Bosch in Puglia allena gli studenti al lavoro

Corsi in aula ed esercitazioni pratiche per approdare al mondo del lavoro con competenze specifiche. Così Bosch importa il modello tedesco in Italia partendo da Bari

Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

L’alternanza scuola-lavoro è realtà in Puglia. “Prevederemo almeno 200 ore di lavoro per gli studenti degli istituti tecnici, formando anche i docenti per questo obiettivo”, ha detto il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini, durante la conferenza nello stabilimento di Modugno (Bari) di Bosch, intervenuta per presentare il programma di alternanza scuola-lavoro, punto cardine  del progetto Buona Scuola del Ministero.

La buona scuola e Bosch in Puglia

Tra le riforme del Governo, oltre alle variazioni al regime dei minimi, spazio anche alla scuola e alla riforma dell’istruzione. Mai in Italia il rapporto tra scuola e lavoro è stato tanto al centro delle attenzioni dei tecnici attraverso seminari, pubblicazioni e convegni.

Il Job Act prevede, nell’ambito di un apposito decreto legislativo recante un testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, il “rafforzamento degli strumenti per favorire l’alternanza tra scuola e lavoro”. Con il documento dedicato “La buona scuola“, ha stanziato tre miliardi di euro dalla Legge di stabilità nell’Istruzione, in un settore che il Governo considera fondamentale e che può rappresentare la soluzione di molti problemi italiani, a partire dal vuoto che si crea nel mercato quando, a richiesta di personale tecnico, non corrisponde una offerta adeguata di personale qualificato.

L’alternanza scuola-lavoro è virtuoso sistema di “allenamento” alle dinamiche professionali future, e permette di approdare al mondo del lavoro con una formazione di base elevata. Gli operai specializzati vengono formati già durante il ciclo scolastico, riducendo il gap tra la richiesta di lavoro specializzato, in netta crescita in tutti i settori, e l’offerta generica dei neodiplomati italiani.

Quasi totalmente assente in Italia, sfiorato in contesto universitario, introvabile nella scuola dell’obbligo. Eppure la cosa funziona: la pratica, affiancata alle ore di aula, permette una sinergia di conoscenze altrimenti impossibile da acquisire. Formare personale qualificato in loco con il preciso intento di combattere la disoccupazione direttamente dalla formazione: questo sta facendo la multinazionale tedesca con 20 studenti dell’ ITS per la Meccatronica “Cuccovillo” di Bari che svolgeranno almeno 500 ore di tirocinio in azienda, seguendo seminari e corsi tenuti dalle imprese, per formare i meccanici specializzati del futuro.

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Con il progetto “A scuola di tecnologia“, programmato e realizzato con gli assessorati al lavoro di alcune regioni italiane (tra cui la Puglia), verranno messi a disposizione degli istituiti professionali italiani le competenze e i tecnici delle officine Bosch.

Bosch in Puglia forma gli studenti per contrastare la disoccupazione

Tecnici esperti e professionisti del settore terranno lezioni in aule appositamente allestite negli stabilimenti di Modugno, che occupa circa 2200 unità lavorative e produce 2 milioni di pompe ad altra pressione common-rail all’anno, con la possibilità di testare in laboratorio quanto acquisito nelle lezioni teoriche, direttamente sui macchinari di produzione e sotto la supervisione degli esperti tecnici dell’azienda. Una formazione che si ispira al modello tedesco, dove l’alternanza scuola lavoro è consolidata e produce i risultati previsti.

 

 

Excellence Award 2014 per Bosch in Puglia

Lo stabilimento Bosch di Bari ha ricevuto  il riconoscimento ‘Excellence Award 2014′ assegnato dalla European foundation for quality management (Efqm), una bella pubblicità per gli investitori stranieri!

Gerhard Dambach, amministratore delegato di Robert Bosch spa, che ha accompagnato il ministro Giannini durante la visita,  ha affermato che la Bosch deve molto del suo successo anche all’Italia, per questo, è evidente l’interesse a preservare i posti di lavoro e a formare nuovo personale  e creare le condizioni per migliorare le condizioni occupazionali del territorio.

“Occorre capire anche in Italia,” spiega Dambach, “che, come in Germania, questi investimenti su formazione e lavoro deve farli l’impresa perché conosce il territorio ed il mercato e coinvolge la scuola e azzera così la distanza tra industria e scuola.”