Facebook e Apple pagano per congelare gli ovuli delle loro dipendenti

Un passo importante verso la chiusura del divario di genere? Mentre i progressisti affermano che si tratta di un passo avanti, i conservatori lo ritengono un gesto egoista, incentrato solo sulle prospettive di carriera.

Federico Gambina

Web Editor & Social Media Specialist

Facebook e Apple stanno cercando di rendere più facile la carriera delle loro impiegate. I due colossi della Silicon Valley sono i primi ad offrire la copertura assicurativa per congelare gli ovuli delle loro dipendenti, assicurando loro la possibilità di far carriera senza però rinunciare al desiderio di avere dei figli.

Siamo lontani anni luce dai semplici benefit aziendali che le imprese italiane, e non solo, mettono a disposizione dei loro dipendenti, come le auto, gli smartphone o i viaggi di lavoro. Nel settore del tech sono gli americani a prendersi maggiormente cura dei loro sottoposti, pensiamo ad esempio a Google che offre massaggi, parrucchieri e lavanderie in loco per mantenere i dipendenti felici e produttivi.

Sempre Google nel 2012 avviò una policy aziendale del tutto innovativa, pagando la metà dello stipendio alle famiglie cui era morto il partner nel gigante di Mountain View, per dieci anni dopo la morte. Questa policy di Facebook e Apple sembra essere però una grande evoluzione per le possibilità di carriera delle donne.

Da notare che la copertura economica per tale pratica è molto onerosa, molte dipendenti americane non percepiscono un salario tale da potersi permettere un’assicurazione sanitaria per questo tipo di procedimenti. Infatti il costo di raccolta degli ovuli è di circa diecimila dollari, mentre il costo per la conservazione in strutture specializzate è di circa cinquecento dollari l’anno. Facebook ha già cominciato a coprire il costo offrendo ventimila dollari a ogni singola dipendente, mentre Apple inizierà a gennaio 2015.

Se pensiamo si tratti di un costo eccessivo per le casse dell’azienda, ci sbagliamo! Infatti Apple oltre alle pratiche di raccolta e congelamento offre alle proprie dipendenti, qualora ce ne fosse bisogno, un supporto per i trattamenti di infertilità, nonché un programma di assistenza per le adozioni, pagando le spese legali connesse con l’adozione.

Detto in questi termini sembra che si tratti esclusivamente di un’opzione per le donne e che questo sia del tutto innocuo dal punto di vista sociale. In realtà non mancano gli scettici. Infatti, mentre una parte progressista degli americani crede che si tratti di un passo importante verso la chiusura del divario di genere, i conservatori sostengono che sia un modo per mettere la carriera in primo piano rispetto alla famiglia, una pratica egoistica.

Fino a poco tempo fa gran parte dei conservatori avrebbero pensato a questa pratica in una società distopica, simile a quella che Aldous Huxley professava nel suo Ritorno al Mondo Nuovo dove le scoperte tecniche e scientifiche la facevano da padrone, ma saranno i risultati a dire se avranno avuto ragione.

Rimane poi da verificare dal punto di vista medico quanto sia effettivamente possibile che una donna riesca ad avere un figlio da un ovulo congelato. Grazie al progresso tecnologico le possibilità di avviare una gravidanza con un ovulo congelato sembrano essere aumentate di molto negli ultimi anni, ma la sicurezza dell’efficacia del sistema non è certa per tutte le pazienti.