Il crowdfunding di Bitcoin è il vero crowdfunding?

Le piattaforme di crowdfunding basate sulla tecnologia blockchain eliminano l'intermediario e consentono alle startup di raccogliere fondi creando le proprie valute digitali

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

Negli ultimi mesi si è molto discusso su come la tecnologia di base di Bitcoin stia per rivoluzionare non solo il sistema monetario mondiale, ma anche i servizi notarili, i DNS, quelli di autenticazione, di proprietà intellettuale e di archiviazione dei dati.

Mentre la maggior parte dei prodotti e dei servizi che avrebbero dovuto già vedere la luce partendo dal protocollo bitcoin devono ancora nascere, c’è una applicazione bitcoin che invece è stata sviluppata da alcune startup: si tratta di un servizio di crowdfunding decentrato.

Bitcoin e Kickstarter

Kickstarter, Indiegogo e tutte le altre piattaforme tradizionali agiscono come intermediario fidato per la gestione della campagna di crowdfunding.

Grazie a loro, un sostenitore può essere sicuro che i soldi che invia alla piattaforma per un progetto specifico saranno effettivamente destinati a quel progetto una volta raggiunta la somma obiettivo della campagna, o che il denaro venga effettivamente restituito se la campagna, al contrario, fallisce. In cambio del suo denaro, l’investitore di Kickstarter ottiene l’accesso a un pre-ordine o a T-shirt e altri gadget.
Le piattaforme di crowdfunding basate sulla tecnologia blockchain, cioè sul registro pubblico che contiene tutte le transazioni di bitcoin, eliminano la necessità di questo intermediario. Consentono quindi alle startup di raccogliere fondi, creando le proprie valute digitali e vendendo “azioni” agli early backers. In parole povere, questo significa che gli investitori di una campagna di crowdfunding ottengono azioni della startup che sostengono e possono effettivamente beneficiare del valore di apprezzamento dell’azione.

Questo è il motivo per cui la comunità Bitcoin si riferisce al crowdfunding bitcoin-powered come a reale crowdfunding.

L’entusiasmo intorno a questi progetti è legato anche al fatto che queste piattaforme sarebbero una vera e propria fonte di investimenti per altri tipi di applicazioni basate su blockchain e potrebbero aiutare il finanziamento di infrastrutture bitcoin.

Swarm, Koinify e Faro sono tre piattaforme di crowdfunding decentrate che hanno generato un bel buzz nella community di Bitcoin ed effettivamente hanno ottenuto finanziamenti per il loro sviluppo in varie forme.
Swarm ha utilizzato la propria piattaforma di crowdfunding per raccogliere fondi nel mese di luglio e ha ricevuto 1 milione di dollari dai sostenitori. Per ora si concentra su progetti basati su tecnologia blockchain ed ha aperto l’applicazione solo per i primi cinque progetti che la piattaforma sosterrà e che saranno presentati in un demo day il 5 novembre.

 

La società ha anche lanciato un incubatore a Palo Alto per ospitare progetti Bitcoin 2.0: secondo Swarm è questa la strategia migliore per la piattaforma per individuare progetti interessanti e incoraggiarli a utilizzare la tecnologia blockchain.
Un’altra piattaforma di crowdfunding decentrata, Koinify, ha appena raccolto 1 milione di dollari per finanziare il suo sviluppo e costruire un’interfaccia facile da usare. Koinify si concentra sul finanziamento di progetti molto specifici relativi alla tecnologia blockchain e alle cripto valute: applicazioni decentralizzate e infrastrutture per rendere l’accesso alla cryptocurrency più facile.

 

Faro finanzia lo sviluppo dei Bitcoin

Mike Hearn, uno sviluppatore di Bitcoin, ha invece dato vita a Faro, un’applicazione di crowdfunding che è stata più specificamente costruita per finanziare lo sviluppo di base dei Bitcoin e il coinvolgimento di community della prossima generazione di progetti bitcoin. Hearn ha vinto un bounty da 40 mila dollari offerto dall’autoproclamato milionario bitcoin e imprenditore Olivier Janssens.
Per ora quindi la maggior parte delle piattaforme di crowdfunding bitcoin non si concentrano su progetti di consumo e fanno appello solo ad investitori bitcoin, esperti di tecnologia.

 

Anche se non si tratta ancora di progetti mainstream, queste piattaforme meritano comunque attenzione per il loro potenziale sviluppo. Sono tutte basate sul principio di un cambiamento di paradigma: il passaggio da un modello centralizzato a tanti decentrati, con la rimozione dei soliti costosi intermediari.

Il vantaggio di un tale modello è che i servizi risultanti sono a buon mercato perché non hanno molti costi di gestione. Proprio Mike Hearn aveva presentato questa idea futuristica nel suo discorso sul futuro del denaro al Festival di Turing nel 2013.
Il Crowdfunding basato su tecnologia blockchain alimenta due speranze: è un modo per l’ecosistema bitcoin di finanziare il suo sviluppo di base a breve termine; nel lungo periodo, darà la possibilità agli individui di partecipare ad effettivi investimenti early-stage e di beneficiare realmente dell’apprezzamento della valuta.