Immagini digitali: ecco come scegliere tra JPEG, GIF o PNG [INFOGRAFICA]

Ecco le caratteristiche dei principali formati immagine a portata di infografica!

Dopo l’avvento del web e della moltitudine di professioni a esso associate è ormai chiaro come non sia indispensabile essere grafici per ritrovarsi a fronteggiare questo dilemma: JPEG, GIF o PNG, quale formato scegliere per le immagini digitali del proprio progetto?

Del resto, un digital copywriter potrà pure strizzare l’occhio allo sviluppatore quando gli consiglia di utilizzare solo JPEG in alta per il blog aziendale, ma sappiamo tutti benissimo che le possibilità che non abbia decriptato fino in fondo il messaggio siano altissime e, si sa, non si può vivere di soli post-it.

Per fortuna anche questa volta le infografiche giungono in nostro soccorso, per salvare le giovani menti a digiuno di trucchi grafici e, perché no, rinfrescare la memoria a chi la grafica la mangia a colazione ma ogni tanto gradisce il bis.
Perciò ecco a voi le caratteristiche principali di JPEG, GIF e PNG: trovate quella giusta per le vostre immagini digitali!

1. JPEG

Acronimo di Joint Photographic Experts Group, il JPEG è un tipo di compressione “lossy” (cioè con perdita d’informazione) usato quando parte della qualità di un’immagine può essere sacrificata a vantaggio di una minore grandezza del file, così da diminuire lo memoria necessaria e aumentare la velocità di caricamento.
Per questo motivo il formato JPEG è utilizzato principalmente per immagini digitali statiche, fotografie e immagini con molti colori e/o ombreggiature.

2. GIF

Acronimo di “Graphics Interchange Format”, il formato GIF utilizza 256 colori indicizzati, consente la trasparenza e può essere animato, il tutto mediante una compressione senza perdita di dati. Utilizzando meno colori è chiaramente un formato più leggero rispetto a quello JPEG e per questo motivo è utilizzato soprattutto per animazioni, grafiche web con pochi colori e immagini digitali semplici.

So già a cosa state pensando: si dice “gif” o “jif”? Bene, dopo essere sopravvissuta a malapena ai dibattiti su “LA font o IL font”, “LA selfie o IL selfie” e affini, ho capito come a volte sia meglio accettare il fatto che non esista una risposta a tutto, e anche quando esiste (dato che il creatore del formato ha stabilito chiaramente che la pronuncia corretta sia “jif” ma non se l’è filato nessuno), non è detto che i dibattiti si plachino, quindi meglio mettersi l’anima in pace!

3. PNG

Il formato PNG (acronimo di “Portable Network Graphics”) utilizza una compressione senza perdita d’informazione e si suddivide in due tipologie: PNG-8, assimilabile alla GIF ma più piccola, si avvale di 256 colori e consente la trasparenza; PNG-24, molto simile alla JPEG ma più grande, si avvale di più di 16 milioni di colori ed è un formato privo di compressione.
I principali utilizzi del formato PNG sono: immagini web (tra cui loghi che richiedono trasparenza e dissolvenza), immagini in elaborazione e immagini complesse (come le fotografie, sempre che la dimensione non sia un problema).

Ecco a voi, dunque, le conclusioni. Avete ancora qualche dubbio? Scoprite l’intera infografica su WhoIsHostingThis!

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