L'Expo 2015 vive (anche) sui social network

 

Ormai lo sanno anche i muri: il 2015 è l’anno di Expo.

Una vetrina internazionale importantissima per Milano e l’Italia tutta che si dice dovrebbe portare all’ombra della Madunina qualcosa come 20 milioni di visitatori, creando un indotto che dovrebbe aggirarsi sui 9,5 miliardi di euro (ma le cifre, come al solito, cambiano drasticamente a seconda di chi si occupa di statistiche e qualcuno teme anche si possa trattare di un gigantesco flop).

Il cibo sarà il grande protagonista di questa edizione, che ha come sottotitolo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, focalizzando l’attenzione soprattuto su temi quali educazione, qualità e quantità e spreco di prodotti alimentari.

Il buon mangiare è di certo uno dei fiori all’occhiello del Bel Paese che si è quindi scelto un argomento in cui eccelle e che speriamo possa permettere la buona riuscita delle manifestazione.

La grande esposizione è dunque in arrivo: chissà quale frenetica attività web si svilupperà nei prossimi mesi sui principali social network a colpi di hashtag e chioccioline!

È di qualche giorno fa la notizia che Blogmeter analizzerà i dati legati ai profili social ufficiali di Expo 2015, che sono tutti i principali che possono venirvi in mente: Facebook, Twitter, Youtube, Linkedin, Pinterest e Instagram.

Come sempre, il social più usato al mondo la fa da padrone con un totale di 1.012.306 like748.000 dei quali arrivati tra fine ottobre e metà gennaio; Twitter totalizza 376.319 follower, 100.000 dei quali confluiti nel gruppo nello stesso periodo.

Il 27 febbraio scorso, Blogmeter ha presentato le prime analisi, relative ai mesi compresi tra novembre 2014 e febbraio 2015, e ha individuato alcuni dei momenti di punta per questi due social.

Su Facebook stanno generando più interesse i post che elencano alcune attività collaterali all’Expo, come i concerti ad esempio, e i post pensati per far conoscere al pubblico straniero le bellezze del nostro Paese (come quello del 12 gennaio, “Discover Italy”).

La pagina è gestita molto bene, con caricamento di contenuti che spaziano da notizia di attualità legate al cibo, interviste agli ambasciatori dell’evento e a chi vi lavora, reportage sulle tappe di avvicinamento al 1° maggio, info utili e approfondimenti sulle mascotte di Expo (Foody & Co).

Se Chef Cracco o Javier Zanetti ci mettono la faccia, i tweet volano.

Ovviamente le interazioni non sono solo positive e la schiera di chi critica l’iniziativa è ben popolata (del resto i grandi eventi, profondamente connessi con le istituzioni, sono spesso visti come uno spreco inutile di soldi).

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Chi gestisce queste pagine ha deciso, saggiamente, di permettere agli utenti di scrivere i propri pareri negativi, ma di non dar seguito alle critiche ricevute, lasciando la discussione in mano agli utenti ed evitando di dar vita a quelle interminabili discussioni che ci capita spesso di leggere.

Se da un lato la scelta può essere condivisibile – spesso chi critica è solo in cerca di visibilità e se si rispondesse a ogni provocazione, non basterebbero 100 community manager al servizio 24 ore su 24 – dall’altra ci sono occasioni in cui si potrebbe essere più coraggiosi e provare a dare soddisfazione a chi solleva dubbi e questioni.

Gli argomenti che suscitano più polemiche tra gli utenti sono quelli legate all’impatto invasivo che le nuove costruzioni pro Expo stanno procurando a Rho Fiera – che ospiterà il grosso della manifestazione – e la presenza di grandi marchi come McDonald e Coca Cola come ospiti di un evento che dovrebbe avere al centro la terra e i contadini.

Avrete poi di certo letto tutti del caso scoppiato intorno alla richiesta “assurda” di Rezina Ahmed, console generale del Bangladesh e vicecommissario per Expo del suo Paese, di avere delle cuffie per la traduzione dall’Italiano e del materiale scritto almeno in inglese durante il meeting Cooperazione internazionale ed Expo 2015.

Richieste rimaste, ahinoi, senza risposta.

Tutti i media si sono sbizzarriti e ne hanno parlato diffusamente, mentre sui i social ufficiali invece non ve n’è traccia.

Ci voleva tanto ad ammettere di aver fatto un errore e comunicarlo a tutti – expottimisti e expolemici – all’ascolto?

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