Tim Cook e le pietre miliari dei diritti gay nel business

Tim Cook, CEO di Apple, fa outing. Un atto rivoluzionario nel business, reso possibile da altri avvenimenti divenuti pietre miliari dei diritti gay

Rocco Iannalfo

Web Marketing & Social Media Manager, Blogger

Tim Cook e le pietre miliari dei diritti gay nel business

Recentemente Tim Cook, CEO di Apple e successore di Steve Jobs, si è guadagnato le attenzioni dei media di tutto il mondo per il suo coming out: in un articolo apparso su Bloomberg Businessweek ha dichiarato Sono orgoglioso di essere gay.

Possibile che nel 2014 faccia ancora tanto scalpore una dichiarazione del genere?

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Orgoglio e pregiudizio

Nelle varie parti del mondo i diritti gay sono affrontati in maniera differente: negli States i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono consentiti in tutti gli stati; in Europa la situazione è simile; in Italia il percorso per l’uguaglianza dei diritti è ancora molto lungo; in Russia addirittura si va in carcere per un bacio omosessuale in luogo pubblico.

L’idea è che nel business contino primariamente i bilanci, le azioni, i profitti e i mercati; ma il pregiudizio umano è spesso molto più determinante nell’influenzare gli affari: per rendersi conto delle discriminazioni di genere può bastare pensare, oltre all’esiguo numero di omosessuali dichiarati, alla percentuale di donne che hanno ruoli di rilievo nelle corporate.

Con l’evolversi della società, del marketing e dei consumi la situazione sta lentamente cambiando e le dichiarazioni di Cook fino a qualche anno fa sarebbero state inimmaginabili. Nessun CEO avrebbe rischiato una potenziale perdita di valore solo per dichiarare pubblicamente il proprio orientamento sessuale. Nonostante le ricerche di mercato sarebbe stato difficile quantificare l’effetto su qualsiasi azienda dell’outing del proprio leader.

Oggi la situazione è cambiata e Apple gode di una straordinaria notorietà come brand, l’opinione pubblica è cambiata e il marchio di Cupertino è un innovatore in tutti i campi. Ciò ha permesso questa mossa coraggiosa che avrebbe potuto attirare critiche e problemi a molte altre aziende. Ma il cambio dell’opinione pubblica riguardo i diritti gay è passato per alcuni avvenimenti che sono divenuti delle vere e proprie pietre miliari della situazione attuale.

I coniugi equivalenti del Village Voice

Nel 1982 a New York il gruppo editoriale del Village Voice decise di offrire ai propri collaboratori la possibilità di indicare un coniuge equivalente che potesse godere degli stessi benefici assicurativi offerti alle coppie tradizionali. La persona poteva essere di entrambi i sessi, il requisito era che tale persona fosse amante o compagno del dipendente dell’azienda e dividesse con lui la stessa abitazione. Il modello del Voice fu poi replicato da alcune compagnie assicurative e tuttora molte aziende (e molte nazioni) non offrono tali privilegi.

Le politiche contro la discriminazione di American Airlines

Nei primi anni ’90, in un clima di discriminazione della comunità LGBT a causa della diffusione dell’Aids, la compagnia American Airlines scoprì che alcuni suoi dipendenti trattavano in maniera differente gli omosessuali. Furono diramate delle policy aziendali contro la discriminazione di genere che ebbero l’effetto di creare un clima di tolleranza verso i passeggeri e al tempo stesso anche nei riguardi del personale LGBT dell’azienda, ai cui partner  furono successivamente estesi gli stessi diritti concessi ai coniugi tradizionali.

Chevron e i diritti nelle compagnie petrolifere

Nel 1997 la compagnia petrolifera Chevron estese ai propri dipendenti le norme per i diritti gay promulgate a San Francisco. Fu una mossa dovuta alla necessità di adeguarsi alle normative locali, ma ebbe l’effetto di costringere altre aziende quali Shell, BP e Mobil ad adeguare le loro policy.

Rick Welts e l’outing nello sport

Tim Cook e le pietre miliari dei diritti gay nel business

Nel 2011 Rick Welts in una intervista al New York Times dichiarò la propria omosessualità. Il manager famoso per la campagna del Dream Team americano dei Giochi Olimpici di Barcellona era stato il primo personaggio di rilievo nel mondo dello sport a fare outing. Nello stesso anno il suo esempio fu seguito da alcuni sportivi professionisti e in seguito i maggiori campionati statunitensi (NFL, NBA e MLB) diffusero delle policy contro le discriminazioni di genere.

Il primo store LGBT: The Oscar Wilde Bookshop

Nel 1967, nel Greenwich Village di New York aprì i battenti una piccola libreria dedicata alla letteratura LGBT. Oltre ad essere il primo store per un pubblico gay, la libreria divenne un punto di ritrovo per la comunità omosessuale e nei suoi locali fu ideato la prima manifestazione del Pride di New York. Oggi l’Oscar Wilde Bookshop ha chiuso i battenti, ma ha cambiato il mondo del retail!

The White Horse Inn, il primo club gay degli States

Aperto nel 1933 a San Francisco, The White Horse Inn fu il primo locale LGBT degli States un club che ha anticipato i tempi e che è stato il modello per gli anni successivi.

Una mela al giorno…

Ognuno di questi avvenimenti ha contribuito nel cambiare l’opinione pubblica e l’idea di business degli americani e il frutto di questi eventi è il coming out di Tim Cook. Probabilmente le dichiarazioni del leader di Apple spingeranno altri manager a fare più attenzione alle diversità di genere nel mondo del lavoro.

Un piccolo passo per un CEO, un grande passo per i diritti.

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