SpecialProposal di CoorDown: la conquista dell'indipendenza

CoorDown e Saatchi&Saatchi per la campagna 2015 scelgono una proposta tanto speciale quanto normale"

“Sei la mia vita”
Dice Salvatore alla sua Caterina, la coppia scelta da CoorDown per raccontarci quanto quello che per noi é quasi normalità, per chi ha la Sindrome di Down significa ancora di più libertà: l’indipendenza.

Una vera e propria conquista dopo tanta fatica; un percorso durato mesi che ha portato la giovane coppia romana a esser idonea ad andar a vivere in una casa tutta loro e iniziare, in un certo senso, una nuova vita insieme.

Grazie ad una soggettiva camminiamo con il protagonista del video fino a raggiungere un gruppo di ragazzi vestiti di nero che sembra aspettarci, con loro entriamo in un McDonald’s. Di lui sappiamo solo che si chiama Salvatore, che ha 38 anni e che stiamo andando a far una sorpresa alla sua ragazza.

La prospettiva si allarga e i ragazzi in nero cominciano a intonare “Come away with me” (“vieni via con me”) di Nora Jones in una di quelle versioni a cappella dal carattere inconfondibile; riconosciamo infatti i Neri per Caso che, a vent’anni dall’esordio di San Remo, tornano a parlarci d’amore.

Cantanvano: “Le ragazze che sfidano le opinioni della gente, hanno gli occhi limpidi di chi dice la veritá” e nonostante gli anni passati da quel giorno, quelle stesse parole non possono che tornarci in mente guardando gli occhi scintillanti di Caterina di fronte a quella sorpresa.

Finalmente ecco comparire Salvatore, elegantissimo ed emozionatissimo, le si avvicina, si inginocchia e le porge una scatoletta con la chiave della loro nuova casa: “vuoi venire con me, amore?”. Le stesse parole della cantante statunitense fatte sue ci raccontano una storia vera e le danno vita. Al di lá di un anello, di una proposta di matrimonio, la possibilità di andar a convivere é il vero sogno dei due innamorati: significa libertà.

Per il quarto anno consecutivo CoorDown e Saatchi&Saatchi lavorano insieme per lanciare un nuovo messaggio di comunicazione a livello internazionale in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, il 21 marzo.

Proprio come Caterina e Salvatore, moltissime coppie sognano di poter un giorno iniziare una vita insieme, in tutti i sensi, sotto lo stesso tetto: preparando la colazione al mattino fino all’accoccolarsi sul divano prima di andar a letto, mano nella mano.

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L’anno scorso ci eravamo commossi davanti a “Dear Future Mom” e i messaggi che ragazzi down hanno voluto mandare a una futura mamma, spaventata alla scoperta che il bimbo che portava in grembo sarebbe nato con questa sindrome. Lingue diverse per dire la stessa cosa con un unico linguaggio universale che ha raggiunto 6.5 milioni di visualizzazioni.

Due anni fa era stata la volta della campagna “Dammi più voce”, dove personaggi dello sport e dello spettacolo italiani e internazionali hanno partecipato con un messaggio che invitava a sostenere CoorDown con una donazione. La campagna ha raggiunto 30 milioni di persone e incrementato le donazioni del 700%.

Quest’anno si parla di indipendenza, di quanto questa sia un traguardo possibile. É un percorso lungo, impegnativo e ricco di prove ma se affrontato con caparbietá e se lo si desidera davvero, può diventare qualcosa di possibile anche per chi ha la Sindrome di Down.

Salvatore e Caterina hanno intrapreso questo percorso, facendo ogni giorno un piccolo passo avanti, fino a veder realizzare il sogno di vivere insieme e crescere quotidianamente diventando finalmente indipendenti e liberi di vivere da soli.

La realizzazione, proprio per la genuinitá dei suoi protagonisti, ne ha reso impossibile la programmazione e pianificazione nei dettagli.

Avessimo chiamato Salvatore, anche solo la sera prima, anticipandogli cosa stava per succedere, avrebbe fatto saltare la sorpresa. Non sarebbe mai stato capace di custodire il segreto e questo ha fatto sì che l’intera operazione potesse saltare il giorno stesso se lui si fosse tirato indietro, ci racconta Alessandro Orlandi, uno dei tre Creative Directors di Saatchi&Saatchi che hanno curato il progetto.

La regia dell’intera operazione é stata affidata a Filmmaster che, attraverso dieci telecamere sapientemente nascoste, ha catturato gli attimi della sorpresa in un contesto dove il “buona la prima” era un requisito fondamentale, per poi riportarcela attraverso un abile montaggio. Bella anche la scelta della GoPro nascosta sotto la camicia di Salvatore, che ci ha raccontato quasi attraverso i suoi occhi, quel momento così speciale.

Una boccata di fresca spontaneità in un mondo che ci ha abituati che nulla di ciò che vediamo é frutto di libera espressione: dagli spot ai reality show tutto é sapientemente studiato e manovrato a favore del risultato che si vuol mostrare al pubblico. Qui, invece, nonostante ovviamente una regia studiata nei dettagli, è stata fatta la scelta non semplice di lasciar la libertà ai suoi protagonisti nei gesti e di vivere la sorpresa nella bellezza della sua genuinità.

Dopo il grande successo di Dear Future Mom nel 2014 era una sfida certamente ardua quella di riuscire a rinnovare in maniera efficace i contenuti e le forme della nostra comunicazione, senza cadere in alcuni automatismi. Con The Special Proposal vogliamo contribuire ancora una volta a diffondere in tutto il mondo un’autentica cultura della diversità e una maggiore consapevolezza sulle reali potenzialità delle persone con sindrome di Down.

Il diritto ad una vita indipendente e all’autonomia abitativa sono i temi centrali del World Down Syndrome Day 2015 e rappresentano obiettivi realistici, anche se difficili. Per arrivare a questo traguardo, sia individuale che di coppia, serve un percorso graduale e virtuoso: l’integrazione nel sistema scolastico, la possibilità di svolgere un lavoro, la piena uguaglianza nell’esercizio dei propri diritti e la creazione di una rete di relazioni sociali soddisfacenti. Solo una vera autonomia oggi può garantire un futuro sereno alle persone con sindrome di Down, racconta Federico De Cesare Viola, responsabile comunicazione CoorDown.

Ogni anno impariamo a conoscere sempre meglio che cosa significhi avere la Sindrome di Down grazie alle campagne di CoorDown, ci appassioniamo alle storie di questi ragazzi tanto che ci sembra quasi di conoscerli; siamo curiosi di scoprire che cosa si inventeranno la prossima volta a questo punto.

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