Fiat Chrysler Automobiles, retroscena e previsioni dell'IPO

L??evento finanziario che ha segnato una svolta in due storie economiche nazionali e aperto nuove prospettive globali

Fabio Casciabanca
Fabio Casciabanca

Editor Business Ninja Marketing

 

L’IPO di Fiat Chrysler segna una svolta in due storie economiche nazionali: quella italiana, che ha per più di un secolo legato ai destini dell’industria di casa Agnelli le scelte economiche del paese, e quella americana.

Con il collocamento iniziale al Nyse si dovrebbe essere aperta per la FCA una nuova prospettiva, di tipo globale. Non a caso, anche la data del 13 ottobre era altamente simbolica. Si tratta, infatti, del giorno in cui in America si celebra il Columbus day, quasi a voler auspicare che l’unione di due destini, quello italiano e quello americano, possano dare vita ad una nuova forza economica, pari a quella degli States a livello mondiale.

Fiat Chrysler, dalla crisi alla fusione

La quotazione è stata il punto di arrivo di una fusione nata, in realtà, da due crisi, quella della Chrysler e quella della Fiat, da cui si spera possa partire un rilancio che prevede, per cominciare, un piano industriale da 48 miliardi di dollari in cinque anni, che dovrebbe portare la FCA a diventare la settima società del settore automobilistico per dimensioni sui mercati finanziari internazionali.

 


Se l’obiettivo del piano industriale è in particolare quello di rafforzare i marchi di prestigio della società, come Maserati, Jeep e Alfa Romeo, puntando soprattutto ai più appetibili mercati asiatici, dal punto di vista finanziario la quotazione a Wall Street dovrebbe portare a nuove fusioni e produrre profitti per 5,5 miliardi di dollari, secondo le previsioni del direttore finanziario Richard Palmer.

L’epocale evento finanziario sembra non aver avuto un’eco mediatica pari alla portata dell’avvenimento, probabilmente perché tecnicamente si è trattato di uno spostamento dei preesistenti titoli Fiat sul listino americano. Una conversione azionaria e dunque non un vero e proprio IPO.
Le vere star del debutto a Wall Street sembrano essere state, invece, le Ferrari e le Maserati posteggiate fuori dalla Stock Exchange di New York. Una vera e propria vetrina della migliore produzione automobilistica ormai italo-americana.

 

 

Fiat Chrysler al debutto in borsa

Il risultato della prima giornata non è stato certamente esaltante: al debutto il titolo Fca è stato quotato a 9,19 dollari, in rialzo del 5,6%, per poi scendere attorno a 9,07 dollari e infine passare in terreno negativo a 8,86 dollari, con un calo finale dello -0,89% e un risultato di 8,92 dollari ad azione.

Di questo “trasloco azionario” in Italia resta soprattutto un’immagine, quella del Lingotto con la bandiera con il nuovo logo del gruppo FCA e senza la storica targa Fiat, dato che la nuova sede del gruppo è in Olanda, mentre la residenza fiscale è a Londra.