Quotazione Banzai: una scommessa per il mercato italiano

Debutto sottotono per il gruppo valutato 274 milioni di euro

Dopo un 2014 costellato dalle IPO digitali come Zalando, Rocket Internet e la super chiacchierata Alibaba, finalmente per iniziare il 2015 al meglio, sostituiamo l’acronimo IPO con l’italiano “offerta pubblica ufficiale”. La quotazione Banzai infatti, oltre ad essere la prima in Borsa a Milano del 2015, è di una società digitale 100% italiana.

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Una quotazione attesa da tempo, che segue il ritiro da parte del main competitor Italiaonline (proprietario di Virgilio e Libero tra gli altri) della propria IPO datato ottobre 2014.

Un prezzo di offerta di 6,75€ ribassato in seguito ad un collocamento non performante, che ha portato alla contrattazione delle sole azioni previste per l’aumento di capitale. Primo giorno di quotazione oscillante ed un inizio sottotono per il nuovo socio del gruppo:  il mercato.

Ma chi è Banzai ?

Banzai governa volumi di traffico online notevoli per il nostro paese, 17 milioni di utenti unici al mese, eppure questo nome potrebbe non dirvi nulla. Banzai infatti è il nome della società che si presenta al pubblico con altri brand come ePRICE, Saldi Privati, Studenti, Pianeta Donna, Il Post e Giallo Zafferano tra i più noti.

Due chiari e distinti core business: media ed e-commerce, che rappresentano rispettivamente due differenti canali, il pubblicitario con oltre 450 investitori ed il distributivo con migliaia di produttori ed una logistica ad hoc grazie ai cosiddetti pick and pay.

Saranno infatti investite nell’e-commerce buona parte delle risorse derivanti dalla quotazione, circa il 40% tra il miglioramento del servizio ai clienti attraverso l’aumento dei Pick&Pay e l’espansione del centro logistico.

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I punti di forza e di debolezza della quotazione Banzai

Tra i punti di forza che hanno portato il gruppo fino alla quotazione, c’è sicuramente il ruolo dei fondatori, teste di serie responsabili della digitalizzazione italiana, attraverso le aziende che hanno fondato. Si parla infatti in primis di Paolo Ainio amministratore delegato e precedentemente fondatore di Virgilio, di Edoardo Giorgetti che ha fatto nascere Fineco, oltre a Andrea Santagata di Liquida e Splinder (la prima piattaforma di blog italiana).

Nel prospetto informativo viene infatti segnalato come “i risultati e il successo del gruppo dipendono in misura significativa dall’abilità dei propri amministratori e degli altri componenti del management che hanno un ruolo determinante per lo sviluppo e vantano una significativa esperienza nel settore dell’e-commerce e della pubblicità online”.

Queste solide premesse non bastano però a supportare i risultati d’esercizio. Nonostante il trend positivo di crescita dei ricavi, la società non ha mai registrato utili dalla fondazione. In un periodo di ingenti investimenti non è stata data una precisa valutazione in merito al pareggio economico ed alla possibilità di generare e quindi distribuire dividendi.

Nei nove mesi chiusi al 30 settembre scorso Banzai ha realizzato per 120,27 milioni di ricavi con un risultato operativo negativo per 2,76 milioni, una perdita di 2,62 milioni e un indebitamento finanziario da 5,24 milioni.

… e poi c’è la community

Una quotazione che coinvolge tutti, non solo il management della società e gli addetti ai lavori, ma anche ogni singolo membro della community di Banzai attraverso i propri marchi.

Ad esempio Saldi privati ha coinvolto la community tramite post social e newsletter annunciando la quotazione con un’offerta dedicata. Un’iniziativa dal titolo “Siamo in Borsa, anche grazie a te!” per avvicinare anche chi non conosce direttamente il brand Banzai in un giorno così importante per una delle società digitali più interessanti del nostro paese.