Zomato in Italia, la startup indiana arriva a Milano e Roma [INTERVISTA]

Una grande repository di informazioni sui ristoranti italiani, per permettere l'interazione tra ristoratori e clienti

Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Avevamo già parlato dello shopping sulle startup food italiane e ora, grazie alla recente acquisizione di Cibando, all’interno del portale Zomato in Italia sono già presenti più di 18.000 locali: ogni singola pagina permette di visualizzare il menu digitalizzato con i prezzi e le immagini dei locali e delle pietanze.

Sul mercato da pochissimi anni,  Zomato è diventata un vero fenomeno planetario, acquisendo aziende in tutto il mondo e annunciando l’ingresso nel mercato nordamericano con l’acquisizione dell’americana Urbanspoon. Cosa c’è dietro questo successo mondiale? Anche tanto social.

Guk Kim, fondatore di Cibando e attuale Country Manager di Zomato Italia, ha risposto alle mie domande sul portale che nei prossimi due anni investirà sei milioni di dollari per far crescere il proprio business: il team è formato da 25 persone ma si prevede di triplicare lo staff nei prossimi mesi.

Con Cibando Zomato è entrato nel mercato italiano del food proprio nell’anno dell’EXPO. Coincidenza?

Direi che si tratta di una coincidenza, sì: l’Expo non è il motivo principale per cui Zomato ha scelto di entrare nel mercato italiano quest’anno. L’acquisizione di Cibando, infatti, si inserisce in un percorso che ha visto l’espansione di Zomato a livello mondiale: negli ultimi mesi la multinazionale ha acquisito altre sei aziende leader in questo settore.

Zomato in Italia è solo a Milano e Roma. Sono i mercati più ricettivi o avete previsto una espansione progressiva nei prossimi anni?

Abbiamo previsto un’espansione progressiva, apriremo anche altri uffici, fino ad arrivare alla copertura di altre sei città italiane importanti, tra cui Firenze. Milano e Roma, in particolare, sono stati individuati come i primi due mercati principali da cui partire e rappresentavano anche i due mercati principali su cui si focalizzava Cibando.

Avete creato la più grande repository di informazioni sui ristoranti italiani, che permette ai ristoratori di interagire con i potenziali clienti fornendo una piattaforma pubblicitaria mirata. Il cibo è proprio l’ultimo dei servizi offerti​?

Il cibo è il filo conduttore e il focus su cui si puntano i riflettori, ma noi vogliamo costruire attorno al mondo della ristorazione un ambiente e una serie di opportunità per permettere agli utenti di trovare il loro ristorante ideale e al ristoratore di aumentare la propria visibilità, interagendo con gli utenti in un modo nuovo ed efficace.

Oltre ad essere un servizio di ricerca ristoranti, Zomato crea un network personalizzato fra gli utenti (i foodie). Questo è il suo valore aggiunto più importante?

Questo è uno dei valori aggiunti fondamentali unito alla digitalizzazione dei menù, che rappresenta un elemento nuovo rispetto ad altre realtà. Uno degli aspetti principali, però, è il fatto che ogni ristorante presente sulla piattaforma è stato visitato e “mappato” dai membri del nostro team. Si tratta di un’operazione a cui noi diamo molta importanza, perché grazie a questa azione offriamo agli utenti delle informazioni assolutamente complete e sempre aggiornate: i menù, infatti, verranno aggiornati ogni tre mesi.

Le vetrine tematiche offrono un nuovo modo di scegliere dove mangiare. Ma se arrivo al ristorante e non trovo ciò che mi aspettavo?

Se l’utente non trova ciò che si aspettava può segnalarlo e interagire con il nostro team. La condivisione è alla base di ogni opportunità e di ogni crescita, ogni realtà imprenditoriale deve saper prima di tutto ascoltare i suoi utenti, perché questa è la chiave per riuscire a creare ogni giorno qualcosa di veramente utile.