GoPro e action camera cambiano il modo in cui guardiamo lo sport

Il boom di Gopro & co e gli effetti nel mondo dello sport

Sono passati più di dieci anni da quando Nick Woodman all’età di 26 anni prese la decisione di viaggiare in giro per il mondo seguendo la sua passione: il surf. Non avrebbe mai immaginato che la sua trovata di attaccare una camera da 35mm al palmo della mano avrebbe portato migliaia di persone negli anni successivi a guardare in rete un surfista che taglia un’onda insieme a un delfino.

O probabilmente era questo quello che in realtà desiderava: permettere alla gente di godere più da vicino, di assistere in prima fila seduti sulla sedia di casa, in tutto il mondo, alle acrobazie e alle imprese sportive di atleti che seguono le loro passioni.

Il segreto del successo di GoPro e del fenomeno delle microcamere è insito nel concept per cui sono nate: ci sono situazioni in cui non è possibile riuscire a immortalare con una camera “normale” le prodezze di cui è in grado un uomo. Siamo in un’era in cui il racconto non basta più, in cui è possibile mostrare a chiunque panorami accessibili a pochi, interamente in point of view, come le montagne del Perù o gli Iceberg del mare artico.

I primi ad essere attratti da questa possibilità, di indossare una camera e raccontare le propria gesta, sono gli atleti di sport estremi, che non vivono principalmente per una medaglia, ma per sfidare le leggi della natura. Che si tratti di montagne innevate da sciare o di onde da cavalcare, di 360 in moto da cross o atterraggi in parapendio, il mondo dello sport estremo sta vivendo una golden age soprattutto grazie alla possibilità di documentare e condividere in rete le gesta dei propri atleti.

Lo sa bene Red Bull che da sempre è main sponsor delle principali manifestazioni di sport estremi e che ha recentemente festeggiato il miliardo di visualizzazioni del suo canale, ricco di video girati con microcamere e GoPro.

Il fenomeno pian piano si sta espandendo anche verso il mondo degli sport più “tradizionali”, molto probabilmente aiutato dal boom di GoPro, che ha venduto lo scorso anno 4 milioni di camere (2.3 milioni nel 2012) con una media di circa 6.000 video condivisi ogni giorno.

L’idea di indossare una camera per dare una prospettiva diversa al modo usuale di osservare lo sport è un passo difficile, che stenta a esser compiuto per l’ingombro ancora importante delle GoPro per gli atleti, ma i primi esperimenti sono già iniziati.

A partire (ovviamente) dagli sport americani in cui lo show, l’intrattenimento è fondamentale quanto la gara stessa: Basket in primis, ma soprattutto Hockey sul ghiaccio. Nello scorso All Star Game infatti è stata inaugurata una partnership tra la NHL e Gopro in cui gli atleti come Zack Kassian hanno testato le Gopro montate sulle loro aste da gioco.

Sta quindi cambiando davvero il modo di raccontare lo sport? Se diamo un’occhiata al “vecchio mondo” più vicino a noi e a sport più praticati in Europa, ci sono già alcuni segnali forti che potrebbero essere un preludio al cambiamento. Per quanto sia paradossale, nel mondo del calcio, che è forse il più lontano tecnologicamente rispetto a sport come tennis, basket e volley ci sono stati dei rumors a riguardo.

In questo caso si tratta dei droni, che montano le microcamere e hanno la possibilità di osservare e registrare da nuove prospettive le gare sportive. Il presidente onorario del Bayern Monaco Franz Beckenbauer ha osato una predizione/provocazione affermando che i droni sostituiranno addirittura gli arbitri. Ne aveva parlato tempo addietro anche il presidente della Uefa Michel Platini assicurando passi da giganti per la tecnologia nel calcio in tempi brevi.

Una prima risposta dalle squadre è arrivata nelle sedute di allenamento: a Vinovo infatti sono volati i primi droni, quasi a spiare la tattica della Juventus; Orange invece ha realizzato un mini sito chiamato #Danslapeau (nella pelle) che mostra un mini allenamento dei giocatori del PSG, con la possibilità di scegliere la migliore visuale. Ci sono infatti microcamere indossate dai calciatori, un drone e camere posizionate in diverse parti del campo da calcio.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mondo del broadcasting, dell’intrattenimento e delle regole del mondo dello sport. La componente di wearability di queste camere si affinerà ancora nei prossimi anni e renderà possibile vivere match di calcio, finali di tennis e gare olimpioniche con il punto di vista della nostra superstar preferita. Arriveremo a poter scegliere se osservare dagli spalti o essere direttamente in campo.

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