione e sostenibilità che adottano per le proprie aziende.

Questo progetto va ad inserirsi nella scelta strategica del brand che può vantare nei ristoranti italiani una quota dell’80% di prodotti di Made in Italy.

Haters & Choose Lovin’

McDonald's e la sostenibile leggerezza dell'essere all'EXPO

Ma se con l’ultimo pay-off McDonald’s si proponeva di unire i nemici, come sempre la catena ha problemi nella relazione con le colonie di Haters sparse per il globo.

Ovviamente la scelta di partecipare all’Expo è stata subito bollata come un tentativo di green washing ma Roberto Masi, Ad di McDonald’s Italia, sostiene che con i suoi 36.000 ristoranti in 120 Paesi nel mondo, McDonald’s serve ogni giorno 70 milioni di persone: non sono molte le realtà che con gli stessi numeri possono dire di affrontare sul campo e in modo concreto, ogni giorno da decenni, le tematiche che saranno al centro del dibattito durante i sei mesi di Expo: il cibo e la sua filiera produttiva, nonché le modalità di distribuzione e fruizione.

Fatto sta che la coppia McDonald’s e Coca Cola, che ritroviamo nei menu dei ristoranti della catena americana, si ripropone sempre nella sponsorizzazione dei più grandi eventi dedicati a cibo, salute e sport: oltre ad avere entrambi un padiglione nell’evento milanese, i due si ritrovano come main sponsor anche altrove, come alle olimpiadi.

Se già una fetta di consumatori worldwide non vede di buon occhio le multinazionali perchè le reputa poco sostenibili, le antipatie crescono ogni volta che certi marchi si eleggono a promotori di uno stile di vita sano e corretto…

Sostenibilità e ascolto

Forse per riuscire a riconciliarsi con i suoi detrattori Mcdonald’s potrebbe iniziare ad ascoltare di più le critiche e i suggerimenti che giungono da ogni dove.

Ad esempio potrebbe prendere in considerazione l’idea lanciata sull’Huffington Post di creare un hamburger vegetariano: avrebbe un minore impatto ambientale, verrebbe incontro alle esigenze alimentari sia di una nicchia di mercato che oggi è tagliata fuori dai menu del fast food e sia di chi cerca un’alternativa più sana al tradizionale burger.

Forse la ricetta della sostenibilità potrebbe essere più semplice di quel che sembra: una strategia di comunicazione bidirezionale, non a senso unico, potrebbe sortire più effetti positivi di sponsorizzazioni importanti ed ingombranti.

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