YouTube: i video che vedremo nel 2015

YouTube racconta di noi e del nostro mondo molto più di quanto a volte si possa pensare

youtube francesco bonaurio

Questo articolo è stato scritto da Francesco BuonaurioAudience Growth & Digital Rights YouTube Certified.

Noi tutti siamo destinati a vedere in rete strane ed inaspettate manifestazioni di virtù e vizi di altre persone, al punto che andremo sempre più lontani dall’attuale concezione di sé e del proprio sé all’interno della società.

YouTube sta in qualche modo dando una spinta al processo di manifestazione del sé in rete, o almeno del suo dark side… Cosa che oltre ad essere entertaining (nella migliore delle ipotesi sia per lo spettatore sia per il produttore di video), con l’introduzione del programma di partnership è diventata anche convenient. O almeno questo è quanto ormai sperano la maggioranza di quelli che si cimentano a fare video mettendoli poi sulla piattaforma.

Non mi sorprenderei di vedere nel 2015 l’ascesa di trend che hanno caratterizzato lo scorso anno, che i meno al passo con i tempi definirebbero solo ed inevitabilmente “bizzarrie” dell’uomo moderno, e che i content creators vedranno come una nuova occasione, una possibilità.

Detto questo, cosa vedremo nel 2015?

 Intanto scopri come progettare contenuti video virali.

Toys collectors: anche i giocattoli diventano virtuali?

Tu operatore di marketing/creativo del mondo della comunicazione non affacciarti a YouTube se non hai mai sentito parlare di PewDiePie, il gamer che secondo Forbes avrebbe guadagnato 4 milioni di dollari lo scorso anno dalla sua attività su YouTube. Perché se non hai sentito parlare di lui, ci metto la mano sul fuoco, non hai mai sentito parlare di quante views al giorno producono canali di unboxing di giocattoli (sì, video in cui quel che vedi sono mani che aprono scatole).

Nel caso di DisneyCollectorBR le views prodotte giornalmente sono anche superiori a quelle di PewDiePie: parliamo di 14-15 Milioni di views giornaliere e di circa 450 Milioni di views mensili (secondo le statistiche raccolte dal sito SocialBlade).

Ora immagina il tuo brand esposto 14 milioni di volte al pubblico in un giorno. E mentre lo fai pensa a quanto possa essere utile contattarmi in privato 😉

Cosa succederà dunque al Gaming classico?

Io credo che sarà ancora protagonista. Tralasciando il bisogno umano di stimolare il proprio intelletto giocando (a qualsiasi cosa) e tutte le ragioni che hanno portato al successo i videogame (argomento affrontato da Vsauce nel video “Why do we play Games?“), il gaming su YouTube ha ed avrà sempre un particolare emotional involvement tutto suo, e ben strutturato, che prima è caratterizzato dal riconoscersi all’interno della narrazione del gioco stesso, e poi dal riconoscersi nel Credo (la parola usata in questo caso è creed, n.d.r.) che il videogiocatore-YouTuber comunica alla propria audience.

Senza andare nel particolare dei volumi d’affari prodotti dai videogame su Internet vorrei solo ricordare la recente acquisizione di Twitch da parte di Amazon: operazione da quasi 1 miliardo di dollari. 1000 milioni di verdoni. E se non sapete cosa sia Twitch, detto in una frase, è una piattaforma che permette a videogiocatori di far vedere in streaming live la propria partita giocata. Streaming di partite ai videogiochi, e Amazon ci butta su 1 miliardo di dollari! Presto in pratica non parleremo più di colpi di stato, ma di Rivincite dei Nerd.

ASMR e le whispers del web

I social in qualche modo riflettono la nostra realtà interiore in quanto uomini e donne, e dal successo di alcuni fenomeni del web ricaviamo interessanti informazioni su di noi. Una delle chiavi di successo del Beauty su YouTube è forse il fatto che chi è interessato a questo o quel prodotto di make up può facilmente rivolgersi alla ragazza della porta accanto che ha già provato il prodotto, e che può dare pareri molto più genuini. Ha senso se ci pensate, no?

Ma in questo modo non vi sto rivelando nulla di troppo nuovo, cosa che invece vorrei fare spendendo qualche parola sul fenomeno ASMR. Secondo Wikipedia il termine “Autonomous sensory meridian response” (ASMR), in italiano risposta autonoma del meridiano sensoriale, è un neologismo utilizzato per indicare una piacevole sensazione di formicolio al cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle di solito accompagnato da uno stato di completo rilassamento mentale di chi la sperimenta.

In altre parole, ci sono delle persone che davanti la telecamera simulano un ruolo (moglie, segretario/a, dottore, ecc.) ed inscenano una situazione in cui chi sta di fronte la telecamera finge di interagire con lo spettatore, e mentre lo fa produce dei suoni che sono definiti ed amplificati da diversi microfoni disposti nell’ambiente.

Provate a guartdare questo video, e fatelo headphones alla mano.

Cosa c’era prima di Spotify? YouTube ovviamente!

Per alcuni in realtà il passaggio a Spotify non è mai avvenuto, per altri invece non avverrà mai. Forse si tratta di una corsa col tempo a chi dei due si accaparra il pubblico disposto a rendere legale e legittimo il proprio fruire musica. Provate a chiedere a persone a caso che non usano Spotify dove trovano ed ascoltano la propria musica.

La musica su YouTube è solo una parte delle forme di intrattenimento della piattaforma, ma lontano da Frank Matano e Favijtv per i più YouTube è solo musica (e gattini eventualmente). È sempre stato così, la società ha sempre espresso questo bisogno, e YouTube lo ha soddisfatto nel tempo, prima che Spotify lanciasse il modello di business adatto al successo di tale servizio in quanto servizio a sé stante. Ed ora Google “rincorre”.

L’ultimo pargolo di Mr. Page e Mr. Brin è Music Key. Prendete Spotify, aggiungeteci che oltre ad ascoltare la musica l’intera fruizione del video musicale (dunque della canzone + il videoclip) venga alleggerita dall’assenza di fastidiosi preroll pubblicitari, ed ecco una grossolana descrizione di Music Key. È ancora in Beta, ma l’intento è quello di fare il botto ovviamente. Su come iscriversi trovate informazioni QUI.

Ricapitolando

Nel 2015 le persone saranno sempre più parte del villaggio globale di cui parlava McLuhan, e i bambini probabilmente non giocheranno col giocattolo se prima non lo avranno visto scartare da qualcuno su Internet, i ragazzini non giocheranno ai videogiochi con gli amici seduti di fianco a loro, ma con quelli seduti in altri continenti (e quando non lo faranno si divertiranno solo a guardarli), ascolteranno musica in streaming da ragazzi, e si rilasseranno dallo stress lavorativo con video ASMR in età adulta.

E non stiamo considerando le altre fasi della vita, che sicuramente presto o tardi troveranno il proprio contrappunto nel mondo virtuale. Tutto questo sembra strano, ma se ci guardiamo intorno… sta già accadendo.

Voi cosa ne pensate?