StartupBus Italia 2014: Treviso [DAY 3]

Da H-Farm al pitch, dal paradiso delle startup all'inferno degli startupper: 5 idee sopravvivono e si fortificano

Marco Fongaro

Web Marketing Assistant

StartupBus Italia 2014: Treviso [DAY 3]

Ultima tappa italiana per le cinque startup! Ad ospitarla provvede H-Farm, che da nove anni offre i suoi servizi di acceleratore e di investitore per le startup che riescono ad entrare a far parte del suo complesso ecosistema di capitale umano, eventi, consulenze strategiche, economiche e finanziarie, nonché di eventi formativi sul piano tecnologico e risorse finanziarie. Il focus ultimo è rendere la tecnologia più fruibile, semplificando le esperienze d’uso.

Oggi gli esperti di H-Farm sono a disposizione dei team di StartupBus, sempre più determinati, ma anche provati dall’intensità dell’esperienza. In due giorni i Buspreneur si sono incontrati e confrontati, hanno formulato e realizzato idee, sono partiti e ripartiti più volte, perché i professionalissimi e severissimi feedback ricevuti ad ogni tappa li hanno costretti a rimettersi in gioco più e più volte, giorno e notte.

Tre giorni in tre minuti

StartupBus Italia 2014: Treviso [DAY 3]

Il campo di battaglia finale è sempre lui, il pitch. Perdipiù in inglese.

La lingua anglosassone è diventata via via sempre più preponderante tra i sedili del Bus, poiché pensare e realizzare non basta: occorre saper convincere per vincere, e al Pioneers Festival di Vienna nessun giurato intenderà ragioni, se esposte nella lingua di Dante.

Ma cosa hanno imparato gli startupper in merito?

Nell’epoca dell’ipercomunicazione e dei social network, l’idea giusta non può emergere se non è esposta in modo sintetico ed esaustivo: sono tante, troppe, le cose che si vorrebbero dire sul proprio progetto imprenditoriale, ed è sempre più difficile scegliere cosa sacrificare per concentrarsi sulle questioni fondamentali.

Gli investitori, croce e delizia, dovranno essere convinti in breve tempo, e per farlo le leve più potenti sono quattro:

  • Il problema. Chi sono i clienti? come si comportano? che domanda generano?
  • La soluzione. Mai partire da qui; deve essere una risposta convincente per una ben precisa domanda, formulata dalla prospettiva dei futuri clienti.
  • Il modello di business. Occorre creare valore. Per farlo occorre realizzare una chiara analisi, tra gli altri, di costi, ricavi, partner, concorrenti, strategie comunicative e canali di distribuzione.
  • Il team. Prima ancora che su un prodotto, l’investimento è sulle persone: le abilità dei singoli, l’armonia all’interno del team, la capacità di finalizzare gli sforzi comuni sono le basi di una startup, e costituiscono il migliore biglietto da visita.

Con 3 minuti a disposizione, la prima cosa da fare è dunque catturare l’attenzione, ma subito dopo occorre passare alle questioni più pressanti esposte qui sopra. L’entusiasmo che deve trasparire da un pitch deve essere incanalato ed usato come veicolo per rispondere alla domanda finale: “Perché scegliere la nostra proposta?“.

Un ultimo accorgimento: l’aggettivo è fondamentale. Il soggetto è un team, un “noi” che deve presentarsi come soggetto coerente ed incisivo. Anche chi non parla è al centro dell’attenzione, e deve tenersi pronto a prendere il microfono quando le domande degli investitori chiamano in causa le sue competenze.

Ma chi sono i team di StartupBus Italia 2014? Sentiamo cos’hanno detto, in libertà, sul loro progetto e sul loro team. Poi sono andati a dormire. Davvero.

C-All

Parte dal tema della sicurezza per le donne e lo estende alle aggressioni in generale. Quando non c’è tempo per chiamare aiuto via cellulare, la risposta può provenire da un chip integrabile negli accessori più comuni, come orologi o collane, in grado di attivarsi con la pressione di due tasti e di chiamare automaticamente una lista di contatti fidati, comunicando la posizione di chi è in pericolo… e senza tenere la propria migliore amica al telefono per ore!

StratupBus Italia 2014: C-All

Conpy

“Conscious parents, happier children.” Gli stimoli che i bambini ricevono sono oggi più che mai elevatissimi, rendendo il loro percorso di crescita instabile. Un algoritmo in grado di identificare lo stadio di sviluppo di un fanciullo, le abilità che sta manifestando e quelle ancora da scoprire, potrebbe costituire un caposaldo affidabile per la sua crescita e per la tranquillità dei genitori. Se poi questa tecnologia venisse tradotta in un gioco per bambini in grado di fornire un preciso riscontro sui loro progressi ai genitori, beh… meno notti insonni e più serenità in famiglia!

StratupBus Italia 2014: Conpy

TouchLife

Gli incidenti non sono mai mancati, tra le notizie dei quotidiani. L’intervento delle forze dell’ordine è il più delle volte tempestivo: procedure di soccorso rodate vengono applicate puntualmente, spesso con successo. Purtroppo, proprio il fatto di ricorrere a degli standard, può portare a trascurare dei particolari. Come comunicare, ad esempio, eventuali allergie, se si è svenuti?
Alle volte la soluzione è a portata di mano, ma non ce ne accorgiamo. Questo team sì, e propone di sfruttare gli scanner biometrici sempre più diffusi sui dispositivi mobile per accedere alle informazione mediche di una persona, archiviate in cloud e sbloccabili tramite il riconoscimento delle impronte digitali. Si può dare una mano, insomma, ma alle volte basta un dito.

StratupBus Italia 2014: TouchLife

Tuk-Tuk

Viaggiare è una necessità quotidiana. Per svago o per lavoro, miliardi di persone ogni giorno si allontanano da casa, il più delle volte non per una semplice passeggiata. Il ritmo dei trasporti è frenetico e non lascia scampo a ritardi. Certo, velocità e puntualità hanno un prezzo, che si può mitigare con tariffe scontate o il sempre più popolare ricorso al car pooling. Ma chi ha detto che questa pratica non possa essere estesa anche ai taxisti che finora l’hanno subita? Se in aeroporto, ad esempio, un “tuk” ci consentisse di trovare un altro viaggiatore con la nostra stessa meta, non saremmo ben contenti di dividere la spesa e di salire a bordo? Probabilmente sì. E allora sarà il conducente a parlare, per encomiare quest’idea.

StartupBus Italia 2014: Tuk-Tuk

uHelp

Forte di aver fatto incetta di premi a Milano, questa app si basa su una duplice concezione di emergenza. Da un lato quella personale, un malessere, dall’altro quella generale, una calamità. Nel primo caso, spesso basta l’intervento delle persone vicine per impedire alla situazione di degenerare, nel secondo, la possibilità di segnalare di non aver bisogno di aiuto in risposta ad un appello digitale geolocalizzato, consente ai soccorritori di concentrarsi su altre persone. Due funzioni, una app, un unico spirito di solidarietà.

StartupBus Italia 2014: uHelp