Philips Hue: come ho (ri)scoperto il piacere di una bella luce [RECENSIONE]

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

La domotica non mi aveva mai interessato più di tanto.  Il poter controllare la mia abitazione secondo regole nuove mi sembrava un qualcosa di molto remoto rispetto alla mia quotidianità. Ecco, almeno fino ad oggi la domotica mi sembrava un qualcosa di molto distante da me. Poi, però, è capitato che grazie a un regalo di un amico scoprissi il Philips Hue.

Guardatevi intorno quando siete a casa vostra alla sera. Come cambia il vostro tinello quando la luce non è più quella del sole ma quella elettrica? Personalmente, la cosa mi è saltata all’occhio quando per sbaglio ho comperato una lampadina gialla al posto di una bianca:  una variazione apparentemente piccola che ha prodotto un effetto disastroso (quella luce gialla era veramente brutta).

Eppure, quando mi è stato donato il Philips Hue, il mio essere poco-appassionato-di-domotica ha preso il sopravvento, dato che la prima cosa che ho chiesto al mio interlocutore è stata: “Ok, ma quindi che fa di tanto speciale?”.

La risposta è più articolata di quanto si pensi.

Il Philips Hue, infatti, cambia l’illuminazione domestica: ne regolare l’intensità, modulandone e intrecciando i colori di ogni punto-luce  per ottenere un effetto diverso. Gestisce l’accensione, lo spegnimento e tutte le modifiche cromatiche da remoto, da desktop e da smartphone. Può creare effetti luminosi nuovi.
Ecco, è questo che fa il Philips Hue. Migliora la luce domestica e ne semplifica la gestione. Detta così, sembra una roba da poco. E invece, da poco non è.

Assemblaggio e attivazione

Il Philips Hue – Starter Kit è composto da 3 lampadine, un “bridge” e i relativi cavi per connetterlo al modem. Quando lo apro, provo subito a cercare le istruzioni per capire come funziona (essendo poco avvezzo, come detto prima, a tutto ciò che è domotica).
“Metti la lampadina, collega al modem wi-fi il bridge, scarica l’app e accedi”.

Semplice, immediato. Perfetto, mi dico, proviamo.

Monto una sola lampadina (perché in effetti si parte dalle basi, soprattutto se sei poco avvezzo in termini domotici come me) e collego il bridge al wi-fi. Poi, scarico l’app sul mio smartphone.

Inizialmente, la luce della lampadina è semplice, normale, niente di così speciale. Attivo l’app e seguo l’iter per settare il mio bridge. Mi registro, attivo il mio dashboard, sincronizzo bridge, connessione e account e accedo al mio pannello di controllo. Ora posso usare tutto il potenziale del mio Philips Hue.

Che, in effetti, è molto.

Una library molto ricca di “scene”, che fanno cambiare alla lampadina croma e intensità. Dal viola al giallo, all’azzurro fino al bianco: grazie al cursore del dashboard, posso regolarne il tono, così da ottenere sfumature non settate.

Mi decido, e monto anche le altre due in punti luce differenti. Riaccedo all’app, e continuo a giocare con scene e colori. L’effetto è veramente d’impatto, la casa sembra assumere contorni differenti. Tutto merito della luce.
Ecco, sì. La luce. Questo Philips Hue comincia a piacermi.

L’illuminazione come non l’avevo mai immaginata

Nei giorni seguenti, provo a capire cosa offra il sistema di gestione. Se la domotica mi permette di “relazionarmi” con la mia casa, allora proviamo a capire come. Accedo al sito Philips Hue e scopro che posso programmare l’accesione e lo spegnimento della luce, però andando oltre al semplice “gesto” dello spegnere: posso ad esempio programmare il Philips Hue per simulare l’alba e regalarmi così un risveglio più dolce di quello del “bip-bip” della sveglia. Il comando “Spegni tutto” mi permette di disattivare tutti i punti luce anche da lontano (e fare quelli che una volta si chiamavano “scherzi da prete”). Posso salvare le ambientazioni che creo io, aggiungendole alla mia library. Insomma, una serie di funzionalità niente male. Solo quella “Spegni tutto” mi si ritorce contro, visto gli sms minatori che ricevo da casa mentre continuo a dare l’imput di accendere e spegnere la luce mentre sono fuori casa: “Smettila di giocare con la luce o mi viene l’emicrania”: sì, forse quella funzione non è da abusare.

Feedback

In effetti, non pensavo di dirlo quando ho ricevuto questo regalo così particolare: il Philips Hue è sul serio un impianto che può incidere sul modo di vivere la propria abitazione e, se ben utilizzata, anche cambiare le abitudini. Forse il limite sta proprio nel modo di interfacciarsi alla domotica come concetto, un modo di “vivere” lo spazio domestico ancora troppo distante dalla quotidianità di molti. Se però la sintesi concreta è un oggetto come il Philips Hue, beh, sarà semplice abituarcisi.

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