Risparmiare energia, la sfida di SunCity per le PMI [INTERVISTA]

Le energie rinnovabili convengono indipendentemente dal risparmio se si tratta di preservare il nostro pianeta. Ora sono convenienti anche dal punto di vista economico

Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

 

Una delle grandi sfide dell’Europa per il presente e per il prossimo futuro è legata al costo sempre più alto dell’energia, dato che questo incide sui costi di attività delle piccole e medie imprese, ma anche sulle decisioni strategiche dei grandi attori industriali, riversandosi conseguentemente anche sul mercato del lavoro.

Una risposta a questo problema è data dai sistemi efficienti di utenza o SEU, particolari regimi di autoconsumo di energia elettrica, il cui principale vantaggio è l’esenzione dal pagamento di oneri generali di sistema e di tariffe di distribuzione e trasmissione. Si tratta di impianti di produzione di energia elettrica da cogenerazione o da fonti rinnovabili con utenze dedicate in autoconsumo, che trasformano la generazione centralizzata in generazione distribuita.

Dopo aver vinto il bando “StartUp-StartHope”, ho fatto qualche domanda a Pietro Pitingolo di SunCity, per conoscere come operano le imprese innovative del settore energetico e quali vantaggi reali ci sono per gli utenti.

Perché risparmiare è possibile, certo, ma quando si parla di efficienza energetica non si tratta solo di denaro. L’intima connessione che raggiunge tutti noi attraverso i social network ci permette un rapporto alla pari, anche con le aziende, che pur sempre di persone sono fatte. Per me è stato assolutamente normale, più semplice forse, documentarmi su temi complessi seguendo SunCity sugli account di Twitter e Facebook . Risparmiare energia passa anche per un uso coerente e corretto della tecnologia.

SunCity è una startup innovativa italiana operante nel settore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. In che modo è possibile conciliare i due aspetti, senza l’ausilio delle agevolazioni statali?

Partiamo subito da una buona notizia: le energie rinnovabili convengono anche a prescindere dagli incentivi e/o agevolazioni Statali.

Prendendo ad esempio il fotovoltaico si può dire che i trend del costo dell’energia elettrica previsti in aumento, i nuovi modelli di business che rendono possibile nuove forme di investimento (i sistemi efficienti di utenza) ed un opportuno dimensionato sui consumi energetici del cliente lo rendono oggi ancora conveniente!

Con i nuovi scenari si è passati dalla logica “finanziaria” delle tariffe che incentivavano la produzione (Conto Energia) alla logica ”energetica” dello scambio sul posto. Il focus è quindi passato dal “metro quadro utilizzato” al “kilowattora risparmiato”, un corretto dimensionamento degli impianti sulle effettive esigenze del cliente passa ora necessariamente attraverso un’analisi energetica delle sue necessità.

Parlando di smart cities, difficilmente il focus riguarda la produzione sostenibile di energia. La causa di questa assenza si deve ai pregiudizi sulle fonti rinnovabili come il fotovoltaico?

Molti degli operatori del settore energie rinnovabili non sono riusciti ad aggiornare i propri modelli di business ai cambiamenti tecnologici e normativi del settore , molte volte anche per questo l’immagine delle energie rinnovabili dell’opinione pubblica è ferma a qualche anno fa.

A quasi due anni dalla fine del conto energia ricevo ancora telefonate di persone che hanno qualche ettaro di terreno su cui vorrebbero mettere dei pannelli solari.

Il futuro delle energie rinnovabili va nella direzione della produzione distribuita: produrre l’energia dove serve (ovvero dove ho un consumo energetico) utilizzando delle fonti energetiche rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, microcogenerazione).

Per molti anni il concetto di energia è stato verticistico e verticale: pochi produttori di energia, chi la trasporta sulle dorsali elettriche, alcuni distributori che portano l’energia localmente ed infine i fornitori che stipulano contratti con i clienti e producono le bollette.

Adesso stiamo entrando in un’era più democratica in cui ciascun consumatore è in grado di produrre da solo una quota dell’energia elettrica necessaria al suo fabbisogno, rimanendo comunque connesso alla rete elettrica nazionale da cui preleva l’energia necessaria quando gli impianti rinnovabili non producono o non sono sufficienti.

In questo futuro, che è già presente da un punto di vista di fattibilità tecnica e normativa, vedo una forte integrazione delle energie rinnovabili, compreso il fotovoltaico, nello sviluppo delle smart-cities.

Concretamente, quale può essere il risparmio energetico per una pmi rivolgendosi ad un’ESCo e qual è la ricaduta anche sociale di questa scelta?

Il modello ESCo aiuta sostanzialmente a superare 2 grossi problemi, soprattutto con gli interventi proposti alle PMI: la mancanza del capitale necessario ad effettuare l’investimento in efficienza e la fiducia nell’efficacia dello stesso intervento.

Grazie al modello ESCo i clienti trovano il modo di finanziare l’intervento grazie al capitale di un soggetto terzo, capitale che viene poi ripagato con l’effettivo risparmio conseguito. Questo modello consente inoltre di applicare un’ottica Win-Win al progetto: più l’intervento è efficace, più il cliente risparmia, più la ESCo ci guadagna.

Si tratta quindi di un meccanismo virtuoso di fare efficienza energetica. La sfida di SunCity nell’approcciare questo modello è stata quella di renderlo fruibile alle PMI ed ai soggetti di piccole dimensioni, solitamente al di fuori dei target dei soggetti che si occupano di efficienza energetica. L’innovatività del nostro modello consiste nell’aver creato una serie di procedure standardizzate di analisi e aver predisposto uno scaffale virtuale in cui trovano spazio interventi di efficienza diversi che vengono attivati in funzione delle esigenze del singolo Cliente. Grazie a questo modello, che abbiamo chiamato Valore Efficienza, possiamo concepire gli interventi come pacchetti preconfezionati grazie ai quali i clienti possono risparmiare in media il 20% sulle loro attuali bollette.

“StartUp-StartHope” è il bando che SunCity si è aggiudicata, dedicato alla nascita e alla crescita di imprese innovative. Che significa fare startup oggi e qual è il vostro prossimo obiettivo?

Il contesto delle energie rinnovabili è stato caratterizzato da profondi cambiamenti che hanno richiesto alle aziende di dimostrare un fortissimo spirito di adattamento e spiccata capacità di reazione alle variazioni esterne.

In questo contesto le startup risultano per certi versi avvantaggiate dalla loro struttura Lean e dalla “mentalità” delle persone coinvolte nel processo aziendale. In queste condizioni, anche ai fini del successo nell’iniziativa StartUp StartHope, abbiamo avuto modo di constatare come una buona idea, la traction del progetto, le prospettive di un settore ed un business plan robusto non sarebbero state sufficienti.

 

Nel nostro caso elemento propellente e di differenziazione dai competitors è stato il valore aggiunto del nostro team. L’esperienza, la credibilità e le competenze delle singole persone di SunCity si sono rivelate il vero elemento vincente. La sfida per il nostro futuro è quella di giocare un ruolo primario nella rivoluzione democratica che le energie rinnovabili e l’efficienza energetica stanno vivendo. Il prossimo obiettivo è creare valore aziendale sfruttando l’iniezione di capitale derivante dal bando aggiudicato, irrobustire il modello di business e strutturare l’azienda per raggiungere gli obiettivi commerciali e di redditività che ci siamo prefissati per diventare player di riferimento per il mercato italiano dei SEU e delle ESCO.

Considerando la lunga esperienza nel settore, e ora come manager di SunCity, quali sono le previsioni per il futuro dell’energetico in Italia, anche con riferimento alle continue novità normative?

Il futuro di questo settore nei prossimi anni vedrà una continua diffusione del fotovoltaico domestico e lo sviluppo del fotovoltaico per lo Small Business (Aziende e piccoli artigiani) con delle modalità nuove.
Per il fotovoltaico domestico è possibile prevedere una sua crescente integrazione con altri interventi come l’installazione di solare termico (produzione di acqua calda per usi sanitari o riscaldamento), l’utilizzo di pompe di calore (riscaldamento e raffrescamento), l’affiancamento con caldaie ad alta efficienza e sistemi di monitoraggio energetico in modo da ridurre sensibilmente i consumi energetici delle nostre abitazioni apportando benefici al portafogli e all’ambiente.

Una casa energicamente più efficace è di fatto una casa che aumenta il suo valore, ed in un paese come l’Italia in cui la casa è stata ed è il maggiore investimento delle famiglie italiane, vedo in questi interventi un modo per far aumentare o recuperare il valore economico perso in questi anni di crisi immobiliare.
Per il fotovoltaico Small business la direzione del settore è quella della produzione distribuita e dell’integrazione tecnologica. Le aziende hanno bisogno di risparmiare e le bollette energetiche stanno acquisendo un peso sempre maggiore nei loro bilanci. Grazie ad investimenti di soggetti esterni che installeranno le loro tecnologie, efficienza energetica in modalità ESCO e fotovoltaico in modalità SEU, le aziende potranno beneficiare di questi interventi di efficientamento senza impegnare capitali ma retrocedendo una quota del risparmio conseguito (ESCO model) o pagando per l’energia elettrica prodotta in loco (SEU model).