Lego-Shell, quando Greenpeace ci mette lo zampino

Le alleanze qualche volta si rompono, è questo il caso della famosa fabbrica di mattoncini e della multinazionale Shell

 

Il caso è scoppiato lo scorso luglio, la campagna internet creata da Greenpeace, “Everything is NOT awesome” con l’obiettivo di muovere le coscienze e di ribellarsi alle trivellazioni nell’artico da parte della multinazionale Shell, ha raggiunto il suo scopo, spezzare l’alleanza tra la multinazionale petrolifera e la fabbrica di mattoncini più famosa al mondo, Lego.

Il video, di circa due minuti, mostra un paesaggio costruito con i Lego “annegato” nell’oro nero ed in poco tempo ha attenuto più di 6 milioni di visualizzazioni su youtube.


Il produttore di giocattoli danese, non rinnoverà l’accordo di marketing, stipulato nel 2011 con la Shell, in seguito alla campagna online di protesta contro le trivellazioni nell’Artico.

Lego-Shell, l’equilibrio spezzato da Greenpeace

Dagli anni 60 Lego vende in tutto il mondo i suoi prodotti con il marchio Shell in tutte le stazioni di servizio, una collaborazione indubbiamente proficua per entrambe le parti, con aumento di visibilità e di vendite da parte del produttore danese dei mattoncini e una green-washing per la Shell.
A chiedere la fine di questa collaborazione, a Greenpeace si sono unite anche le 250.000 persone che hanno firmato la petizione online e la campagna #blockshell, tanto da indurre l’amministratore delegato Lego, Jorgen Vig Knudstorp, a dichiarare “We want to clarify that as things currently stand we will not renew the co-promotion contract with Shell when the present contract ends” e a ribadire “di non approvare le tattiche usate da Greenpeace che possono aver creato delle incomprensioni fra i nostri azionisti sul modo in cui operiamo”, in quanto sarebbe stato più opportuno se l’Associazione si fosse rivolta direttamente a Shell senza coinvolgere l’azienda di mattoncini per far arrivare il proprio messaggio.

 

Children are our major concern and the central focus of our company

L’intervento di Greenpeace evidenzia come dovrebbe essere importante per una azienda come quella danese, da sempre attenta e attiva nella ricerca di energia rinnovabile, scegliere i propri partner con più attenzione quando si tratta delle minacce dei cambiamenti climatici.

Siamo più che certi, dopo questa esperienza, che in futuro Lego si impegnerà a ricercare partner in linea con la propria filosofia “nel continuare a produrre esperienze di gioco creative e stimolanti”, d’altronde “Children are our major concern and the central focus of our company. We are determined to leave a positive impact on society and the planet that children will inherit. Our unique contribution is through inspiring and developing children by delivering creative play experiences all over the world.”

Scritto da

Annalisa Mancini

Laureata in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità, con tesi di laurea in Psicologia della formazione, "La formazione manageriale attraverso il cinema" ... continua

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