“Come stimolare la creatività? Leo Burnett ricorre agli schiaffi”

La creatività è accessibile a tutti, scopriamo alcune tecniche collaudate e i metodi "bizzarri" delle grandi agenzie.

“Il processo creativo ha avuto più impatto, potere, influenza e successo di qualsiasi altro processo nella storia. Tutte le arti, molte delle scienze, dell’architettura, della cultura popolare, e l’intera età tecnologica in cui stiamo vivendo esistono a causa della creatività.” Robert Fritz.

Dalla comunicazione al marketing, dalla moda al design, dalle slide ai negozi… puoi essere bravo, tecnico, puntuale, preciso ma tutto cambia se sei creativo. La domanda nasce spontanea: “Cosa vuol dire essere creativo?” La creatività non è solo talento, ma è un modo di agire.

Riguarda i concetti, le idee e l’ innovazione. Ma non c’è creazione senza spiegazione perché un’opera senza concetto non trasmette nulla, ragion per cui secondo questa logica la creatività non è qualcosa di esteticamente bello, ma qualcosa che sa rispondere a delle domande.

In molti pensano che la creatività sia un dono di pochi, ma è un errore in quanto tutti abbiamo la capacità di generare idee, perciò è una competenza accessibile a tutti. Ad ogni modo alcune persone sono più inclini al pensiero creativo, come altre sono portate per la matematica o per attività pratiche, tutti però possono sviluppare e potenziare la propria capacità di pensare esercitando i “muscoli delle idee”.
Il trucco sta nel sapere modellare il nostro modo di pensare, ecco alcuni consigli pratici:

1. Mente aperta o mente chiusa?

Avere la mente aperta o chiusa è una modalità di reazione affine allo stesso processo, ma una non esclude l’altra, anzi, la completa! Quando siamo rilassati la mente è aperta e perciò ci aiuta a sviluppare idee fantasiose, mentre quando siamo sotto pressione, o in situazioni di stress, la nostra mente è in modalità di chiusura, meno fantasiosa, “meno leggera” ma ad ogni modo uno stato prezioso perchè ci aiuta a pianificare, definire e fare chiarezza.

2. La creatività in gruppo o da soli

Oggi è un tema strategico perché, in tempi di complessità crescente, gran parte della produzione di ciò che è nuovo esula dalle competenze di un singolo. Il lavoro di gruppo è premiante se ci sono persone diverse per età, competenze, carattere e provenienza. Gruppi così sono forse più difficili da allineare su un obiettivo, ma d’altra parte sanno mettere in campo risorse più caratteristiche ed eterogenee.

Lo stesso risultato si può ottenere giocando con un’attività divertente: il Party Dinner, prima del brain-storming si crea una lista di personaggi immaginari, come Einstein, Da Vinci, Napoleone, Kennedy, Ogilvy, Goodfather… Ogni elemento del team si immergerà nel ruolo assegnato, per poi pensare e rispondere impersonificandolo. Questo esercizio rompe la routine ed incoraggia il cervello a pensare in una modalità diversa.

Se si è soli, e non si può avere confronto, uno stimolo eccezionale è l’esercizio fisico perché provoca la produzione di ormoni capaci di rilassare il cervello rendendolo più propenso all’apertura mentale. Passeggiare, nuotare o andare in bici aiuta a sentirsi meglio e quindi a pensare meglio!

3. Visualizzare le idee su un moodboard

Strumenti: carta, penne colorate, pennarelli, puntine, post-it, scotch e una parete bianca.
Processo: organizzare il materiale in base all’idea o ai gruppi di idee. Distribuire le idee assegnando un colore ad ogni concetto. Osservare il muro a distanza, definire le prime relazioni trai gruppi e all’interno dei gruppi stessi, trovare i collegamenti concettuali e tematici dopodiché sceglierli tra loro e/o unirli.

Se trovare uno spazio su un muro è un problema, possiamo approdare su Mural.ly, un muro digitale dove attaccare e spostare note, post it o altri documenti, creando persino gruppi di lavoro connessi da computer diversi, che interagiscono sullo stesso wall.

CASE STUDIO

Molte Agenzie ricorrono a una serie di tecniche per ispirare il team. DDB, ad esempio, afferma che la creatività del team aumenta leggendo i Tweets degli utenti che commentano i progetti, piattaforma che utilizzano come strumento chiave del loro lavoro.

Recentemente a colpire gli utenti è stato l’approccio, un pò aggressivo, di Leo Burnett che in uno spot, parodia, mostra con una serie di “Slapshot”(schiaffi in faccia) la strategia usata dall’Agenzia per ispirare il pensiero. “Lo slapshot prevede due fasi” spiega il narratore: “La fase uno fa bere un bicchierino di liquore. La fase due? Un’improvviso schiaffo al volto della vittima. Questo “shock” aiuta a rimuovere dal cervello ogni forma di stanchezza e a focalizzare le idee più interessanti”.

L’azienda californiana “think Parallax“, paga un extra ai propri dipendenti per andare in vacanza, in cambio, loro postano sul sito le foto e il racconto del viaggio. “Come agenzia creativa, il nostro compito è stimolare l’immaginazione dei dipendenti.” spiegano Jonathan e Guusje, titolari dell’agenzia. Per il momento, sono stati quattro i dipendenti-viaggiatori, nelle prossime settimane, partiranno altri sei impiegati, destinazione: ancora sconosciuta.

A conferma del fatto che possiamo schematizzarla, definirla, analizzarla in tutti i modi… ma la creatività, non conosce limiti.


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