Musement, da startup a scale up dopo il round da 5 milioni di euro [INTERVISTA]

Una piattaforma di aggregazione per esperienze legate ad arte e cultura e un servizio di ticketing alla base del successo della startup italiana che punta all'internazionale

E’ la prima volta che vi raccontiamo la storia di Musement, startup fondata nel 2013 da un gruppo di amici milanesi (da sinistra: Fabio Zecchini CTO,  Alessandro Petazzi CEO,  Claudio Bellinzona  VP Content & Operations, Fabio Zecchini CTO, Paolo Giulini  VP Offer Development). Abbiamo intervistato Alessandro Petazzi cofondatore e CEO, per raccontarvi la storia di come è nata e come è arrivata ad ottenere un finanziamento da 5 milioni di euro.

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Ogni startup che si rispetti risolve un bisogno, in una buona percentuale dei casi, un bisogno sentito direttamente dai co-founders, qual è stato il vostro punto di partenza ?

Il nostro punto di partenza è stato l’aver evidenziato la totale assenza di una piattaforma di aggregazione per esperienze legate ad arte e cultura, come invece era possibile trovare per voli o hotel con Booking ed eDreams. Abbiamo poi riscontrato un senso di frustrazione degli acquirenti di biglietteria museale online, che non avendo un’unica piattaforma dove acquistare i propri ingressi dovevano da un lato conoscere da prima le strutture da visitare per poi saltare da un sito all’altro per acquistare le diverse esperienze, dove possibile.

Come è iniziata la vostra avventura ?

Siamo ufficialmente partiti lavorando nel tempo libero ad un prototipo perché volevamo presentarci agli investitori con qualcosa di più che delle slides in PowerPoint. Dati alla mano e primi accordi commerciali sottoscritti abbiamo presentato a New York nel maggio del 2013 le prime metriche a TechCrunch. Qualche mese dopo, in settembre abbiamo chiuso il primo round di finanziamento da 700.00€, abbiamo lasciato i nostri lavori principali dedicandoci full time a Musement, allargando l’organico che oltre a noi quattro fondatori contava altre 6 persone.

Siete quindi riusciti a convincere 360 capital partners a finanziarvi nuovamente, supportato da nuovi investitori. Come avete fatto ?

Semplice: abbiamo rispettato le promesse fatte, raggiunto e superato le milestones prefissate. Con questo investimento siamo passati dalla fase di startup a scale up, ed ora abbiamo come obiettivo triplicare il fatturato 2014. La cordata di nuovi investitori (P101, Micheli Associati, IAG) che hanno creduto nel progetto ci hanno dato anche maggior credibilità con i “vecchi investitori” di 360 capital partners che hanno potuto riconfermare la loro idea iniziale quando ci hanno dato fiducia nel 2013.

Lato business, essendo un aggregatore, il vostro modello di revenues di Musement si basa sulle percentuali di fatturato dei vostri partner, corretto ?


Esattamente, essendo un aggregatore noi proponiamo sia prodotti Musement che prodotti di altre piattaforme di ticketing che ci riconoscono una percentuale sul venduto. Noi stessi a nostra volta abbiamo un programma di affiliazione con aziende del settore turistico principalmente a cui garantiamo una percentuale per i biglietti venduti attraverso la nostra piattaforma. Per EXPO ad esempio abbiamo sia i biglietti in vendita per la manifestazione che dei pacchetti turistici per più musei e visite, abbiamo appena chiuso un accordo con le isole Borromee, proporremo visite in tutto il nord Italia per i visitatori dell’esposizione universale. La maggior parte dei nostri clienti sono stranieri, e siamo attivi in 30 paesi.
Tra sei mesi verranno implementate nuove funzionalità che renderanno molto diversa la nostra app mobile.

L’internazionalità è uno dei vostri tratti distintivi anche se poi tutto viene coordinato da Milano

Fin dall’inizio ci siamo posti come obiettivi l’essere più internazionali possibili, sia come offerta che come clienti, EXPO è stato un caso ed un’occasione di grande visibilità per la nostra città, ma ci riteniamo in ogni caso una startup internazionale. In quest’ottica abbiamo scelto i nostri collaboratori, sia per offrire un servizio “madrelingua” ai nostri partner in giro nel mondo, sia nella ricerca di alcune professionalità come la nostra responsabile SEM che viene da Londra. L’attuale team formato da 30 persone ha infatti provenienza da 7 nazioni diverse.

Deduco quindi che il team si sia già allargato, siete ancora alla ricerca di figure in seguito all’investimento ?

Sicuramente abbiamo chiuso la maggior parte delle ricerche che avevamo in corso, anche se non ti nego che soprattutto nel dipartimento social media siamo alla ricerca di professionisti. Lato sviluppo e developer non abbiamo invece richieste specifiche. Sono però aperte le candidature come guide turistiche in quanto stiamo implementando il servizio verticalizzando l’esperienza attraverso l’ausilio di guide accreditate, perché abbiamo capito che chi organizza questo tipo di servizi lo fa a livello locale, mentre noi abbiamo visibilità internazionale e siamo in grado di capire al meglio le esigenze dei nostri utenti. L’obiettivo è quello di avere sempre più esperienze Musement da poter replicare a Roma come a Parigi o in qualsiasi altra città.